Kemetismo

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Altare privato di un praticante dell'associazione "Per Kemet" della Repubblica Ceca. Al centro una effigie di Thot.

Kemetismo (dall'egiziano antico kemet, "terra nera", ossia fertile simboleggiante l'ordine, contrapposta a deshret, "terra rossa", il deserto simboleggiante il caos[1]) è il nome con cui si indicano i movimenti contemporanei afferenti alla religione egizia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Kemetismo, come continuazione della religione egizia, tradizione originatasi più di quattromila anni avanti Cristo, è nato negli ultimi decenni, organizzandosi subito in alcune associazioni. Quella che sicuramente ha ottenuto l'influenza maggiore su gran parte dei sistemi kemetici è la Casa di Netjer, fondata nel 1988 a Chicago da Tamara Logan Siuda, giovane donna in procinto di essere ordinata sacerdotessa wiccana.
Tamara cambiò improvvisamente strada, affermando di avere avuto alcune visioni in cui gli dèi egizi la prescelsero come mediatrice che riportasse in auge gli antichi culti della Terra Nera. Lasciò la Wicca e diede inizio ad un'imponente opera di recupero della tradizione religiosa egizia: dapprima radunò un piccolo gruppo di persone con le quali si gettò nello studio, che gli fruttò un master in egittologia nel 2000 e parallelamente lavorò come manager interreligioso per America Online.
Nel 1996 fu eletta Nisut e fondò la sua Chiesa kemetica. Quest'ultima fu ufficialmente riconosciuta dallo Stato dell'Illinois nel 1993, e, come tutte le organizzazioni religiose negli Stati Uniti, fu esentata dalle tasse nel 1999. L'organizzazione sperimentò da subito Internet come mezzo di espansione e crebbe considerevolmente. Nel 2002 la Chiesa aprì un tempio affiliato nel Michigan e nel 2003 inaugurò una sede ufficiale a Chicago in sostituzione ai locali in affitto utilizzati fino a quel momento. Un sito internet ufficiale presenta costantemente saggi sulla religione, glossari e gallerie di immagini, nonché preghiere e un altare online per gli iscritti. Il sito della Casa di Netjer offre corsi sulla spiritualità kemetica, gruppi di discussione e calendari delle festività.

Oltre alla Casa di Netjer esistono altre Chiese kemetiche, sia ortodosse, come il Kemetismo Ortodosso Solare in Italia, sia eterodosse, che hanno riscontrato una crescita similare, pur, in molti casi, non condividendo la struttura clericale della Chiesa netjeriana e in particolare non vedendo la necessità della presenza di un Nisut. Alcuni di questi gruppi sono Kemet Online, l'associazione Per Ankh e le Chiese francesi Ta Noutri e Kamitic. Sempre in America, risale al 1975 la fondazione della Ausar Auset Society, un'organizzazione kemetica che oggi ha centri affiliati in oltre ventiquattro città americane, europee e caraibiche. L'associazione è parecchio aperta all'assimilazione di caratteristiche dottrinarie anche estranee alla religione kemetica ortodossa, come centro del suo insegnamento pone infatti l'albero della vita, concetto di origine cabalistica reinterpretato dall'ottica kemetica, anche se probabilmente il pensiero della Cabala influenzò parecchio anche nel passato la religione egizia, e non è da escludere l'ipotesi secondo cui il Cabalismo abbia persino tratto le basi da quest'ultima.

Infine, alcuni vedono nel Kemetismo eterodosso un certo riflesso afrocentrico e panafricano, dato che i sostenitori di queste idee africaniste sostennero sempre la questione dell'origine nera della civiltà egizia. Ancora prima dell'organizzazione attuale della religione kemetica, nacquero alcuni gruppi politici estremisti come il Partito kemetico o la Tribù Ka, i quali lottarono apertamente per l'avvaloramento delle loro tesi. Parallelamente alcuni storici africani, come Cheikh Anta Diop, o ancora l'igegnere Mustafa Gadalla, proposero uno studio della religione kemetica nel solco della cultura tradizionale africana. Nelle forme moderne del Kemetismo, generalmente, queste enfasi africaniste si sono perse, in particolare dopo l'ascesa in importanza della Casa di Netjer e di altre organizzazioni che prendono nettamente le distanze dalle questioni politiche.

