Ksenija Georgievna Romanova

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Ksenija Georgievna Romanova

La principessa Ksenija Georgievna Romanova (Mikhailovskoe, 22 agosto 1903New York, 17 settembre 1965) era figlia del granduca Georgij Michajlovič e della granduchessa Marija Georgievna (nata principessa di Grecia), e sorella minore della principessa Nina Georgievna.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Allo scoppio della Prima guerra mondiale la loro madre prese la decisione di trasferirsi nell'alleata Inghilterra per il periodo della guerra: questa scelta probabilmente salvò loro la vita, tenuto conto che dopo la Rivoluzione d'Ottobre il loro padre, gli zii Nikolaj Michajlovič e Sergej Michajlovič e molti altri membri della famiglia imperiale vennero uccisi.

Ksenija si sposò due volte, la prima volta con William Bateman Leeds (nato nel 1902) quando aveva diciotto anni: egli era il figlio ed erede del magnate americano della latta, nonché figliastro dello zio materno di Ksenija, il principe Cristoforo di Grecia. Dopo le nozze a Parigi il 9 ottobre 1921 divennero un punto di riferimento nella vita dell'alta società newyorkese, appoggiandosi alla loro proprietà di Kenwood, presso Oyster Bay. Ksenija e William ebbero una figlia il 25 febbraio 1925, Nancy Helen Marie Leeds, che sposò Edward Judson Wynkoop, Jr. nel dicembre 1945. Ksenija e Willian divorziarono nel 1930 e la principessa si risposò con Herman Jud a Glen Cove, New York, il 10 agosto 1946, ma non ebbero figli.

Un errore comune nel trattare questa famiglia è identificare Alexandra, la figlia di Nancy Helen Marie Wynkoop (nata Leeds), come figlia di secondo letto della principessa Ksenjia. Alexandra Leeds Wynkoop è nominata spesso ed erroneamente come Alexandra Leeds Jud, nata il 30 marzo 1959; lei era invece una nipote della principessa Maria, nata quando la nonna aveva 56 anni.

Nell'estate del 1927 Ksenija venne coinvolta nella vicenda di Anna Anderson, dopo che Gleb Botkin le aveva telefonato perché la ospitasse a Kenwood. La principessa spiegò che:

«Avevo sentito che Botkin stava organizzando di portare la malata negli Stati Uniti mettendosi d'accordo con un quotidiano. Questo mi colpì, perché avevo sentito tante storie contrastanti. Compresi che avrei dovuto prenderla con me ed evitarle tutta questa pubblicità. Perché se fosse effettivamente stata un impostore avrei risparmiato delle seccature alla mia famiglia e se fosse stata veramente Anastasia era orrendo pensare quello che le stava capitando [...] Questa soluzione sarebbe stata semplice, così almeno mi sembrò.»

Da bambine, Ksenija e sua sorella Nina avevano giocato frequentemente con le due figlie minori dello zar Nicola II, Maria Nikolaevna ed Anastasia Nikolaevna, e con l'unico figliolo, lo zarevic Alessio. Entrambe le sorelle avevano chiari ricordi della loro seconda cugina, Anastasia, che descrissero come «di carattere orribile» e «selvaggia e violenta». Secondo Ksenija «Anastasia barava quando si giocava, scalciava, graffiava, tirava i capelli e sapeva generalmente rendersi odiosa». La principessa Nina disse anche che «Anastasia era folle di gelosia di me perché ero più alta di lei. Come figlia dell'imperatore pensava di dover torreggiare sopra tutti».

Ksenija era in crociera con suo marito William nelle Antille al momento dell'arrivo di Anna a New York, e si era organizzata affinché la donna stesse da Annie Burr Jennings, amica di Ksnejia che viveva a Park Avenue. Al suo ritorno, Xenia entrò di nascosto nell'appartamento di Annie Jennings per osservare l'ospite senza essere vista: dopo averla vista porgere la mano a Gleb Botkin, Ksenija dichiarò di essersi resa conto di avere visto una propria pari: «Era così istintivo, così non artefatto, in alcun modo impostato. In quel modo essa irradiò una naturale grandeur ed io ne rimasi sconvolta».

Ksenija riconobbe Anna Anderson come la granduchessa Anastasia, asserendo che Anna era rimasta sé stessa tutto il tempo non dando mai l'impressione di recitare una parte: le due rimasero grandi amiche tutta la vita, anche dopo che Anna Anderson lasciò la casa di Ksenija per un litigio[1]. Così riassunse la vicenda il principe Cristoforo di Grecia:

«Rimase con mia nipote, ...che le mostrava la più grande gentilezza ... sopraggiunse un litigio con William Leeds, che le impose di andarsene da casa sua.[2]»

Pierre Gilliard, tutore dei cinque figli dello zar Nicola dal 1905 al 1918, precisò che la principessa Ksenija aveva visto per l'ultima volta la cugina Anastasia quando avevano una dieci anni e l'altra dodici[3]: Ksenija gli fece sapere che non aveva riconosciuto visivamente Anastasia, ma che riteneva di saper cogliere la differenza fra un membro della famiglia Romanov e una «contadina polacca». La Anderson mostrava una forte rassomiglianza con i membri della famiglia della zarina Aleksandra Fëdorovna ed i suoi modi ed il temperamento le ricordavano la cugina[4]. Il principe Dmitrij Aleksandrovič, figlio della granduchessa Xenia (figlia dello zar Alessandro III) e del granduca Sandro, scrisse che

«L'irresponsabile dichiarazione di Ksenija avrebbe dovuto essere confutata in qualche modo … noi sapevamo che aveva lasciato la Russia nel 1914 quando aveva dieci anni, e che lei e sua sorella Nina non avevano mai visto la famiglia dello zio Nicky molto spesso, e quando la videro erano ambedue molto giovani[5]»

La principessa Ksenia Georgievna Romanova Leeds Jud morì il 17 settembre 1965 a 62 anni: le sopravvisse il secondo marito, la figlia Nancy Leeds Wynkoop e la nipote Alexandra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Massie, R, The Romanovs The Final Chapter, p.181
  2. ^ Memoirs of HRH Prince Christopher of Greece, p.223
  3. ^ Kurth, Anastasia: The Riddle of Anna Anderson, p. 215
  4. ^ Kurth, Anastasia: The Riddle of Anna Anderson, p. 216
  5. ^ Once a Grand Duchess: Xenia Sister of Nicholas II, p.233

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

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