Moretta di Vignola

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Mora di Vignola
Moretta 1.jpg
Ciliegie morette di Vignola
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Rosidae
Ordine Rosales
Famiglia Rosaceae
Sottofamiglia Amygdaloideae
Tribù Amygdaleae
Genere Prunus
Sottogenere Cerasus
Specie Prunus avium
Nomenclatura binomiale
Prunus avium
(L.) L.

La mora di Vignola, detta anche moretta di Vignola o ciliegia mora, è una varietà autoctona di ciliegia dolce tipica del territorio circostante alla città di Vignola, in provincia di Modena ed è inclusa nell'elenco delle cultivar della Ciliegia di Vignola IGP.

La coltivazione della Moretta, è in “pericolo”. Infatti, come altre varietà, storicamente presenti, sta pian piano scomparendo.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Non si conosce con precisione l'origine della moretta di Vignola, ma la sua presenza sul territorio modenese risale alla fine dell'Ottocento e la sua diffusione su scala commerciale si ritiene sia avvenuta a partire dai primi anni del Novecento. Questa varietà occupava il primo posto tra le ciliegie a polpa tenera (altre varietà a polpa soda sono invece conosciute come Duroni) coltivate non solo nelle zone del modenese, ma anche in altre come quelle della provincia di Bologna, di Ferrara, Reggio Emilia e Parma.

La prima segnalazione della mora di Vignola fu pubblicata nel 1932 nella rivista L'Agricoltura Modenese,[1] mentre nel 1950 la rivista L'Italia Agricola riferisce che tale varietà costituisce il 20% della produzione cerasicola modenese, con una particolare concentrazione nella zona di Vignola.[2] Successivamente, la varietà cade in declino quando compaiono sul mercato altre cultivar più richieste (come le ciliege Bigarreau e Burlat), di pezzatura più grossa e polpa più soda e a lunga conservazione. Secondo i dati del Consorzio della Ciliegia Tipica di Vignola, nel 2006 rimanevano solo 14 ettari di piantagioni di Mora di Vignola, per lo più rinvenendosi piante senescenti a fine carriera produttiva e ad alto fusto (12-14 metri), rendendo la raccolta scomoda e più onerosa.

Pianta[modifica | modifica wikitesto]

L'albero ha un fusto eretto che può superare 15 metri di altezza. La produzione dei frutti è lenta e non avviene prima del 6-8º anno dall'impianto, ma una volta entrato in produzione, la quantità di frutti è notevole.[3]

Il tronco ha una corteccia liscia, brillante, di colore tendente al grigio che in età matura tende a screpolare. La circonferenza del tronco può superare il metro nelle piante di 25-30 anni di età.

Le gemme del fiore sono raggruppate in mazzetti in media di 3 o 4.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie sono grandi e ovali, il lembo è di media grossezza, di colore verde intenso nella pagina superiore, più chiaro in quella inferiore, il margine è di norma seghettato.

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

Sotto i ciliegi, sono disposte delle arnie per l'impollinazione

La fioritura avviene tra la fine di marzo e i primi di aprile e di norma avviene quasi contemporaneamente alla foliazione. Il periodo della fioritura precede di qualche giorno quella di altre varietà precoci coltivate nel territorio di Vignola.

I fiori sono riuniti in numero da 3 a 4 e di solito sono raccolti a mazzetto. Il calice è piuttosto grande, campanulaceo, a corolla grande e costituita da ampi petali arrotondati, di colore bianco. Gli stami hanno filamenti bianchi e antere giallo citrino, raramente ricche di polline. Il pistillo è bianco verdastro.

La Moretta di Vignola è autoincompatibile e pertanto necessita di impollinatori appropriati. In base ai risultati di prove effettuate, la varietà risulta compatibile con le altre varietà per cui, le varietà autofertili a fioritura contemporanea a Moretta di Vignola, possono essere utilizzate come impollinatori idonei di Moretta.

Frutto[modifica | modifica wikitesto]

Il frutto è di media grandezza, a forma tonda e simmetrica. La buccia è di grossezza media o sottile, lucida e nei frutti maturi quasi nera. La buccia si stacca facilmente dalla polpa che è tenera, molto succosa, di colore rosso cupo quasi nero. Il sapore è dolce, un po' acidulo e profumato.

I frutti, secondo l'ambiente e la stagione, giungono a maturazione tra la fine di maggio e la prima decade di giugno e la raccolta deve essere effettuata rapidamente per evitare spaccature dovute a eventuali piogge o rugiade eccessive.

Nocciolo[modifica | modifica wikitesto]

Il nocciolo è di media grandezza, a forma sferica e un poco schiacciato.

Picciolo[modifica | modifica wikitesto]

La lunghezza del picciolo è lunga o molto lunga.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Aspetti ed orientamento della frutticoltura Modenese. Ciliegio, in L'Agricoltura Modenese, nº 10, Bollettino della cattedra Ambulante di Agricoltura di Modena, 1932.
  2. ^ G. Cappucci, La ciliegia Moretta di Vignola, in L'Italia Agricola, nº 8, agosto 1950.
  3. ^ C'è chi racconta che, negli anni cinquanta, una sola pianta di Moretta di Vignola avesse prodotto ben 120 quintali di ciliegie.[senza fonte]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pierluigi Albertini, Miria Burani e Maria Giovanna Trenti, Il frutto del Paradiso, Edizioni Vaccari.
  • Stefano Lugli, Stefano Zocca e Maria Plessi, La ciliegia Moretta di Vignola, Grandi Autori Editori.