Michele de Jorio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Michele de Jorio (Procida, 18 ottobre 1738Procida, 13 febbraio 1806) è stato un giurista, avvocato e magistrato italiano.

La giurisprudenza del commercio, 1799 (Milano, Fondazione Mansutti).

Fu giureconsulto, avvocato e magistrato del Regno di Napoli, fino a raggiungere la carica di presidente del Sacro Regio Consiglio. La sua opera più celebre è il Codice Ferdinando o codice marittimo compilato per ordine di S.M. Ferdinando IV, re delle Due Sicilie, il codice di diritto marittimo compilato nel 1779 su incarico dell'omonimo sovrano. L'opera, redatta in quattro tomi per 2411 pagine[1], fu stampato in soli venticinque esemplari per essere sottoposto agli organi di governo, richiese due anni di duro lavoro, ma non fu promulgato[2]. Lo stesso magistrato scrisse anche il Codice corallino, il primo regolamento borbonico sulla pesca e il commercio del corallo. Nel 1798 De Jorio ottenne la cattedra universitaria di commercio, per cui scrisse un manuale - La giurisprudenza del commercio (1799) - in quattro volumi, in cui affronta i problemi economici e legali legati al commercio via terra.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. in Silvio De Majo, Michele de Jorio, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 36, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1988.
  2. ^ Cfr. in Maurizio Ponticello, Forse non tutti sanno che a Napoli..., Roma, Newton Compton, 2015, ISBN 9788854187924.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Silvio De Majo, Michele de Jorio, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 36, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1988.
  • Fondazione Mansutti, Quaderni di sicurtà. Documenti di storia dell'assicurazione, a cura di M. Bonomelli, schede bibliografiche di C. Di Battista, note critiche di F. Mansutti. Milano: Electa, 2011, pp. 128–129.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN60149331 · ISNI (EN0000 0001 1572 0236 · LCCN (ENn80098731 · GND (DE128960787 · CERL cnp00519873 · WorldCat Identities (ENn80-098731