Labirinto unicursale

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Labirinto di tipo classico
Labirinto di tipo medioevale

Il labirinto unicursale[1], labirinto univiario[2] o pseudolabirinto[3] è un particolare tipo di labirinto nel quale il percorso, seppur lungo e complicato, non ha false piste, né possibilità di errore[4].

Il simbolo[modifica | modifica wikitesto]

Il labirinto classico è di tipo unicursale. Esso è un simbolo la cui origine è attualmente impossibile da collocare nel tempo e nello spazio. A differenza del labirinto mitologico di Cnosso, dei moderni labirinti di siepi e del labirinto multicursale, il simbolo del labirinto è un segno, simile alla spirale, che delinea un unico percorso involuto che conduce inevitabilmente dall'esterno al suo centro e viceversa.

Il labirinto, come segno grafico, ha diverse varianti, tutte univiarie. La più comune, fin dalla preistoria, è il labirinto classico, composto da sette volute, o cerchi. Il percorso dall'esterno raggiunge subito la terza voluta, quindi viene deviato sulla prima e più esterna, per poi avvicinarsi progressivamente al centro. Il labirinto classico è quello più comune fino all'età classica, ed ha una variante simile, ma di forma quadrata. Molto più complesso è il labirinto che nasce nel medioevo e che è appunto chiamato medioevale.

Interpretazioni[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Incisione rupestre in Val Camonica, Lombardia

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Il labirinto classico è stato rinvenuto in numerose incisioni rupestri e alcune di esse sono state oggetto di datazioni tra loro molto contrastanti. I primi labirinti potrebbero difficilmente risalire al neolitico, più probabilmente all'età del bronzo. Tuttavia, siccome lo stesso simbolo era conosciuto già millenni, o almeno secoli prima di Cristo in quasi tutti i continenti, è ragionevole supporre che sia nato indipendentemente nello stesso periodo preistorico presso popoli diversi.

Antiche raffigurazioni del labirinto sono:

E fuori dall'Europa:

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Santarcangeli, Il libro dei labirinti. Storia di un mito e di un simbolo, a cura di Umberto Eco, Sperling & Kupfer, 2000 [1984], ISBN 88-200-2960-X.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]