Mario Bionda

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Mario Bionda (Torino, 1913Penango, 1985) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Formatosi nello studio di Felice Casorati dal 1927 al 1932, conobbe una fase neocubista nel primissimo dopoguerra, fino ad abbracciare lo stile informale negli anni cinquanta, dedicando particolare attenzione agli aspetti materici delle sue composizioni[1].

Nel 1956 pubblicò, insieme a Ralph Rumney e Costantino Guenzi, il Manifesto antiestetico, ufficializzando la sua adesione all'informale, in polemica contro gli eccessi dello Spazialismo e aprendo la strada ai futuri manifesti e dichiarazioni d'intenti di artisti come Piero Manzoni, Pierre Restany, Arnaldo e Giò Pomodoro[1][2].

Al manifesto seguì una serie di tre personali a Milano (dove Bionda divenne frequentatore di Brera e di artisti tra cui lo stesso Manzoni[3]), di cui l'ultima nel 1958 alla Galleria Il Milione, con presentazione di Franco Russoli, che descrisse le sue opere come «una vibrazione intensa di luci che coinvolgono le forme, accidentate da scattanti segni e da accensioni -o meglio, da resti di combustioni- di qualcosa che fu colore e resta tono»[1]. Nelle opere di quel periodo si nota inoltre una certa severità di impostazione, lontana dagli abbandoni irrazionali dell'astrattismo vero e proprio[4].

Partecipò alla Biennale di Venezia (nel 1930, appena diciassettenne[5], e nel 1958[1][6]) e a tre edizioni della Quadriennale di Roma (1935, 1959, 1965)[7].

Nel 1978 partecipò alla X edizione del Premio nazionale arti visive "Città di Gallarate", con un'opera del 1962 in seguito donata al Museo arte Gallarate[8][9]. Una sua opera è inoltre conservata alla Tate Gallery di Londra[5], mentre due opere fanno parte della collezione della Banca Intesa Sanpaolo[10][11].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Giorgio Di Genova, Storia dell'arte italiana del '900, Generazione Anni Dieci, Bora, 1990, pp. 235-237, ISBN 88-85345-00-X.
  2. ^ Ralph Rumney 1934-2002 (PDF), su http://www.civicheraccoltestoriche.mi.it/, Comune di Milano, Fondazione Boschi - Di Stefano. URL consultato il 28 settembre 2014.
  3. ^ Marta Allevato, "Briscola, barbera e sregolatezza" Carrara racconta i geni del Giamaica, su http://www.ilgiornale.it/, 8 gennaio 2009. URL consultato il 28 settembre 2014.
  4. ^ Antonello Negri e Carlo Pirovano, La pittura in Italia. Il Novecento/2, a cura di Carlo Pirovano, vol. 1, Electa, 1993, p. 264, ISBN 88-435-3982-5.
  5. ^ a b (EN) Mario Bionda, su http://www.tate.org.uk/. URL consultato il 25 aprile 2018.
  6. ^ Giorgio Di Genova, Storia dell'arte italiana del '900, Bora, 1998, p. 45, ISBN 88-85345-81-6.
  7. ^ Mario Bionda, su http://www.quadriennalediroma.org/. URL consultato il 28 settembre 2014.
  8. ^ X edizione 1976/78, su http://www.premiogallarate.it/. URL consultato il 28 settembre 2014.
  9. ^ Frontale bianco, su http://www.lombardiabeniculturali.it/. URL consultato il 28 settembre 2014.
  10. ^ Mario Bionda, "Senza titolo", 1958, su progettocultura.intesasanpaolo.com. URL consultato il 25 aprile 2018.
  11. ^ Mario Bionda, "Erosione n. 7", 1958, su progettocultura.intesasanpaolo.com. URL consultato il 25 aprile 2018.
Controllo di autoritàVIAF (EN96455459 · ISNI (EN0000 0000 7875 5324 · SBN IT\ICCU\LO1V\159716 · ULAN (EN500104075