Cosmologie[modifica | modifica wikitesto]

Gli insegnamenti kemetici mettono l'accento sul fatto che ci sia un'unica entità creatrice. Tutto ciò che l'uomo considera corrispondere alla vita e all'esistenza non è altro che il risultato della perpetua emanazione e attività dell'Uno; tutto è manifestazione del Neter. La cosmologia kemetica insegna che l'origine dell'universo non è da ricercare in un evento ancestrale voluto improvvisamente da un Dio senza apparente motivo, ma piuttosto insegna che la creazione è un evento mistico che avviene in eterno, dato che Neter è l'energia cosmica che pervade tutte le cose, e, il tutto stesso è il Neter manifestato. La creazione è perpetua, è continua e probabilmente non avrà mai fine, dato che essa non è altro che la presenza immanente dell'Uno nel cosmo. Dio crea, dunque, alimentando letteralmente con il suo spirito universale la crescita della vita. Questa identificazione di Dio con la vita stessa presenta molte linee in comune con la spiritualità nativa americana e le tradizioni religiose orientali, in particolare l'Induismo.

Secondo il Kemetismo le prove dell'esistenza dell'entità universale generatrice di tutto sono rintracciabili anche nelle stesse meccaniche chimiche, fisiche e biologiche che permettono la vita. La religione kemetica insegna che la causa degli impulsi e delle attività che regolano il flusso e l'aggregazione dell'energia cosmica a livello subatomico (che va poi a formare il livello atomico e successivamente quello molecolare), è da considerare come l'espressione delle forze divine che regolano l'universo. Impressionante è la perfezione della realtà constatabile a questi livelli sottili della materia, dell'esistenza: le particelle subatomiche seguono flussi e attività perpetue e praticamente impeccabili, come se tutti questi processi fossero governati da energie, forze, entità; il Kemetismo afferma che questi processi sono il frutto dell'ancor più ineffabile flusso delle energie divine.

Uno degli obiettivi principali del Kemetismo è proprio quello di far comprendere ai suoi fedeli questa realtà: il fatto che l'Uno, in tutti i suoi aspetti sia la vita stessa, e che l'uomo sia in perenne contatto con essi. Ogni kemetico tende a focalizzare la propria fede sulla divinità, il Neteru, che più si avvicina alla sua concezione della realtà e al suo essere, nonché alle sue passioni e ai suoi sentimenti. Un kemetico la cui passione è la musica, ad esempio, tende ad avvicinarsi a quell'aspetto del Neter legato alle vibrazioni sonore, a quelle divinità legate al flusso del suono; così come il musico, un matematico tende ad allineare le proprie energie alle divinità cosmiche della cognizione mentale e della razionalità. Il Kemetismo enfatizza molto, in questo frangente, il valore della persona, pone l'accento sulle particolarità e i valori del fedele, per consentirgli di trovare la giusta armonia nella sua personale esistenza e nel rapporto con il mondo. Così come l'uomo si avvicina al Neter attraverso la via che ritiene più consona al proprio io, la Divinità tende a manifestarsi in forme che si adattano al luogo e al tempo. In un bosco Neter è negli alberi che crescono, gli dèi fluiscono attraverso la materia arborea e ne infondono energia atomica che ne permette la crescita; così come nel bosco, in una zona mineraria, gli dèi si manifestano nel continuo flusso energetico che provoca il formarsi dei minerali. Da tutto questo scaturisce una concezione molto importante, ovvero il fatto che tutta la creazione sia un insieme di forme varie e molteplici, di punti di vista e idee sfaccettate e diversificate. Il Kemetismo, grazie alla sua cosmologia, accentua i valori di rispetto e amore nei confronti della vita in ogni sua forma e delle diversità.

