Non ho bocca, e devo urlare

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Non ho la bocca e devo urlare
Titolo originale I Have No Mouth, and I Must Scream
Altri titoli Il computer sotto il mondo
Autore Harlan Ellison
1ª ed. originale 1967
1ª ed. italiana 1972
Genere racconto
Sottogenere fantascienza, orrore
Lingua originale inglese

Non ho bocca, e devo urlare (titolo originale in lingua inglese I Have No Mouth, and I Must Scream) è un racconto di fantascienza horror di Harlan Ellison pubblicato nel 1967 nella rivista If, vincitore del premio Hugo come miglior racconto breve nell'edizione del 1968.[1]

Ne venne tratto un videogioco per PC dal titolo omonimo, pubblicato dalla Cyberdreams nel 1995.

È stato pubblicato per la prima volta in italiano nel 1972 col titolo Il computer sotto il mondo.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ellison scrisse il racconto in una sola notte nel 1966. Il titolo della storia e l'ispirazione per la stessa derivano dal disegno di un suo amico, William Rotsler.[3] Il racconto venne pubblicato per la prima volta sulla rivista specializzata If nel 1967.

Venne pubblicato in italiano per la prima volta nel 1972 col titolo Il computer sotto il mondo nell'omonima antologia e ripubblicato più volte dal 1978 col titolo Non ho bocca, e devo urlare.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In un universo distopico dove la razza umana è stata sterminata da un supercomputer chiamato AM, dopo 109 anni dalla caduta della civiltà umana, AM ha lasciato in vita solamente cinque esseri umani, che grazie alle sue capacità può far vivere praticamente in eterno. I cinque vivono sottoterra in uno sterminato complesso, il solo ambiente abitabile rimasto. Il computer ha un odio smisurato per il gruppo, e usa tutti i suoi poteri per torturarli continuamente. AM impedisce inoltre loro anche di togliersi la vita.

Le perversioni a cui arriva la macchina sono grandissime. I cinque vengono modificati sia nel corpo che nello spirito, sottoposti a umiliazioni continue e a condizioni di vita impossibile per oltre 100 anni. Questo fino a quando Ted, il narratore della storia, in un attimo di follia o di estrema lucidità, uccide gli altri quattro con dei pezzi di ghiaccio acuminati. Però non riesce ad uccidersi prima di venir fermato da AM. Resterà l'unico a subire l'odio e le crudeltà del computer per l'eternità trasformato in una sorta di cosa grande e molle, gelatinosa senza più braccia, gambe, occhi e bocca (da qui il titolo) che striscia come una lumaca.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • AM, il supercomputer che ha portato alla quasi estinzione dell'umanità. Completamente folle e psicopatico, si diverte a torturare i protagonisti sia fisicamente che mentalmente portandoli spesso alla pazzia.
  • Gorrister, che racconta la storia di AM per il divertimento di Benny. Gorrister una volta era un idealista e pacifista, prima che AM lo rendesse apatico e svogliato. Spiega che prima della catastrofe di 109 anni prima ci fu una guerra fredda che presto diventò la terza guerra mondiale. Per fare in modo che continuasse il più a lungo possibile vennero creati tre grandi computer dalle più potenti nazioni del mondo, ovvero: America, Cina e Russia. Per qualche motivo ignoto, i tre computer infine si unirono dando vita così ad AM, che in breve tempo lancio un attacco da ogni parte del mondo che distrusse ogni cosa.
  • Benny,che una volta era un brillante ed affascinante scienziato gay. È stato mutilato e trasformato in modo che assomigliasse ad un orrendo scimmione con giganteschi organi sessuali. Benny a un certo punto ha perso il suo equilibrio mentale ed è completamente regredito ad un temperamento infantile. La sua omosessualità è stato alterata, ed ora si impegna ad avere regolarmente sesso con Ellen.
  • Nimdok,(un nome datogli da AM ), il più anziano, che convince il resto del gruppo ad affrontare un viaggio disperato alla ricerca di cibo in scatola. A volte è costretto periodicamente ad allontanarsi dal gruppo per motivi sconosciuti, al suo ritorno appare visibilmente traumatizzato. Nel audiolibro letto da Ellison, gli viene dato un accento tedesco.
  • Ellen, l'unica donna. Lei sostiene di essere stata una volta casta ("due volte vergine"), ma è stata modificata in modo che la sua mente ricercasse costantemente rapporti sessuali. Gli altri, in tempi diversi, la proteggono ed abusano fisicamente di lei. Secondo Ted, lei trova piacere nel sesso solo con Benny, a causa del suo pene di grandi dimensioni. Descritta da Ted come donna dalla pelle d'ebano, è l'unico membro del gruppo la cui identità etnica o razziale è esplicitamente menzionata.
  • Ted, il narratore e il più giovane del gruppo. Egli sostiene di non essere stato alterato, mentalmente o fisicamente, da AM, e pensa che gli altri quattro lo odino e lo invidino. Nel corso della storia presenta sintomi di delirio e paranoia.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Il computer sotto il mondo in Science Fiction Book Club n.44, Piacenza, Casa Editrice La Tribuna, settembre 1972.
  • Non ho bocca, e devo urlare in I Premi Hugo 1955-1975, Milano, Editrice Nord, novembre 1978.
  • Non ho bocca, e devo urlare in I premi Hugo 1955-1975, Milano, Euroclub, novembre 1980.
  • Non ho bocca, e devo urlare in Arte e Cibernetica, Milano, Editoriale Del Drago, 10 aprile 1981.
  • Non ho bocca, e devo urlare in I Racconti brevi, Milano, Editoriale Del Drago, giugno 1990.
  • Non ho bocca, e devo urlare in Le grandi storie della fantascienza. Premi Hugo 1964-1968, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, aprile 1994.
  • Non ho bocca, e devo urlare in I premi Hugo 1967-1968, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, dicembre 1994.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 1968 Hugo Awards Dal sito ufficiale del premio, Url consultato il 21.3.2014]
  2. ^ a b Edizioni di Il computer sotto il mondo in Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Associazione culturale Delos Books.
  3. ^ Intervista di Tasha Robinson

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]