Isole Antipodi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Isole Antipodi
Antipodes Islands
Antipodes South Bay.JPG
Geografia fisica
LocalizzazioneOceano Pacifico
Coordinate49°40′00.12″S 178°46′00″E / 49.6667°S 178.766667°E-49.6667; 178.766667Coordinate: 49°40′00.12″S 178°46′00″E / 49.6667°S 178.766667°E-49.6667; 178.766667
Superficie22 km²
Altitudine massima366 m s.l.m.
Geografia politica
StatoNuova Zelanda Nuova Zelanda
Fuso orarioUTC+12
Cartografia
Topographical map of the Antipodes Islands in English.svg
Mappa di localizzazione: Oceano Pacifico
Isole Antipodi
Isole Antipodi
voci di isole della Nuova Zelanda presenti su Wikipedia
UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Isole sub-antartiche della Nuova Zelanda
(EN) New Zealand Sub-Antarctic Islands
Antipodes Islands.jpg
TipoNaturali
Criterio(ix) (x)
PericoloNon in pericolo
Riconosciuto dal1998
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda
NZOffshoreIslandsMap.png

Le Isole Antipodi sono un gruppo di isole disabitate e inospitali a sud della Nuova Zelanda, di cui fanno parte territorialmente. Si trovano 650 km a sud-est dell'Isola Stewart. Il gruppo consiste di un'isola principale di 60 km² di superficie, l'isola Bollons di 2 km² più a nord, e numerose isolette e scogli.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Insieme con le Isole Auckland, Bounty, Campbell e Snares, le Isole Antipodi sono state inserite nel 1998 nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, col nome unitario di Isole sub-antartiche della Nuova Zelanda.

Le Antipodi prendono il nome dalla loro presunta posizione antipodale rispetto al Regno Unito. Anche se sono le terre più vicine ai veri antipodi del Regno Unito, la loro posizione (49°41' S, 178°48' E) è agli antipodi di un punto a pochi chilometri a est di Cherbourg sulla costa settentrionale della Francia.

Il gruppo di isole venne rilevato per la prima volta nel 1800 dal Capitano Henry Waterhouse della nave britannica HMS Reliance. Un tentativo di stabilire del bestiame sulle isole ebbe breve durata (così come, a causa del clima, il bestiame stesso). Quando la nave Spirit of Dawn affondò vicino alla costa dell'isola principale nel 1893, gli undici membri sopravvissuti dell'equipaggio passarono quasi tre mesi vivendo come naufraghi sull'isola, nutrendosi solamente di uccelli marini crudi. Ironicamente, un deposito per naufraghi ben fornito era disponibile sull'altro lato dell'isola. Il deposito fu trovato e usato dall'equipaggio della President Felix Faura naufragata nella baia di Anchorage nel 1908. L'ultimo naufragio alle Antipodi fu, nel 1999, quello dello yacht Totorore, che costò la vita a due persone.

Nel 1886 fu trovato sull'isola principale, a circa un metro di profondità, un coccio testimoniante la visita delle isole da parte delle popolazioni polinesiane prima del 1800. Questo coccio è ora esposto al Te Papa Museum di Wellington.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Le isole Antipodi sono classificate da BirdLife International come Important Bird Area (IBA) in quanto sito di nidificazione esclusivo di alcune specie di uccelli come il beccaccino subantartico (Coenocorypha aucklandica), il parrocchetto delle Antipodi (Cyanoramphus unicolor) e l'albatro delle Antipodi (Diomedea antipodensis). Le isole sono inoltre il sito di nidificazione di oltre 50.000 coppie di pinguini crestati maggiori (Eudyptes sclateri) e di cospicue colonie di pinguino saltarocce (Eudyptes chrysocome), albatro sopracciglio nero (Thalassarche melanophrys), albatro mantochiaro (Phoebetria palpebrata), ossifraga del nord (Macronectes halli), petrello grigio (Procellaria cinerea) e petrello mentobianco (Procellaria aequinoctialis).[1]

Flora[modifica | modifica wikitesto]

La flora delle isole comprende alcuni tipi di piante conosciute come megaerbe.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) BirdLife International. (2012), Important Bird Areas factsheet: Antipodes Islands, su birdlife.org. URL consultato il 27 gennaio 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Wise's New Zealand Guide (Quarta ed.) (1969). Dunedin: H. Wise & Co. (N.Z.) Ltd.
  • "NGA-IWI-O-AOTEA". No. 59 (June 1967). Te Ao Hou - The Maori Magazine, pp. 43.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN315527268
Patrimoni dell'umanità Portale Patrimoni dell'umanità: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di patrimoni dell'umanità