Okurigana

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Un esempio di okurigana nella frase 帰りたくない kaeritakunai?, "non voglio tornare".

Gli okurigana (送り仮名, okurigana?, "lettere di accompagnamento") sono suffissi scritti kana (hiragana, per la precisione) che si trovano dopo i kanji nelle parole scritte in giapponese. Essi servono a due scopi: coniugare aggettivi e verbi e dare a particolare kanji un significato specifico.

Ad esempio, il verbo 見 る (miru, "vedere") diventa imperfettivo 見 た (mita, "visto"), dove 見 è la radice lessicale scritta in kanji (con l'uso dei sinogrammi, il significato è inconfondibile), e る e た sono l'okurigana, cioè i caratteri che riguardano la morfologia e l'aspetto grammaticale della lingua giapponese. Con poche eccezioni, l'okurigana viene usata solo per kun'yomi (letture naturali giapponesi), non per on'yomi (letture cinesi, in quanto il lessico sino-giapponese non si inflette e/o coniuga in giapponese) e la loro pronuncia deriva dal contesto, poiché molti sono usati come parti di parole composte (kango).

Quando è utilizzato per esprimere il significato grammaticale di un aggettivo o un verbo, l'okurigana può indicare l'aspetto dell'azione (perfettivo o imperfettivo, cioè azione non finita/in corso e azione finita), il significato affermativo o negativo, o la cortesia/politeness, tra le molte altre funzioni (la cortesia si esprime con l'utilizzo di suffissi onorifici al posto di quelli usati nel registro piano e/o colloquiale). Nell'uso moderno, gli okurigana sono quasi sempre scritti con hiragana; anche il katakana era comunemente usato in passato.

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