Johann Andreas Stein

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Johann Andreas Stein (Heidesheim am Rhein, 16 maggio 1728Augusta, 29 febbraio 1792) è stato un artigiano tedesco, produttore di strumenti a tastiera, come organi, clavicordi, clavicembali e pianoforti.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Stein è stato una figura centrale nella storia del pianoforte e importante per la progettazione della cosiddetta Prellmechanik, riconosciuta come riferimento della meccanica tedesca (viennese). Stein ha imparato il mestiere di costruttore di organi da suo padre a Heidelsheim e dall'agosto 1748 al gennaio 1749 ha lavorato come operaio presso due botteghe, quella di Johann Andreas Silbermann a Strasburgo e quella di Frantz Jacob Spath a Ratisbona.[1]

Nel 1777 Stein conobbe Mozart ad Augusta.[2] Mozart usó i fortepiani di Stein in un'esecuzione pubblica del triplo concerto del 22 ottobre:[3] i tre solisti furono Mozart, Demmler, l’organista della cattedrale e Stein.[4] Mozart elogiò molto i pianoforti di Stein in una lettera a suo padre.[2]

Due clavicordi di Stein sono sopravvissuti: uno di loro, ora al Museo Nazionale di Budapest, fu acquistato da Leopold Mozart per esercitarsi durante i viaggi. Uno strumento che unisce pianoforte e organo (claviorgano) è ora nel Museo storico di Gothenburg. I pianoforti Stein sono serviti da modello per i costruttori contemporanei come Philip Belt e Paul McNulty.

Registrazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ronald Brautigam. Ludwig van Beethoven. Complete works for solo piano, Vol.9. Stein (Paul McNulty). Label: BIS
  • Alexei Lubimov and his colleagues. Ludwig van Beethoven. Complete piano sonatas. Played on copies of Stein, Walter, Graf, Buchholtz instruments made by Paul McNulty. Label: Moscow Conservatory Records

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Stein, Johann (Georg) Andreas, su Grove Music Online. URL consultato il 17 giugno 2021.
  2. ^ a b The Letter of Wolfgang Amadeus Mozart (1769-1791). In Two Volumes. Vol. 1. By Wolfgang Amadeus Mozart. Translated, from the Collection of Ludwig Nohl, by Lady Wallace. New York and Philadelphia, 1866
  3. ^ Review in Augsburgische Staats und Gelehrten Zeitung 28 Oktober 1777
  4. ^ (EN) Demmler [Demler, Dümmler], Johann Michael, su Grove Music Online. URL consultato il 17 giugno 2021.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN59895250 · ISNI (EN0000 0000 1037 009X · CERL cnp00557167 · Europeana agent/base/155141 · ULAN (EN500333737 · LCCN (ENno2013023941 · GND (DE119488051 · BNF (FRcb16735159z (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2013023941