Luigi Rossi (1864-1890)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Luigi Rossi (Croglio, 21 giugno 1864Bellinzona, 11 settembre 1890) è stato un avvocato e politico svizzero, esponente del partito conservatore, Consigliere di Stato ticinese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Castelrotto di Croglio, all'età di cinque anni rimase orfano del padre, Fortunato, rimanendo solo con la madre, Franceschina Maderni. La sua educazione iniziò nel collegio San Giuseppe a Locarno, in seguito studiò presso il collegio Rosmini a Domodossola e il collegio gesuitico della Visitazione di Gesù nel principato di Monaco. Completò la formazione all'Università di Lovanio dove nel 1887 conseguì il dottorato in diritto. Iniziò la pratica di avvocato nello studio di Gioachimo Respini, a Locarno.

Venne eletto deputato al Gran Consiglio del Ticino il 3 marzo 1889. Il 26 aprile 1890 assunse la direzione dei dipartimenti di giustizia e polizia sotto la presidenza di Gioachimo Respini.

L'11 settembre 1890 durante un moto insurrezionale liberale radicale, Rossi fu ucciso sulle scale della sede di governo.[1] Il processo nei confronti dell'uccisore, Angelo Castioni, si svolse a Zurigo il 14 luglio 1891 e si concluse con una condanna in contumacia a otto anni di reclusione, in quanto riparò in Inghilterra. Non fu mai estradato. La sua morte violenta fece di Luigi Rossi un "martire conservatore". È citato nella prima strofa dell'inno del partito popolare democratico (PPD).

Fu sepolto nel cimitero di Castelrotto dopo solenni funerali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bottani, 1989, 58-59.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alberto Lepori, Fabrizio Panzera (a cura di), Uomini Nostri, Trenta biografie di uomini politici, Armando Dadò Editore, Locarno 1989.
  • Christian Luchessa, Gli avvenimenti dell'11 settembre 1890: con la biografia del consigliere di Stato Luigi Rossi (1864-1890), 1990.
  • AA.VV., Atti del Convegno per il centenario della morte di Gioachimo Respini (1836-1899), Atti del convegno, Cevio 13 novembre 1999, in Risveglio, 105, numero 4, 2000, 1-60.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN239726477