Il potere operaio pisano

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Il potere operaio pisano, poi toscano, fu un movimento politico attivo alla fine degli anni sessanta in Toscana.[1]

Attività (1967-1969)[modifica | modifica wikitesto]

Presente fra gli studenti dell'Università di Pisa, nel 1967 fu fra gli animatori dell'occupazione della "Sapienza", sede dell'Università di Pisa, per protesta contro la riforma universitaria del ministro Luigi Gui. Le idee del gruppo furono la base delle "Tesi della Sapienza", uno dei documenti più discussi del '68 italiano[2]. Fra i principali esponenti si ricordano Adriano Sofri e Gian Mario Cazzaniga.

Organi d'informazione[modifica | modifica wikitesto]

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Il potere operaio
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità irregolare
Genere Politica
Formato 50 cm
Fondazione 10 maggio 1967
Chiusura 7 luglio 1969
Sede Pisa
Diffusione cartacea Toscana
Direttore Luciano Della Mea
 

Il potere operaio è stata una rivista politica promossa dal gruppo Il potere operaio pisano, che nato nell'ambiente universitario pisano, soprattutto nella Normale, apparteneva alla galassia operaista generata dalle esperienze dei Quaderni rossi e di Classe operaia, ed era attivo nelle vertenze di fabbrica della zona, e non solo. Fu pubblicata a Pisa dal 10 maggio 1967, data di uscita del primo numero, al 7 luglio 1969 quando, con il numero 19, cessò le pubblicazioni. Era diretto da Luciano Della Mea. La pubblicazione del primo numero della rivista, la cui periodicità è stata tuttavia irregolare, venne preceduta da tre numeri unici usciti come supplementi della rivista "Lotta di Classe" il 20 febbraio 1967,[3] l'8 marzo e il 30 marzo 1967.

La rivista era diretta ai nuclei operai delle città toscane della costa. Il dibattito che avvenne al suo interno nel 1968 intorno alla necessità o meno di un'organizzazione più o meno rigida, coincise con la fine del giornale e dell'organizzazione "Il potere operaio pisano". Fra i collaboratori della rivista si ricordano Vincenzo Bugliani, Vittorio Campione, Gian Mario Cazzaniga, Luciano Della Mea, Romano Luperini e Adriano Sofri, che furono tra i fondatori di altri movimenti come la Lega dei comunisti, il Centro Karl Marx e Lotta continua.

Successori[modifica | modifica wikitesto]

Dalle sue ceneri, nell'autunno del 1969, sorsero tre formazioni:

  • Lotta Continua;
  • Centro Karl Marx, dapprima CKM pisano e poi CKM toscano, ebbe la sua sede principale a Pisa.
  • Lega dei comunisti

Centro Karl Marx[modifica | modifica wikitesto]

Il Centro Karl Marx, dapprima CKM pisano, poi toscano, ebbe la sua sede principale a Pisa. È una delle tre formazioni (le altre sono Lotta continua e la Lega dei comunisti) nate dalle ceneri de Il potere operaio pisano nell'autunno del 1969. Riferimenti principali furono Gian Mario Cazzaniga, Giuliano Foggi e Vittorio Campione. La sua azione politica, basata su principi leninisti e non-spontaneisti, si estese fino al 1972 quando, dall'unione con alcuni Circoli Marx e Circoli Lenin locali, diventò Organizzazione dei lavoratori comunisti, per poi confluire nel PCI poco dopo.[1]

Lega dei Comunisti[modifica | modifica wikitesto]

La Lega dei Comunisti è stato un movimento della sinistra extraparlamentare attiva soprattutto in Toscana fra il 1969 e il 1977.

Il movimento nacque come Lega dei comunisti pisani nel 1969, in seguito alla scissione dal periodico Il potere operaio, su proposta di Luciano Della Mea che ne uscì però poco dopo. Raccolse la componente della rivista Nuovo impegno, come Paolo Cristofolini e Romano Luperini, che gravitava intorno alle posizioni de Il potere operaio pisano. Nuovo impegno costituì l'organo teorico del nuovo gruppo.

In seguito all'aggregazione di altri gruppi toscani divenne Lega dei comunisti toscani, per poi diventare semplicemente Lega dei comunisti nel 1974, quando subentrarono altre organizzazioni di Roma e Verona. Si sciolse nel 1977 confluendo in Democrazia Proletaria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Biblioteca Franco Serantini, esente da copyright.
  2. ^ TecaLibri: Marco Bascetta: Enciclopedia del '68
  3. ^ Per un errore il giornale porta la data del 20 febbraio 1966. Vedi Luigi Bobbio, Lotta Continua. Storia di una organizzazione rivoluzionaria, Savelli, Roma: 1979.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Massari. Adriano Sofri, il '68 e il Potere operaio pisano. Bolsena, Massari, 1998
  • Biblioteca Franco Serantini, Esente da copyright.
  • Antonio Lenzi, Contributo allo studio di Lotta continua: nuovi documenti dell'esperienza pisana, "Ricerche di storia politica" n.2/2012