Megalomyrmex symmetochus

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Megalomyrmex symmetochus
Megalomyrmex.symmetochus.-.wheeler.svg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Arthropoda
Classe Insecta
Ordine Hymenoptera
Sottordine Apocrita
Superfamiglia Vespoidea
Famiglia Formicidae
Sottofamiglia Myrmicinae
Tribù Solenopsidini
Genere Megalomyrmex
Specie M. symmetochus
Nomenclatura binomiale
Megalomyrmex symmetochus
Wheeler, 1925

Megalomyrmex symmetochus (Wheeler, 1925) è una formica appartenente alla sottofamiglia Myrmicinae.[1] Questa specie è presente e quindi parassita circa l'80% dei nidi della Sericomyrmex amabilis.

Secondo uno studio dell'università di Copenhagen[2], insediandosi all'interno dei giardini di coltivazione dei funghi della specie ospite si viene a creare un beneficio per entrambe le specie. I ricercatori danesi hanno infatti dimostrato che le colonie parassitate dalla Megalomyrmex sono protette da attacchi di altre specie sterminatrici. In questo modo la Megalomyrmex si comporta quasi come una casta guerriera o come dei mercenari ben armati assoldati dagli indifesi coltivatori.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

È una formica di colore rossastro, la lunghezza varia dai 3 ai 3,5 mm per le operaie, le regine sono intorno ai 4 mm mentre i maschi intorno ai 3 mm.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

L'alimentazione preferenziale della M. symmetochus è costituita dalle sostanze proteiche che ricava dai funghi che coltivano altre specie e dalle larve della specie ospite[3].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Sono state identificate in America centrale, più precisamente a Panama. È stata trovata all'interno dei nidi di altre specie, come la coltivatrice di funghi Sericomyrmex amabilis.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Megalomyrmex symmetochus, in AntWeb. URL consultato il 13 settembre 2013.
  2. ^ Chemically armed mercenary ants protect fungus-farming societies
  3. ^ Il singolare caso di un parassita sociale utile, in Le Scienze. URL consultato il 13 settembre 2013.

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