Jacques Carelman

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Jacques Carelman (Marsiglia, 1º novembre 1929Argenteuil, 28 marzo 2012) è stato un illustratore, pittore e designer francese, membro del Collège de 'Pataphysique.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Marsiglia nel 1929 si trasferisce a Parigi nel 1956 dove inizia a lavorare come dentista e, a partire dal 1962, come scenografo e costumista in opere teatrali.[1] Nel 1966 illustra l'opera Zazie dans le métro di Raymond Queneau.[2]

Suo è il celebre manifesto del 1968 che raffigura un poliziotto della Compagnie républicaine de sécurité, rappresentato in bianco e nero mentre brandisce un manganello alzato, divenuto un'icona contro la repressione dei movimenti studenteschi del maggio francese. Carelman ha disegnato l'originale del manifesto nella scuola di belle arti di Parigi. Il manifesto fu ben presto modificato da ignoti che aggiunsero la sigla "SS" sullo scudo antisommossa del poliziotto, originariamente completamente nero.[3]

Nel 1969 diventa membro del Collège de 'Pataphysique e la passione per la raccolta di oggetti inusuali gli fornisce ispirazione per la sua opera più famosa, Catalogo di oggetti introvabili[1] pubblicato nello stesso anno [4] con la quale l'autore si riproponeva di "dirottare l'uso corrente di oggetti comuni"[5]. Il successo riscosso da questo surreale catalogo lo spinge a pubblicare nel 1972 il Catalogue de timbres-poste introuvables.[1]

Nel 1980 si fa promotore della rifondazione dell'Ouvroir de Peinture Potentielle (traducibile come "atelier di pittura potenziale") diventandone quindi uno degli eclettici membri.[5][6]

Muore il 28 marzo del 2012 in Francia all'età di 83 anni.[5]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Catalogo d'oggetti introvabili[modifica | modifica wikitesto]

La sua opera più famosa è il Catalogo d'oggetti introvabili (Catalogue d'objets introuvables et cependant indispensables) pubblicato nel 1969 concepito come parodia di un catalogo di vendita per corrispondenza di fine ottocento,[4][7] in particolare il Catalogue de la manufacture d'armes et cycles de Saint-Étienne, di cui l'autore crea una fedele parodia, riproducendone lo stile dei disegni, l'impaginazione e il formato[1] con gusto surreale e dadaista.[5] Tra gli stravaganti oggetti proposti per l'improbabile vendita vi sono la caffettiera per masochisti con il beccuccio ruotato verso la mano dell'utilizzatore, la macchina per "mettere i puntini sulle i",[1] il fucile per canguri, la macchina per scrivere con i geroglifici egizi e il puzzle composto da sole due tessere.[5]

Catalogue de timbres-poste introuvables[modifica | modifica wikitesto]

Sull'onda del clamore suscitato dal precedente catalogo, Jacques Carelman dà alle stampe nel 1972 un nuovo finto almanacco dal titolo Catalogue de timbres-poste introuvables[8] (non pubblicato in Italia ma traducibile come "Catalogo di francobolli introvabili"). La rappresentazione di centinaia di francobolli completamente inventati e corredati dalla loro delirante descrizione, rende l'opera assolutamente surreale e impertinente. Tra i disegni di Carelman vi è la Venere di Milo raffigurata su un ipotetico francobollo delle Poste Vaticane, pudicamente coperta da un reggiseno, la piramide di Cheope rappresentata con la punta verso il basso, il valore bollato emesso in occasione della vittoria della coppa Davis della Francia con la Marianne immortalata mentre impugna una racchtta da tennis.[9]

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

Alcune riproduzioni delle macchine di scena create da Carelman per varie rappresentazioni teatrali vengono esposte nei maggiori musei d'arte moderna europei nella mostra itinerante curata da Harald Szeemann nel 1975 intitolata Machines célibataires.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f (FR) CARELMAN Jacques, su Enciclopædia Universalis. URL consultato il 14 luglio 2015.
  2. ^ Raymond Queneau, Zazie dans le métro, illustrazioni di Jacques Carelman, Gallimard, 1966.
  3. ^ (FR) Carelman sera désormais introuvable, su Causeur, 3 aprile 2012. URL consultato il 16 luglio 2015.
  4. ^ a b Jacques Carelman, Catalogo d'oggetti introvabili, traduzione di Gioacchino Poli, Mazzotta, 1978, ISBN 978-88-202-0231-6.
  5. ^ a b c d e JACQUES CARELMAN/L'eclettico artista francese è morto all'età di 83 anni, su ilsussidiario.net, 31 marzo 2012. URL consultato il 17 luglio 2015.
  6. ^ (FR) les oupeinpistes, su Sito ufficiale dell'OUPENIPO. URL consultato il 17 luglio 2015.
  7. ^ (FR) Jacques Carelman, Catalogue d'objets introuvables et cependant indispensables, Balland éditeur, 1969.
  8. ^ (FR) Jacques Carelman, Catalogue de timbres-poste introuvables, Balland éditeur, 1972.
  9. ^ (FR) Thierry Clermont, Complètement timbré, su Le Figaro, 23 novembre 2011. URL consultato il 18 luglio 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN36915789 · ISNI (EN0000 0001 2095 925X · Europeana agent/base/47420 · LCCN (ENn83158890 · GND (DE174192886 · BNF (FRcb118951617 (data) · ULAN (EN500388057 · NDL (ENJA00435269 · WorldCat Identities (ENlccn-n83158890