Ittiosi volgare

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Ittiosi Volgare
Specialità genetica clinica
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 757.1
ICD-10 Q80.0
OMIM 146700
MeSH D016112
MedlinePlus 001451
eMedicine 1112753

L' ittiosi volgare è una genodermatosi. Costituisce la più comune e meno grave forma di ittiosi, un gruppo di patologie caratterizzate da anomalie della cheratinizzazione.

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

L'ittiosi volgare presenta un'ereditarietà autosomico semidominante a penetranza variabile. L'incidenza è di 1/250 o 1/1.000 a seconda dell'etnia.[1]

Eziologia[modifica | modifica wikitesto]

L'ittiosi volgare è causata da mutazioni del gene FLG, codificante per la filaggrina[2], localizzato nel cromosoma 1q21 all'interno dell'EDC (Epidermal Differentiation Complex), un gruppo di geni fondamentali per il corretto sviluppo e funzione dell'epidermide.[3]. I pazienti portatori di una singola mutazione nel gene FLG (33% dei casi) mostrano nella maggior parte dei casi un fenotipo lieve con xerosi ed iperlinearità palmo-plantare con accentuazione dei solchi mentre è meno comune la presentazione classica, associata alla presenza di una doppia mutazione del gene (66%).[4] Le mutazioni di FLG determinano un'alterazione nella formazione della barriera epidermica e una significativa riduzione del fattore naturale di idratazione, una miscela di sostanze idrosolubili e idroscopiche fondamentali per mantenere l'idratazione dello strato corneo.[5] Pazienti affetti da ittiosi volgare sono più suscettibili allo sviluppo di allergie alimentari, asma atopico, dermatite atopica, eczema delle mani, eczema herpeticum, rinite allergica.[6] La gravità della desquamazione varia probabilmente in base al tipo e all'entità della mutazione sul gene della filaggrina che determina un'abolizione o una riduzione degli mRNA codificanti per la proteina e da deficit di acido urocanico e acido piroglutammico. Queste due molecole, derivati del catabolismo dell'istidina e dell'acido glutammico sono coinvolte nella funzione di barriera svolta dall'epidermide e hanno la capacità di trattenere molecole d'acqua.

Istopatologia[modifica | modifica wikitesto]

L'epidermide presenta moderata ipercheratosi e ortocheratosi con possibili tracce di cheratosi pilare, i filamenti di cheratina sono normali. Lo strato granuloso si presenta assottigliato o assente e nel citoplasma delle sue cellule i granuli di cheratoialina sono sparsi e frammentati. Il derma è normale.

Clinica[modifica | modifica wikitesto]

Alla nascita il neonato può presentare secchezza cutanea, tuttavia la patologia si manifesta in genere dopo 2-3 mesi di vita con la comparsa di piccole squame biancastre o grigiastre parzialmente aderenti alla cute, di consistenza friabile e dai bordi rilevati. La desquamazione è più intensa sulle superfici estensorie di arti superiori ed inferiori, più lieve al tronco con risparmio delle pieghe cutanee, dell'area del pannolino e delle superfici palmo-plantari che però presentano ipercheratosi ed iperlinearità. Sul volto può esservi desquamazione sul cuoio capelluto, sulla fronte, in zona periorale e sulle ali del naso.[7] È frequente la combinata manifestazione della dermatite atopica.[8]

Terapia[modifica | modifica wikitesto]

È basata sull'utilizzo di emollienti, idratanti a base di glicerolo, cheratolitici topici a base di urea o acido lattico, preferibilmente non salicilati.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tullio Cainelli, Riannetti Alberto, Rebora Alfredo, Manuale di dermatologia medica e chirurgia terza edizione, Milano, McGraw-Hill, 2004, ISBN 978-88-386-2387-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Adams SP., Dermacase. Ichthyosis vulgaris., in Can Fam Physician., vol. 44, 1998.
  2. ^ Bremmer SF, Hanifin JM, Simpson EL., Clinical detection of ichthyosis vulgaris in an atopic dermatitis clinic: implications for allergic respiratory disease and prognosis., in J Am Acad Dermatol., vol. 59, 2008, pp. 72-78..
  3. ^ Zhong W, Cui B, Zhang Y, Jiang H, Wei S, Bu L, Zhao G, Hu L, Kong X., Linkage analysis suggests a locus of ichthyosis vulgaris on 1q22., in J Hum Genet., vol. 48, 2003, pp. 390-392.
  4. ^ E. Sprecher, Ishida-Yamamoto A.; Becker OM.; Marekov L.; Miller CJ.; Steinert PM; Neldner K.; Richard G., Evidence for novel functions of the keratin tail emerging from a mutation causing ichthyosis hystrix., in Journal of Investigative Dermatology, vol. 116, nº 4, Apr 2001, pp. 511-519, PMID 11286616.
  5. ^ V. Oji, Tadini G, Akiyama M, Blanchet Bardon C, Bodemer C, Bourrat E, Coudiere P, DiGiovanna JJ, Elias P, Fischer J, Fleckman P, Gina M, Harper J, Hashimoto T, Hausser I, Hennies HC, Hohl D, Hovnanian A, Ishida-Yamamoto A, Jacyk WK, Leachman S, Leigh I, Mazereeuw-Hautier J, Milstone L, Morice-Picard F, Paller AS, Richard G, Schmuth M, Shimizu H, Sprecher E, Van Steensel M, Taïeb A, Toro JR, Vabres P, Vahlquist A, Williams M, Traupe H, Revised nomenclature and classification of inherited ichthyoses: results of the First Ichthyosis Consensus Conference in Sorèze 2009, in Journal of the American Academy of Dermatology, vol. 63, nº 4, Ott 2010, pp. 607-641, PMID 20643494.
  6. ^ MM. Gedicke, Traupe H, Fischer B, Tinschert S, Hennies HC, Towards characterization of palmoplantar keratoderma caused by gain-of-function mutation in loricrin: analysis of a family and review of the literature, in British Journal of Dermatology, vol. 154, nº 1, Nov 2005, pp. 167-171, PMID 16403113.
  7. ^ Research Laboratories Merck, The Merck Manual quinta edizione pag 1000, Milano, Springer-Verlag, 2008, ISBN 978-88-470-0707-9.
  8. ^ Rabinowitz LG, Esterly NB., Atopic dermatitis and ichthyosis vulgaris, in Pediatr Rev., vol. 15, giugno 1994, pp. 220-226.
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