James Dyson

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
James Dyson

Sir James Dyson (Norfolk, 2 maggio 1947) è un designer industriale inglese, fondatore della compagnia chiamata Dyson.

Ha studiato presso la Gresham's School (1956-1965) ed il Royal College of Art (1966–1970).

È principalmente conosciuto come inventore dell'aspirapolvere senza sacchetto Dual Cyclone, che lavora sul principio del ciclone. Nel 1997 ha scritto la propria autobiografia intitolato Against The Odds: An Autobiography.

Il suo patrimonio netto nel 2011 è stato stimato intorno ai 1.45 miliardi di dollari.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo prodotto di James Dyson, il « Sea Truck », fu lanciato nel 1970, all'epoca dei suoi studi al Royal College of Art, seguito, a qualche anno di distanza, dalla Ballbarrow, vincitrice di un premio, la carriola a sfera che arriva dove le altre non riescono. Fu poi il turno della « Wheelboat » e della « Trolleyball ». Anche il tubo integrale, presente su molti aspirapolvere verticali è stato ideato da Dyson.

L'idea rivoluzionaria[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1978, James Dyson notò che il filtro dell'aria nella cabina di verniciatura della Ballbarrow risultava costantemente ostruito dalle particelle di polvere (proprio come un sacchetto di aspirapolvere). Fu così che disegnò e costruì una torretta ciclonica industriale, in grado di eliminare le particelle esercitando spinte centrifughe 100.000 volte maggiori della forza di gravità. James Dyson si chiese se si fosse potuto applicare lo stesso principio a un aspirapolvere e si mise al lavoro: 5 anni e 5.127 prototipi dopo, veniva alla luce il primo aspirapolvere senza sacchetto al mondo, con il marchio Dyson.

Paradossalmente, il primo aspirapolvere senza sacchetto di James Dyson fu venduto in Giappone, dove il "G Force", - così si chiamava - vinse il primo premio alla Fiera Internazionale del Design nel 1991. I Giapponesi furono tanto colpiti dalle sue prestazioni che il G Force divenne uno status symbol, venduto a $2.000 l'esemplare.

Il primo Dyson[modifica | modifica wikitesto]

Con i proventi della licenza giapponese, James Dyson decise di produrre in Gran Bretagna un nuovo modello, che avrebbe portato il suo nome. Nel giugno del 1993, aprì il centro ricerche e lo stabilimento nel Wiltshire, non lontano dal suo domicilio, e mise a punto una macchina in grado di raccogliere anche le più minute particelle di polvere (microscopiche quanto il fumo di sigaretta). Il risultato fu il DCO1, il primo di una gamma di apparecchi ad aspirazione costante.

Nell sistema Dual Cyclone il sacchetto tradizionale è stato sostituito da due camere cicloniche, che la polvere non può ostruire. Una volta che il ciclone esterno ha isolato le macroparticelle di polvere e sporco, il ciclone interno accelera ulteriormente il vortice d'aria per eliminare anche le microparticelle nocive per la salute.

James Dyson dimostrò che era possibile realizzare un prodotto migliore a un prezzo accessibile. Il Dyson Dual Cyclone divenne rapidamente l'aspirapolvere prodotto nel Regno Unito più venduto.

La ricerca non si fermò. I ricercatori Dyson erano decisi a ideare un apparecchio con un potere aspirante ancora maggiore. Svilupparono quindi un sistema ciclonico di tipo completamente diverso. Scoprendo che un ciclone di diametro inferiore crea una maggior forza centrifuga, essi misero a punto un sistema in grado di aspirare il 45% in più di un Dual Cyclone e, quindi, di eliminare più polvere grazie alla suddivisione del flusso d'aria in 8 piccoli cicloni, da cui il nome di Root 8 Cyclone.

I brevetti e la causa contro Hoover[modifica | modifica wikitesto]

Il Dual Cyclone rischiò di non entrare mai in produzione a causa dei costi brevettuali e legali. Durante gli anni dedicati alla progettazione, James Dyson non beneficiava di alcun introito e rischiava il fallimento.

Poi, nel 1999, la Hoover tentò di imitare i prodotti Dyson, costringendo James Dyson a rivolgersi alla giustizia per tutelare la sua invenzione. Diciotto mesi dopo, la Dyson vinse la causa, mentre la Hoover fu condannata per violazione di brevetto.

Il giudice infatti accertò che i prodotti della gamma Vortex di Hoover avevano copiato il brevetto di Dyson depositato già nel 1980 e poi man mano perfezionato. La Hoover fu costretta a ritirare i prodotti dal commercio ed a pagare un risarcimento.

Inoltre il giudice nella sentenza accertò che prima del brevetto Dyson l'idea di un aspirapolvere senza sacchetto non esisteva e che i produttori di aspirapolvere traevano grossi profitti dalla vendita dei sacchetti e degli altri consumabili.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Comandante dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 30 dicembre 1997
Knight Bachelor - nastrino per uniforme ordinaria Knight Bachelor
«Per i servizi al business.»
— 30 dicembre 2006[2]
Membro dell'Ordine al Merito del Regno Unito - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine al Merito del Regno Unito
«Per i contributi e le realizzazioni nel design industriale.»
— 31 dicembre 2015[3]
Fellow della Royal Society (FRS) - nastrino per uniforme ordinaria Fellow della Royal Society (FRS)

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Design Week; EM Entrepreneur of the Year; PW-WEB Award; Prince Philip Designers Prize; Institution of Engineering Designers; Industrial Design Prize of America; DBA Award; Independent Electrical Retailer Award; European Design Prize; Minerva Award etc.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Inventor Sir James Dyson still the region's richest, in This is Somerset (Bristol), 9 maggio 2011. URL consultato il 17 maggio 2011.
  2. ^ The London Gazette (PDF), nº 58196, 30 December 2006, pp. 1-28.
  3. ^ Easyjet's Carolyn McCall and James Dyson on New Year Honours list, su BBC News, BBC. URL consultato il 31 dicembre 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Charlotte Fiell, Peter Fiell, Designing the 21st century, Colonia, Taschen, 2010, pp. 350 pp., ISBN 978-3-8228-4803-6.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN22366808 · ISNI: (EN0000 0001 2123 9406 · LCCN: (ENnb90779182 · GND: (DE121941876 · BNF: (FRcb144689033 (data) · ULAN: (EN500261400