Nell'antico Egitto, quattro erano le storie cosmogoniche, seppure tutte pressoché affermanti i medesimi concetti. Il racconto più comune è quello che veniva tramandato dai sacerdoti di Eliopoli:

« Prima dell'inizio del tempo e dello spazio vi era solo Caos, una massa informe ed indifferenziata chiamata Nun. Per autopercepirsi Aton dovette differenziarsi da Nun, manifestandosi come luce nel Caos. Atum dette origine all'aria, i gemelli Shu e Tefnut, dalla cui unione nacquero Nut, il cielo, e Geb, la terra. Dall'unione di Nut e Geb nacquero i quattro Neteru fratelli: Osiride, Iside, Seth e Nefti, forze governatrici del cosmo. »

Troppo spesso questa storia è letta in senso letterale, bisogna mettere però in luce come il racconto sia in realtà una metafora, per far comprendere alla popolazione significati estremamente profondi. Gli dèi corrispondenti agli elementi della natura sono le forze divine emanate da Atum, Neter, nel suo processo di manifestazione sotto forma di luce in grado di porre ordine nel Caos primordiale. Appare chiaro come Aton esistesse già come parte, seppur differenziata, della massa informe del Nun. Il Creatore è dunque quella forza che iniziò a dare ordine al Nun trasformandolo in essere. Nel suo processo di emanazione il Neter iniziò a differenziarsi e a manifestarsi in aspetti differenti, dando origine a quella che è la varietà di fome presente nell'universo. Ciò che dette origine all'autoconcezione dell'essere, ovvero l'Uno, fu una sillaba, un suono primordiale (come l'Aum induista), che nel caso kemetico corrisponde all'attivarsi, l'autoconcepirsi, dell'essere all'interno della massa del Nun, corrispondente al non essere.

Estremamente evidenti sono i parallelismi con il racconto cosmogonico biblico e la teoria del Big Bang. L'unica differenza è il fatto che il Kemetismo dia una spiegazione a ciò che al contrario, i racconti similari, non spiegano, ovvero il fatto che prima dell'inizio dei tempi già qualcosa esisteva, il Neter, Dio, in forma passiva all'interno del Nun. Il racconto biblico narra le gesta di Dio che crea il cielo e la terra, ma non si occupa di spiegare cosa fosse Dio prima che tutto avesse inizio. Parallelamente, la teoria del Big Bang, ipotizza che l'esplosione primordiale sia stata causata dall'attivarsi improvviso di qualcosa, senza spiegare cosa provocò questa attivazione. Il Kemetismo spiega che fu Neter, l'entità divina cosmica, a dare inizio, per emanazione, all'esistenza dell'universo.

Etica[modifica | modifica wikitesto]

Direttamente collegata alla teologia, l'etica kemetista è legata al rispetto della natura e della vita in quanto aspetti sacri, e manifestazioni del divino. In quest'ottica panteistica, la natura è vista come espressione delle divinità. Amore e rispetto per il cosmo, la creazione, significa rispetto per le differenze, siano esse fisiche, culturali, ideologiche o di qualsiasi altra natura, e quindi rispetto per il prossimo, per tutti gli uomini. L'universo, in quanto generato dall'ordine dato dall'Uno, è basato sulla legge cosmica di Maat, i cui fondamenti sono, giustizia, verità, equilibrio e armonia. Rispettare la legge di Maat significa mantenersi in allineamento con l'universo, con gli dèi e quindi con l'Uno Infinito.

