La montagna Sainte-Victoire (Cézanne 1905)

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La montagna Sainte-Victoire
La montagna Sainte-Victoire
Autore Paul Cézanne
Data 1904-1906
Tecnica olio su tela
Dimensioni 68×81 cm
Ubicazione Kunsthaus, Zurigo

La montagna Sainte-Victoire è un dipinto a olio su tela (68 per 81 cm) realizzato dal pittore francese Paul Cézanne fra il 1904 ed il 1906[1][2]. È conservato nel Kunsthaus di Zurigo[1].

L'opera raffigura il Sainte-Victoire, massiccio calcareo nella valle nei pressi di Aix-en-Provence, luogo molto familiare all'autore fin dall'infanzia. La montagna Sainte-Victoire è uno dei temi più frequentemente trattati dal pittore, oggetto di una serie di quadri[2], di cui questo è uno degli ultimi.

Cézanne lavorerà a questo "motivo" per oltre vent'anni, realizzando diversi acquarelli e dipinti a olio. La ricerca di sintesi si fa ancora più forte nella serie di dipinti dedicati alla montagna di Sainte-Victoire, dominanti l'ultima fase dell'attività dell'artista. Il desiderio di rendere la sua arte il più possibile espressione naturale e concreta spinge il pittore ad affermare: "Il colore è biologico, è vivente, è il solo a far viventi le cose", e ancora "Per dipingere bene un paesaggio devo scoprire prima le sue caratteristiche geologiche"[senza fonte]. Si direbbe che il senso dell'arte di Cézanne consista in un incessante tentativo di portare alla luce ciò che in natura è immutabile, eterno, per riconoscere riflesso nell'occhio che lo contempla, seppure per un istante, la medesima divina proprietà. È lui stesso a svelarcelo:" Ora, la natura, per noi uomini, è più profonda che in superficie, e da ciò la necessità di introdurre nelle nostre vibrazioni di luce, rappresentate dai rossi e dai gialli, una somma sufficiente di colori azzurrati per far sentire l'aria". Questo nesso tra percezione, rappresentazione e conoscenza si pone alla base della dissoluzione della forma che verrà poi operata dalle avanguardie novecentesche, in particolare dal cubismo: lo spazio della pittura non è più dell'occhio ma dell'intelletto.

Questo quadro viene "usato" in un romanzo noir di Antonio Muñoz Molina: L'inverno a Lisbona. Ecco la descrizione dell'autore: I colori, diluiti nell'acqua o nella lontananza, disegnavano sullo spazio bianco una montagna violetta, una pianura di leggere macchie verdi che sembravano alberi o ombre di alberi in un brunito pomeriggio d'estate, un sentiero che si perdeva verso il declivio, una casa bassa e sola con una finestra abbozzata, un viale alberato che quasi la occultava, come se qualcuno avesse scelto di vivere lì per nascondersi, per guardare solamente la cima della montagna violetta.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (FR) Kunsthaus Zürich, Paul Cézanne, su www.kunsthaus.ch. URL consultato il 02 febbraio 2016.
  2. ^ a b (EN) Paul Cézanne - Montagne Sainte-Victoire (series of paintings), su www.theartwolf.com. URL consultato il 02 febbraio 2016.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gillo Dorfles, Francesco Laurocci, Angela Vettese, Storia dell'arte- l'Ottocento, Istituto Italiano Edizioni Atlas, pagg. 196-197, ISBN 978-88-268-1104-8