Leonardo Tornabuoni

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Leonardo Tornabuoni
vescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricopertiVescovo di Sansepolcro
Vescovo di Ajaccio
 
Nato1494?, Firenze
Consacrato vescovo1522
Deceduto1540, Roma
 

Leonardo Tornabuoni (Firenze, 1494? – Roma, 1540) è stato un vescovo cattolico italiano.

Stemma dei Tornabuoni

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Era figlio di Lorenzo Tornabuoni, della famiglia Tornabuoni, dell'aristocrazia cittadina legata ai Medici, e di Giovanna degli Albizi. Fu avviato alla carriera ecclesiastica all'ombra del papa mediceo Leone X.

Vescovo di Sansepolcro[modifica | modifica wikitesto]

Cubiculario papale, il 1º ottobre 1520 papa Leone X gli riconosce il diritto di successione a Galeotto Graziani quale vescovo di Sansepolcro[1].

Il 15 aprile 1522 il Graziani muore durante un'epidemia di peste e il giorno seguente i Magnifici Conservatori, appresa la notizia, concordemente eleggono otto cittadini per la consegna del vescovado a monsignor Leonardo Tornabuoni[2]. Il 14 gennaio 1524, con un ritardo probabilmente dovuto al persistere dell'epidemia di peste, entra in diocesi. Con lui si apre la "dinastia episcopale" dei Tornabuoni a Sansepolcro, sulla cui cattedra si avvicenderanno quattro esponenti di questa famiglia dal 1522 al 1598.

La diocesi di Sansepolcro è di recente istituzione (1520), per cui il Tornabuoni si accinge subito a creare le istituzioni di governo della circoscrizione ecclesiastica. Nel 1524 indice il primo sinodo diocesano, presieduto dal vicario generale, il dottore Donato Bocchi da Firenze[3]; nel 1525 esegue la prima visita pastorale. Nello stesso anno accoglie papa Clemente VII di passaggio per la città e lo ospita nell'episcopio. Nel 1538, essendo la città dilaniata dalle lotte armate tra fazioni, promuove una vasta opera di pacificazione, affidata al frate cappuccino Giuseppe da Fermo. In tal modo il vescovo riesce a riportare la pace tra le maggiori famiglie locali. Inoltre, sempre nel 1538 attua una riorganizzazione delle undici confraternite cittadine, assegnando a ciascuno uno specifico compito caritativo o devozionale[4].

Vescovo di Ajaccio[modifica | modifica wikitesto]

Il 24 marzo 1539 papa Paolo III lo trasferisce alla sede di Ajaccio, in Corsica. Muore a Roma nel 1540, all'età di circa 46 anni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Archivio Segreto Vaticano, Acta Vicecancellarii, 2, c. 162v
  2. ^ Archivio Storico Comunale di Sansepolcro, serie II, reg. 7bis, c. 295v
  3. ^ Gli atti del sinodo si conservano nell'Archivio Vescovile di Sansepolcro, Acta episcopalia, I; il discorso introduttivo è tenuto da canonico Giovanni Maria Graziani.
  4. ^ E. Agnoletti, I Vescovi di Sansepolcro, I, Sansepolcro 1972, pp. 22-29

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Angelo Tafi, Immagine di Borgo Sansepolcro, Cortona, Calosci, 1994.
  • Ercole Agnoletti, Le memorie di Sansepolcro, Sansepolcro, Tipografia Arti Grafiche, 1986.
  • Ercole Agnoletti, I Vescovi di Sansepolcro, I, Sansepolcro, Tipografia Boncompagni, 1972.
  • Ivano Ricci, Borgo Sansepolcro.Monografia storico-artistica, Sansepolcro, Tipografia Boncompagni, 1932.
  • Ivano Ricci, L'abbazia camaldolese e la cattedrale di S. Sepolcro, Sansepolcro, Tipografia Boncompagni, 1942.
  • Lorenzo Coleschi, Storia della città di Sansepolcro, Città di Castello, Scipione Lapi, 1886.
  • Pietro Farulli, Annali e memorie dell’antica e nobile città di S. Sepolcro, Foligno, Niccolò Campitelli, 1713.