Tutta la sfera etica kemetica è legata a Maat, e la sua legge è composta, oltre che dagli ideali sopra citati, anche dai cosiddetti quarantadue consigli: dei dettami estremamente simili ai Dieci Comandamenti biblici. Tra i consigli si possono trovare affermazioni come non uccidere, rispettare la natura, non rubare. Maat è il bene, i suoi consigli sono utili affinché l'uomo possa trovare la giusta strada nella vita e un equilibrio armonico, in allineamento con Dio.

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Il Kemetismo, come tutte le tradizioni neopagane, siano esse tradizionaliste o eclettiche, festeggia i Sabbat, ricorrenze in cui vengono celebrati eventi celesti importanti, espressione diretta delle forze divine, ovvero i solstizi e gli equinozi, eventi quindi che implicano una riverenza nei confronti degli astri quali il Sole e la Luna, non come divinità in se, ma piuttosto come simboli mistici e metaforici della potenza divina. Da molti kemetici vengono festeggiati anche gli Esbat, ovvero feste in onore delle varie fasi lunari.

Vi sono comunque anche feste ereditate direttamente dalla tradizione religiosa egiziana antica; tra queste si trovano Wep Ronpet, ovvero il nuovo anno kemetico; la festa di Opet, celebrata il 2 settembre; la festa della valle, la festa dei defunti e la festa dell'amore. Vi sono anche dei giorni dedicati ad eventi che celebrano specifiche divinità tra cui Iside Luminosa, ricorrenza che celebra la dea Iside, come esplicitato nel nome; e la festa della Passione di Osiride, in cui viene celebrato il ricordo dell'importante vicenda ontologica della morte del dio.

Culto Personale[modifica | modifica wikitesto]

Il rituale personale e domestico è un componente fondamentale del Kemetismo, in quanto attraverso la preghiera quotidiana ed interiore è possibile trovare il proprio approccio, quello che si considera migliore, alle divinità e alla Divinità. Il rito personale è conosciuto come Senut e può consistere in preghiere, canti e meditazioni, tutti elementi comuni alla ritualità kemetica. I riti personali vengono celebrati di fronte a un altare (naos, traducibile con "sacrario") domestico, soli o in famiglia. L'altare può essere allestito scegliendo un luogo appartato e tranquillo dell'abitazione, dove porre un tavolo o una mensola con candele, incensi e contenitori per le offerte, nonché raffigurazioni delle divinità, siano esse statue, semplici simboli o rappresentazioni grafiche. Solitamente prima del rituale di preghiera vengono eseguite delle abluzioni. Il rito personale può includere il culto dei propri defunti a cui si possono rivolgere preghiere e offerte, come per le divinità.

La vera importanza in ogni rituale è il sentirsi vicini ai Neteru, quando si è di fronte al proprio naos compiendo un Senut o quando si sta osservando un heb, la festa di un Neter. Non è tuttavia indispensabile trovare questa vicinanza spirituale unicamente attraverso le liturgie. Ciò che rende l'uomo davvero cosciente della propria vicinanza agli dèi, è la consapevolezza del fatto che essi siano sempre con lui. Osservando il cielo notturno, chiunque abbia compreso il mistero divino, vede Nut, distesa nella sua infinitezza; quando è riscaldato dall'energia dei raggi del sole, riesce a sentire il richiamo di Ra; quando contempla l'enigmatico volto della Luna prende coscienza della presenza di Thoth; calpestando la nuda terra si rende consapevole di camminare sul corpo di Geb; contemplando la crescita di un albero riesce a leggervi il mistero della rigenerazione di Osiride; quando una brezza fresca lo coglie in una giornata afosa ascolta il movimento delle ali di Horus. Ogni cosa è colma di Neteru, di spiriti: bisogna tuttavia, come affermano le parole del poeta inglese William Blake, pulire le porte della percezione e ogni cosa apparirà per ciò che è: infinita. Persino il Ka umano è costituito da una parte di questo Infinito, con il quale intesse perennemente un legame estatico.

