Lucrezia Bendidio

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Lucrezia Bendidio, (o Lucrezia Bendedei[1]) (Ferrara, 8 aprile 1547 – dopo il 1584), fu dama di Leonora D'Este presso la corte di Ferrara.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque da Nicolò Bendedei e da Margherita Rossetti nel 1547, e crebbe presso la corte estense di Ercole II. Nel settembre del 1561 conobbe a Padova Torquato Tasso, che era in presenza del padre Bernardo, il quale accompagnava il cardinale Luigi d'Este e la sorella Leonora per la loro abituale villeggiatura di fine estate. Sappiamo che «al séguito della Principessa, come damigella, era una bellissima giovinetta quindicenne, di una fra le maggiori famiglie ferraresi, Lucrezia Bendidio».[2] Dopo aver notato un certo interessamento della fanciulla, Tasso se ne invaghì e le dedicò numerose rime petrarcheggianti. Continuò a dedicarle versi anche dopo essere venuto a conoscenza, nel febbraio 1562, delle prossime nozze di Lucrezia con il conte Baldassarre Macchiavelli, ma l'annunzio colpì nel profondo il diciottenne Tasso, che era al primo amore:

«Misero! ed io là corro ove rimiri
fra le brine del volto e 'l bianco petto
scherzar la mano avversa a' miei desiri!
Or come esser potrà ch'io viva e spiri,
se non m'accenna alcun pietoso affetto
che non fian sempre vani i miei sospiri?[3]»

Siccome Tasso pubblicava nell'estate del 1562 il Rinaldo, poema giovanile scritto in dieci mesi, parte della critica ha riconosciuto Lucrezia in Clarice, uno dei personaggi dell'opera. Presso gli Estensi il poeta ebbe comunque modo di continuare a vederla per numerosi anni, mentre l'avvenente dama entrava in contatto con gli altri artisti che in quel periodo impreziosivano la corte, primi fra tutti Battista Guarini e Giovan Battista Pigna. Tra i componimenti di quest'ultimo vi furono anche tre canzoni ispirate proprio dalla bellezza della Bendidio, e fornirono tra l'altro lo spunto per alcune riflessioni tassesche sull'amore pubblicate nel 1568 con il titolo di Considerazioni sopra tre canzoni di M. G. B. Pigna.[4]

Lucrezia sarà poi per lungo tempo anche l'amante del cardinale Luigi d'Este.[5]

La Bendidio era inoltre un'apprezzata cantante, come la sorella Isabella, e nelle corti rinascimentali partecipò al Concerto delle donne.[6]

Un'altra sorella, Taddea, sposò il letterato Battista Guarini, e la loro figlia Anna Guarini fu anch'essa cantante ed arpista.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Melchiorri.Gruppioni, pp.43,44.
  2. ^ A. Solerti, Vita di Torquato Tasso, Torino-Roma, Loescher, 1895, pp. 68-69
  3. ^ Si tratta della sirima di un sonetto composto nel 1562
  4. ^ L. Tonelli, Tasso, Torino, Paravia, 1935, p. 82
  5. ^ L. Tonelli, cit., p. 60
  6. ^ Remo Ceserani, «[1]», in Dizionario Biografico degli Italiani, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani, Roma (on-line)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gerolamo Melchiorri, Donne illustri ferraresi dal Medioevo all'Unità, a cura di Graziano Gruppioni, prefazione Enrica Guerra, Ferrara, 2G Editrice, 2014, ISBN 9788889248188.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]