Megatherium

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Megatherium
Stato di conservazione: Fossile
Periodo di fossilizzazione: Pliocene e Pleistocene
Megatherium americanum Skeleton NHM.JPG
Scheletro di Megatherium americanum
Natural History Museum di Londra
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Xenarthra
Ordine Pilosa
Sottordine Folivora
Famiglia Megatheriidae
Genere Megatherium
Cuvier, 1796
Specie
  • Megatherium altiplanicum
  • Megatherium americanum
  • Megatherium gallardoi
  • Megatherium istilarti
  • Megatherium medinae
  • Megatherium parodii
  • Megatherium sundti
  • Megatherium tarijense

Il megaterio (gen. Megatherium) è un genere estinto di mammiferi che comprendeva varie specie di bradipi terricoli giganti vissuti durante il Pliocene e il Pleistocene nelle Americhe. Il nome scientifico deriva dal greco e significa grande bestia; gli venne conferito dal paleontologo Richard Owen nel 1856. Difatti, questi mammiferi raggiungevano delle dimensioni ragguardevoli, come nel caso del Megatherium americanum dall'aspetto simile ad un orso ma grande quanto un elefante: lungo fino a 6 m per un peso di 3-4 tonnellate.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Il megaterio o bradipo gigante, è solo un lontano parente degli attuali bradipi che vivono sui rami degli alberi nelle foreste equatoriali del Sud America, precisamente appartengono allo stesso sottordine dei Folivori.

Ritrovamento dei fossili[modifica | modifica sorgente]

Illustrazione di un Megatherium americanum

Grazie al ritrovamento di numerosi scheletri completi, gli esperti hanno potuto risalire alle dimensioni e alla forma del megaterium.

I fossili furono esaminati per la prima volta dagli scienziati nel XVII secolo, quando un esemplare ritrovato in Argentina fu spedito in Spagna: ad una prima occhiata, gli artigli lunghi e ricurvi del megaterium fanno pensare a un predatore, ma si serviva degli artigli per abbassare i rami dai quali raccoglieva fasci di foglie da mangiare. A causa della forma degli artigli, il possente megaterio possedeva una camminata non molto elegante e sciolta, anche se difficilmente un predatore l'avrebbe attaccato. Quando si muoveva pesantemente sulle quattro zampe forti, i suoi "piedi" non aderivano completamente al terreno. Il megaterio camminava infatti sulle nocche e sui lati dei "piedi".

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Era provvisto di un manto lanoso e a pelo lungo, che lo teneva al caldo e che permetteva alle madri di megaterio di portare comodamente i piccoli con sé. Quando il bradipo gigante brucava fra le cime degli alberi, i cuccioli, probabilmente, stavano al sicuro aggrappandosi strettamente al lungo pelo del torace o del dorso della madre.
Il megaterio aveva larghe e tozze zampe, provviste di lunghi artigli uncinati, nel dettaglio le ossa degli arti anteriori relativamente esili rispetto a quelle posteriori più massicce, fanno supporre che questo mammifero passasse gran parte del tempo in posizione semieretta, sollevandosi sulle zampe posteriori e utilizzando la larga e corta coda come una sorta di piedistallo per bilanciare il peso, così da raggiungere più agevolmente le fronde degli alberi di cui si nutriva.
Quando la temperatura, nell'arco di migliaia di anni, si abbassò gradualmente, molti animali dovettero adattarsi a vivere al freddo.

La mole e possenza fisica di questo animale lo rendevano privo di predatori naturali, un colpo sferrato con le sue poderose zampe anteriori lunghe 2 metri e terminanti con i lunghi artigli ricurvi avrebbe steso qualsiasi carnivoro, anche se gli esemplari più giovani o malati potevano divenire preda di tigri dai denti a sciabola o di branchi di lupi.

Alimentazione[modifica | modifica sorgente]

Cranio di Megatherium cuvieri

Questo mammifero onnivoro, si suppone si cibasse prevalentemente di vegetali quali: foglie, erba, frutta, radici, germogli e arbusti; forse, argomento controverso e tuttora dibattuto, almeno occasionalmente si sarebbe potuto cibare anche di carcasse di animali, alimenti con maggior contenuto proteico.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Nonostante il megaterio si sia sviluppato in Sudamerica, i suoi fossili sono stati ritrovati anche nel Nordamerica sudoccidentale. Infatti, circa 20.000 anni fa, questo singolare animale si spostò verso nord, insieme ai gliptodonti corazzati e agli opossum. Circa 9.000 anni più tardi, il megaterio si estinse, così come molti altri mammiferi di grosse dimensioni.
Viveva nei boschi e nelle savane alberate, ovviamente data la mole, difficilmente si inoltrava nelle foreste intricate.

Imprigionati[modifica | modifica sorgente]

Alcuni esperti pensano che gli uomini primitivi catturassero il megaterio e lo tenessero nelle caverne, imprigionato dietro ad alte palizzate. Le bestie venivano ben nutrite durante l'estate, quando era facile trovare foglie ed erba in abbondanza. Ma con l'arrivo dell'Inverno il cibo cominciava a scarseggiare e il megaterio diventava la preziosa e calorica riserva alimentare delle comunità umane primitive. Si tratta comunque di un'ipotesi azzardata, anche perché nelle Americhe alla fine del Pleistocene vivevano animali decisamente più adatti ad essere addomesticati.

Nella cultura popolare[modifica | modifica sorgente]

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