NGC 659

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
NGC 659
Ammasso aperto
NGC 659.png
NGC 659
Scoperta
ScopritoreCaroline Lucretia Herschel
Data1783
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneCassiopea
Ascensione retta01h 44m 24s[1]
Declinazione+60° 40′ 00″[1]
Distanza6318[2] a.l.
(1938[2] pc)
Magnitudine apparente (V)7,9[1]
Dimensione apparente (V)5'
Caratteristiche fisiche
TipoAmmasso aperto
ClasseI 2 m
Età stimata35 milioni di anni[2]
Altre designazioni
Mel 10; Cr 19; OCl 332[1]
Mappa di localizzazione
NGC 659
Cassiopeia IAU.svg
Categoria di ammassi aperti

Coordinate: Carta celeste 01h 44m 24s, +60° 40′ 00″

NGC 659 è un piccolo ammasso aperto visibile nella costellazione di Cassiopea.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Mappa per individuare NGC 659.

Si individua con facilità circa 2° e 20' a ENE della stella δ Cassiopeiae, in direzione di un ricco campo stellare dove si concentrano numerosi altri ammassi aperti, come M103 e NGC 663. Sebbene sia meno appariscente dei suoi vicini, è facilmente individuabile anche con un binocolo 10x50, dove appare come una macchia chiara non risolvibile in stelle; con un telescopio da 120mm di apertura e medi ingrandimenti è possibile scorgere alcune componenti di magnitudine 11, su cui domina una stella di magnitudine 10,55. Con strumenti da 200mm la risoluzione è pressoché completa.

La declinazione fortemente settentrionale di quest'ammasso favorisce notevolmente gli osservatori dell'emisfero nord, da cui si presenta circumpolare fino alle latitudini medio-basse; dall'emisfero australe d'altra parte resta piuttosto basso e non è osservabile dalle aree lontane dalla zona tropicale.[3] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra agosto e gennaio.

Storia delle osservazioni[modifica | modifica wikitesto]

NGC 659 venne individuato per la prima volta da Caroline Lucretia Herschel nel 1783 attraverso un telescopio riflettore da 4,2 pollici, segnalandolo in seguito a suo fratello William. Il figlio di quest'ultimo, John, lo riosservò e lo inserì poi nel suo General Catalogue of Nebulae and Clusters col numero 389.[4]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

NGC 659 è un ammasso aperto di piccole dimensioni e piuttosto concentrato; la sua distanza è stimata attorno ai 1938 parsec (6318 anni luce),[2] e giace sul Braccio di Perseo a breve distanza da alcune brillanti associazioni OB, in particolare Cassiopeia OB8 e Cassiopeia OB1. Secondo altre stime tuttavia la distanza di quest'ammasso va ricondotta fino a 4900 parsec (quasi 16000 anni luce);[5] se queste ultime stime sono corrette, NGC 659 verrebbe a trovarsi sul Braccio del Cigno, in una zona remota e periferica della Via Lattea.

La presenza di diverse stelle azzurre in fase di sequenza principale è indice della giovane età dell'ammasso, che non avrebbe più di 35 milioni di anni; fra le sue componenti sono note almeno cinque stelle Be, mentre le stelle di carbonio osservate nella sua direzione non farebbero parte dell'ammasso, ma si troverebbero allineate ad esso solo per un effetto prospettico.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d SIMBAD Astronomical Database, in Results for NGC 659. URL consultato il 24 luglio 2013.
  2. ^ a b c d WEBDA page for open cluster NGC 659, su univie.ac.at. URL consultato il 24 luglio 2013.
  3. ^ Una declinazione di 61°N equivale ad una distanza angolare dal polo nord celeste di 29°; il che equivale a dire che a nord del 29°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud del 29°S l'oggetto non sorge mai.
  4. ^ Catalogo NGC/IC online - result for NGC 659, su ngcicproject.org. URL consultato il 24 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2009).
  5. ^ a b Souza, S. P., Two New Cool Variable Stars in the Field of NGC 659, in The Journal of the American Association of Variable Star Observers, vol. 41, nº 1, giugno 2013, p. 92. URL consultato il 24 luglio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Catalogo NGC/IC online, su ngcicproject.org. URL consultato il 24 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2009).
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0, William-Bell inc. ISBN 0-943396-14-X

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Oggetti del profondo cielo Portale Oggetti del profondo cielo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di oggetti non stellari