I Neteru possono comunicare con l'essere umano attraverso innumerevoli modi. Secondo molti gli dèi riuscirebbero a parlare con gli uomini mediante i sogni e le visioni, come quando Iside apparve per rispondere alla preghiera per la redenzione di Lucio (Le metamorfosi di Apuleio, libro XI) o quando Ptah si menifestò al faraone Merenptah la notte prima di una grande battaglia e lo avvertì con le parole: allontana da te stesso il cuore timoroso. Nell'antico Egitto i sogni erano estremamente importanti: veniva praticata l'incubazione dei sogni in molti templi, rituale che consisteva nel dormire in una sala particolare del luogo sacro, consultando poi i sacerdoti per dare un'interpretazione a ciò che si aveva sognato. Oggi, nel Kemetismo, l'atto di trascrivere i sogni è una pratica comune, in modo da ricordarli, sviluppando schemi della propria attività onirica. Secondo i kemetici gli dèi si manifestano anche nel mondo materiale attraverso apparizioni oracolari. Queste consistono in risposte, che gli dèi fanno comprendere all'uomo attraverso la natura che lo circonda. Dopo aver pregato Horus, notare un falco rilucente nel cielo può essere considerato un segno. Gli oracoli possono consistere in qualsiasi cosa percepibile nel mondo sensibile, da uno stralcio di conversazione udito per caso ad una canzone ad un fenomeno naturale, come il sole che penetra attraverso le nuvole o il vento che muove le fronde degli alberi. Possono essere di natura oracolare anche segnali particolari constatabili negli animali che rappresentano i Neteru, oppure ciò che deriva da quella che i mistici cristiani chiamarono calma, tranquilla voce interiore, la coscienza.

Un modo per entrare in contatto con i Neteru è parlare con loro, invocarli. Alcune preghiere possono essere memorizzate e recitate ovunque, nei propri momenti di meditazione. Questa pratica è comunemente applicata anche attraverso la semplice recitazione ripetuta dei vari epiteti di un Neter, riflettendo sulla qualità associata ad ogni singolo nome. Per Osiride, ad esempio, pronunciare i nomi Un Nefer e Kenti Amentiu, riempie la persona di calma spirituale e dissipa sentimenti di collera e frustrazione, quasi come quando un buddhista recita i mantra. Per onorare gli dèi è anche possibile comporre nuove poesie o inni, senza necessariamente produrre capolavori: quello che conta è il gesto simbolico e sentimentale.

Quando si indossano oggetti sacri ai Neteru, essi trasmettono all'uomo la loro forza, e la loro presenza si fa più intensa: amuleti raffiguranti ankh o udjat, oppure i simboli specifici di ogni divinità, come ad esempio gli animali a loro sacri. Anche ai colori sono associate proprietà in grado di porre in comunione con il divino. Ad ogni Neter è sacro un colore: il rosso a Seth, il verde a Osiride, il blu ad Hathor, il grigio a Nefti, e via discorrendo. Infine, si possono coltivare attività che permettono un approccio più specifico alla sfera di influenza presieduta da un Neter. Per esempio, Hathor può essere invocata tramite la canzone e la danza. Thoth è il Netjer della parola, della scrittura, e della saggezza, pertanto per onorarlo, si può decidere di dedicarsi ad una nuova lettura, iniziare un corso, scrivere una poesia. Maat è la verità, la giustizia, l'ordine cosmico e la rettitudine: per venerarla ci si può sforzare di vivere giustamente, essere caritatevoli, contribuire alle azioni umanitarie. Le modalità attraverso cui venerare l'Uno sono innumerevoli quanto i suoi emissari celesti.

