NGC 6281

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
NGC 6281
Ammasso aperto
NGC 6281.png
NGC 6281
Scoperta
ScopritoreJames Dunlop
Data1826
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneScorpione
Ascensione retta17h 04m 41s[1]
Declinazione-37° 59′ 06″[1]
Distanza1800[2] a.l.
(552[2] pc)
Magnitudine apparente (V)5,4[1]
Dimensione apparente (V)8'
Caratteristiche fisiche
TipoAmmasso aperto
ClasseII 2 p
Età stimata320 milioni di anni[3]
Altre designazioni
Mel 161; Cr 324; OCl 1003[1]
Mappa di localizzazione
NGC 6281
Scorpius IAU.svg
Categoria di ammassi aperti

Coordinate: Carta celeste 17h 04m 41s, -37° 59′ 06″

NGC 6281 è un brillante ammasso aperto situato nella costellazione dello Scorpione; nonostante la sua luminosità, è poco conosciuto presso gli appassionati di astronomia.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Mappa per individuare NGC 6281.

La sua posizione si individua con facilità grazie alla presenza nei dintorni di stelle luminose; per trovarlo si può partire dalla coppia μ1-μ2 Scorpii e procedere verso est di circa due gradi e mezzo. La stella variabile HD 153890, di magnitudine media 5,86 ne marca il bordo meridionale. Attraverso un binocolo si nota come una macchia chiara piuttosto piccola su cui si trovano alcune minute stelline; già con un piccolo telescopio da 80mm e ingrandimenti un po' spinti è possibile risolverlo in diverse decine di componenti azzurrognole.

A causa della sua declinazione piuttosto meridionale, quest'ammasso può essere osservato principalmente da osservatori situati nell'emisfero australe della Terra, sebbene sia comunque osservabile discretamente anche fino alle latitudini temperate medie.[4] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra giugno e ottobre.

Storia delle osservazioni[modifica | modifica wikitesto]

NGC 6281 venne individuato da James Dunlop, che lo inserì nel suo catalogo edito nel 1827; prima di lui nessuno lo aveva notato, compreso Charles Messier, che pure osservò alcuni oggetti nello Scorpione anche a declinazione quasi pari. John Herschel lo riosservò e lo inserì a sua volta nel suo catalogo, descrivendolo come un oggetto piuttosto ricco e luminoso formato da stelle comprese fra le magnitudini 9 e 11.[5][6]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Si tratta di un ammasso moderatamente ricco situato alla distanza di circa 552 parsec (1800 anni luce),[3] in corrispondenza del bordo interno del Braccio di Orione, al di là dell'Associazione Scorpius-Centaurus; tramite la fotometria si è accertato che possiede 55 stelle membri accertati fino alla magnitudine 13,5, disperse in un raggio di 20' dal centro, sebbene la maggior parte di esse giaccia entro un diametro di 8'.[7] Le sue componenti più luminose sono invece di magnitudine 8.

Studi basati su metodi statistici hanno indicato che il raggio mareale dell'ammasso è pari a 8 parsec (26 anni luce); la sua massa totale è invece pari a 214 M.[8] Al suo interno è nota una stella peculiare, catalogata come HD 153947 o NGC 6281-9, che ha classe spettrale A0p, la cui sigla di stella variabile è V974 Scorpii; si tratta probabilmente di una stella vagabonda blu, formata dalla fusione fra due stelle.[9] L'età dell'ammasso è stimata sui 320 milioni di anni.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d SIMBAD Astronomical Database, in Results for NGC 6281. URL consultato il 25 maggio 2013.
  2. ^ a b WEBDA page for open cluster NGC 6281, su univie.ac.at. URL consultato il 25 maggio 2013.
  3. ^ a b c Kharchenko, N. V.; Piskunov, A. E.; Röser, S.; Schilbach, E.; Scholz, R.-D., Astrophysical parameters of Galactic open clusters, in Astronomy and Astrophysics, vol. 438, nº 3, agosto 2005, pp. 1163-1173, DOI:10.1051/0004-6361:20042523. URL consultato il 25 maggio 2013.
  4. ^ Una declinazione di 38°S equivale ad una distanza angolare dal polo sud celeste di 52°; il che equivale a dire che a sud del 52°S l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a nord del 52°N l'oggetto non sorge mai.
  5. ^ Catalogo NGC/IC online - result for NGC 6281, su ngcicproject.org. URL consultato il 25 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2009).
  6. ^ Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: Hidden Treasures, Cambridge University Press, 2007, ISBN 0521837049.
  7. ^ Schneider, H., Stromgren photometry of open clusters. I - NGC 6281, NGC 6405, in Astronomy and Astrophysics Supplement Series, vol. 61, luglio 1985, pp. 45-51. URL consultato il 25 maggio 2013.
  8. ^ Piskunov, A. E.; Schilbach, E.; Kharchenko, N. V.; Röser, S.; Scholz, R.-D., Tidal radii and masses of open clusters, in Astronomy and Astrophysics, vol. 477, nº 1, gennaio 2008, pp. 165-172, DOI:10.1051/0004-6361:20078525. URL consultato il 25 maggio 2013.
  9. ^ North, P.; Jasniewicz, G.; Waelkens, Ch., The Period of the A0p Si Probable Blue Straggler NGC 6281-9, in Information Bulletin on Variable Stars, vol. 399, giugno 1988, p. 1, DOI:10.1051/0004-6361:20078525. URL consultato il 25 maggio 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Catalogo NGC/IC online, su ngcicproject.org. URL consultato il 25 maggio 2013 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2009).
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0, William-Bell inc. ISBN 0-943396-15-8

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Oggetti del profondo cielo Portale Oggetti del profondo cielo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di oggetti non stellari