Impianto EUREX

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L'impianto EUREX (acronimo di Enriched Uranium Extraction) è un impianto nucleare italiano, situato nel Centro di ricerca Enea-Saluggia dell'omonima località in provincia di Vercelli) e utilizzato in passato per la sperimentazione del riprocessamento del combustibile nucleare secondo il metodo PUREX.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione dell'impianto Eurex è iniziata nel 1965. L'impianto è entrato in funzione nel 1970. ENEA, che è proprietaria del sito, vi svolgeva attività di ricerca sul riprocessamento del combustibile, un'operazione che permette, attraverso un adeguato trattamento, di separare e recuperare le materie che possono essere riutilizzate.

Le attività di riprocessamento sono state interrotte nel 1984. Da allora è stato garantito il mantenimento in sicurezza delle strutture e degli impianti a tutela della popolazione e dell'ambiente.

Nel 2003, SOGIN ha assunto la gestione dell'impianto con l'obiettivo di realizzare la bonifica ambientale del sito[1].

Bonifica ambientale del sito Eurex[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 2008 SOGIN ha terminato le operazioni di svuotamento e bonifica della piscina, decisione presa ed avviata nel 2006 dalla Società. Nel 2010 è stata demolita la torre piezometrica ed è entrato in funzione il nuovo sistema di approvvigionamento idrico, con la chiusura e la definitiva dismissione dei vecchi pozzi.

Nell'ambito delle attività di gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi, Sogin ha realizzato nel 2006 un nuovo parco serbatoi per i rifiuti liquidi a più alta attività, dove gli stessi sono stati trasferiti nel 2008, in attesa della loro cementazione all'interno dell'impianto Cemex.

Nel 2008, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, di concerto con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha emesso il decreto di compatibilità ambientale (VIA) per la realizzazione dell'Impianto Cemex che permetterà la cementazione e il successivo stoccaggio nell'annesso deposito, dei rifiuti liquidi radioattivi, in attesa del loro trasferimento al Deposito Nazionale.

I rifiuti radioattivi solidi sono stoccati nel sito in un deposito che risale agli anni settanta. Tale infrastruttura è ormai quasi piena e non più adeguata ai nuovi standard di sicurezza. Nel 2011 Sogin ha pertanto avviato i lavori per la costruzione di un deposito temporaneo, denominato D2[2], che garantirà la massima sicurezza nello stoccaggio temporaneo esclusivamente dei rifiuti radioattivi già presenti nel sito e di quelli che saranno prodotti dalle attività di bonifica ambientale dell'impianto, in vista del loro successivo trasferimento al Deposito Nazionale.

Al termine delle operazioni di bonifica e smantellamento dell'impianto e del conferimento dei rifiuti radioattivi al Deposito Nazionale, anche i depositi temporanei saranno smantellati[3].

Nel 2007, il combustibile contenuto nella piscina dell'impianto è stato trasferito nel vicino deposito Avogadro, in vista del suo allontanamento in Francia per il riprocessamento. Nel febbraio 2011, sono iniziate le operazioni di trasferimento verso la Francia degli elementi di combustibile irraggiato per il loro riprocessamento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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