La nascita di Salomè

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La nascita di Salomè
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia, Spagna
Anno1940
Durata77 min
Dati tecniciB/N
Generecommedia
RegiaJean Choux
Soggettodalla commedia omonima di Cesare Meano
ProduttoreAugusto Turati e Andrea Di Robilant
Casa di produzioneStella S.A.
Distribuzione in italianoI.C.I. (1940)
FotografiaCarlo Montuori
MontaggioVincenzo Zampi
MusicheAlessandro Cicognini
ScenografiaGiorgio Pinzauti
CostumiGino Carlo Sensani, Maria De Matteis
Interpreti e personaggi

La nascita di Salomè è un film del 1940 del regista Jean Choux, tratto dalla commedia omonima di Cesare Meano. Il film è stato girato a Cinecittà.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il re dei Parti, potentissimo sovrano dell'antica Persia, venuto a conoscenza che il monarca di un piccolo regno, Aristobulo, ha sposato Salomè, bellissima danzatrice, manda da lui un messaggero per offrirgli quattro provincie in cambio della moglie. Aristobulo non si sogna nemmeno di perdere la sua Salomè, accordandosi con uno astuto ministro gliene invia una falsa, selezionata accuratamente tra le bellezze del suo regno: avviene in questo modo la nascita di una nuova Salomè, bella ed abile danzatrice, capace di accattivarsi tutti gli uomini. Tutto questo viene scoperto dagli inviati dal re dei Parti ma, affascinati, fingono che non ci sia stato inganno e conducono la fanciulla presso il loro sovrano, che ne rimane molto colpito e cede ad Aristobulo le provincie promesse.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

«La grande trovata dovrebbero essere i due finali. I produttori hanno anche bandito un "referendum" tra gli spettatori per sapere quale dei due preferiscono. Nel primo finale, tutto soffuso di una intima umanità vediamo il re bonaccione stringersi affettuosamente alla moglie, nel secondo, di una comicità alla Trio Lescano, l'ambasciatore del re malinconico si innamora di Salomè e il suo compagno esclama – ilarità! - "Lo dicevo io che qualcuno avrebbe fino per perdere la testa" [...] Dei protagonisti rammento Armando Falconi che fa una grande interpretazione e Conchita Montenegro [...] la danza che essa balla dinanzi all'ambasciatore del re malinconico è una delle scene più suggestive di questo ottimo film e riesce a far dimenticare i due finali.»

(Osvaldo Scaccia, Film n. 52, 28 dicembre 1940))

Manifesti e locandine[modifica | modifica wikitesto]

La realizzazione dei manifesti del film per l'Italia fu affidata al pittore Carlo Ludovico Bompiani.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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