Culto Collettivo[modifica | modifica wikitesto]

Come in tutte le religioni, il Kemetismo fonda la propria liturgia anche sui culti celebrati pubblicamente nei templi. I riti devono essere guidati da almeno un sacerdote seguendo la struttura liturgica stabilita. Vi sono vari tipi di culto templare tra cui riti quotidiani, riti tenuti due volte la settimana, riti specifici da celebrare nei giorni di ricorrenza, processioni con icone e statue, rituali di nominazione dei nuovi fedeli, consacrazioni di luoghi sacri e ordinazioni di nuovi preti. I riti legati alla nominazione sono molto importanti data la rilevanza teologica dei nomi stessi: questi riti sono molto simili al battesimo cristiano, dato che la nominazione serve a confermare e rinnovare annualmente la partecipazione di un fedele alla comunità kemetica.

Particolare rilevanza, anche in ambiente liturgico, ha il ruolo della Rete. Parecchi rituali possono infatti essere seguiti online dai fedeli che vivono lontano dai templi, semplicemente accedendo ai siti ufficiali con una propria iscrizione per garantire l'accesso ai soli interessati. Questa pratica dei rituali online è ampiamente utilizzata dalla Casa di Netjer. Attraverso la Rete i riti vengono anche insegnati e guidati dai sacerdoti in modo da conferire al fedele una certa dimestichezza per poterli celebrare anche da solo. L'usanza dei riti online non è affatto una novità, è utilizzata anche da alcune tra le grandi religioni del mondo quali Cristianesimo, Buddhismo e Shintoismo, in particolare nei Paesi altamente tecnologizzati. Durante i rituali nei templi, mentre i sacerdoti indossano quasi sempre abiti tradizionali, i fedeli possono vestire ordinariamente. È possibile anche indossare amuleti raffiguranti simboli sacri quali l'Ankh o lo scarabeo.

Teologia[modifica | modifica wikitesto]

« Tutti gli dei sono tre: Amon, Ra e Ptah; coloro che sono senza pari. Il nome della sua natura nascosta [imn significa nascosto] è Amon, egli è Ra nel volto, il suo corpo è Ptah. »
(Inno ad Amon, Papiro Leiden I-350, Capitolo n°300[2][3])

Un'altra costante riscontrabile nella religione egizia è quella politeistica, in quanto decine di divinità erano venerate dalla popolazione egiziana. Le scuole teologiche spiegavano il divino secondo una concezione monistica. Gli dei (neteru) simboleggiavano la molteplicità delle forze che permettono la vita, le funzioni della natura attraverso le quali la creazione è venuta in essere e si mantiene. La loro rappresentazione attraverso immagini antropomorfiche e all'interno di una struttura genealogica, facilita la comprensione del processo creativo secondo una modalità logica e razionale.[4]

Gli dei (neteru) in altri termini rappresentavano le differenti sfaccettature che compongono la medesima realtà, denominata in geroglifico Neter neteru, il "Dio degli dèi", la suprema divinità che le include tutte, esattamente come le diverse sfaccettature che compongono un solo diamante.

Organizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Kemetismo ortodosso solare[5]
  • Ortodossia kemetica—Stati Uniti[6]
  • Per Kemet (lett. "Casa della Terra Nera" in lingua egiziana)—Repubblica Ceca[7]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Harrison, PM (2012). Profane Egyptologists: The Revival and Reconstruction of Ancient Egyptian Religion. UCL (University College London).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sebbene "terra nera" e "terra rossa" siano concepiti come opposti complementari nella cosmologia egizia.
  2. ^ Wim van den Dungen, Amun, the Great God: Hidden, One and Millions, maat.sofiatopia.org.
  3. ^ Jan Assmann, Of God and Gods, University of Wisconsin Press, 2008, p. 64, ISBN 0-299-22550-X.
  4. ^ Joannes Yrpekh, Il Cammino di Maat. Luci sull'antica sapienza egizia, Edizioni Ester, Torino, 2014, pp. 38-43
  5. ^ Statuto K.O.S.
  6. ^ Sito ufficiale Ortodossia kemetica
  7. ^ Sito ufficiale Per Kemet