Microvolontariato

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Il Microvolontariato è una forma di volontariato che fa riferimento ad un compito realizzato da un volontario o un gruppo di volontari sia online con un dispositivo connesso ad internet, sia offline in piccoli intervalli di tempo a favore di una organizzazione non-profit, di beneficenza o non governativa. Di solito non richiede un periodo di formazione, ma solo pochi minuti o poche ore per essere portato a termine e non richiede necessariamente un impegno continuo da parte del volontario.

Anche se il Microvolontariato era già praticato in modo più o meno informale con organizzazioni non-profit da volontari per compiti che richiedono poco tempo e un basso livello di difficoltà via internet[1] è stata l'azienda di San Francisco chiamata The Extraordinaries attiva nel sociale prima con la sua piattaforma www.sparked.com ora www.skillsforchange.com (che consente l'incontro e la collaborazione di volontari professionisti da un lato e fondazioni ed enti non-profit dall'altro) fondata nel 2008 che ha reso popolare questa forma di volontariato nei primi anni del 2009[2][3][4].

Il servizio di volontariato in linea delle Nazioni Unite riunisce volontari e le organizzazioni che lavorano per lo sviluppo umano sostenibile. Volontari online forniscono competenze e le abilità che aiutano le organizzazioni ad affrontare queste sfide dello sviluppo. Volontari online possono essere professionisti, studenti, casalinghe, anziani, persone con disabilità e gli espatriati. Essi possono risiedere in qualsiasi parte del mondo, perché forniscono il supporto online, ma condividono un fermo impegno a contribuire allo sviluppo. Inaugurato nel 2000, il servizio di Volontariato in Linea delle Nazioni Unite, ha attirato rapidamente migliaia di persone disposte a diventare volontario online per aiutare le organizzazioni che lavorano per lo sviluppo[5]. Dei 10.887 volontari online mobilitati nel 2014, il 60% erano donne e il 61% aveva meno di 30 anni, il 60% proveniva da paesi in via di sviluppo e il 2% si definisce con una disabilità. La maggior parte dei compiti assegnati a 16.134 volontari nel 2014 legati all'istruzione (21%), mentre quelli relativi a questioni di governance e dei diritti umani ha rappresentato il 14%[6].

Una delle prime volte che il termine microvolontariato ha fatto la sua apparizione è stato il 9 maggio del 2006 in una risposta ad un post di un blog sulla piattaforma inglese: mySociety[7]. Un sito di microvolontariato spagnolo Microvoluntarios.org ha registrato per primo il vocabolo come nome di dominio il 27 novembre 2006[8]. Microvoluntarios ha creato la prima piattaforma funzionante accessibile pubblicamente ed on-line di microvolontariato nel maggio 2008[9] poco tempo dopo la prima applicazione per mobile phone di microvolontariato fu presentata ad una competizione pubblica di Google Android[10].

Attualmente molte sono le declinazioni usate del termine:

  • "Azioni facili e veloci a favore di una causa benefica" (Help From Home);
  • "Comodo in crowdsource e gestito in rete" (Sparked)
  • "Partecipare volontariamente giorno-per-giorno ad azioni che impegnano solo una piccola quantità di tempo" (Student Volunteer Connections);

Una sintesi dei recenti lavori di ricerca, articoli e guide può essere trovato su: Third Sector Knowledge Portal

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]