Immunità di gregge

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L'immunità di gregge ("herd immunity"[1]), detta anche immunità di gruppo[2][3], in medicina[4] è una forma di protezione indiretta che si verifica quando la vaccinazione di una parte significativa di una popolazione (o di un allevamento) finisce con il fornire una tutela anche agli individui che non hanno sviluppato direttamente l'immunità[5].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il riquadro superiore mostra la diffusione di una malattia infettiva in una comunità dove pochi individui (in rosso) sono infetti e i restanti (in blu) sono in salute ma non immuni: la trasmissione avviene rapidamente in tutto il gruppo. Il riquadro intermedio mostra un numero ridotto di individui immuni (in giallo): quest'ultimi non si infettano, mentre i non immuni tendono a infettarsi in larga maggioranza. Nel riquadro inferiore, una larga parte del gruppo sono immuni: la presenza di quest'ultimi impedisce la diffusione della malattia anche tra gli individui non immuni.

Secondo il principio dell'immunità di gregge, nelle malattie infettive che vengono trasmesse da individuo a individuo, la catena dell'infezione può essere interrotta quando un gran numero di appartenenti alla popolazione sono immuni o meno suscettibili alla malattia. Quanto maggiore è la percentuale di individui che sono resistenti, minore è la probabilità che un individuo suscettibile entri in contatto con il patogeno, che non trovando soggetti recettivi disponibili circola meno, riducendo così il rischio complessivo nel gruppo[6].

Efficacia[modifica | modifica wikitesto]

La soglia minima dell'immunità di gruppo varia in base all'agente patogeno considerato; per quelli a maggiore diffusione viene considerata il 95%, che equivale alla necessità di avere un contatto infettivo, ovvero un contatto adeguato alla potenziale trasmissione della malattia infettiva, con almeno 20 persone (o altri capi di un allevamento) per poter avere la probabilità di infezione che si avrebbe avuto prima della vaccinazione del gruppo. Il fattore 20 di diminuzione del rischio, viene considerato in statistica, sufficiente a garantire ragionevolmente di aver abbattuto il rischio di almeno un ordine di grandezza.

L'utilità complessiva della vaccinazione di gruppo è molto maggiore di quella diretta in quanto, diventando rari i soggetti vulnerabili e rendendo difficile la trasmissione fra loro, si può ottenere l'estinzione di un intero ceppo infettivo, anche se precedentemente era endemico in quel gruppo o in quella specie.

L'immunità di gruppo, rispetto a quella individuale, offre due ulteriori vantaggi: la ridotta trasmissibilità e la riduzione del ceppo infettivo. Perciò, statisticamente, ottiene effetti stimabili in almeno tre ordini di grandezza sulla riduzione del rischio di contagio del singolo individuo proteggendo anche gli individui non vaccinati, non vaccinabili e quelli che non hanno sviluppato l'immunità totale a seguito della vaccinazione.

L'immunità di gregge riguarda solo le malattie trasmissibili da individuo a individuo, quindi non trova applicazione per patologie quali ad esempio, il tetano.

Prove a sostegno dell'immunità di gregge[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante vari studi abbiano evidenziato la sua plausibilità[7], allo stato attuale risulta difficile dimostrare direttamente l'esistenza dell'immunità di gregge. Tuttavia la sua esistenza può essere dimostrata indirettamente da casi come quello dell'eradicazione della rabbia in Germania.

La rabbia è una malattia infettiva virale la quale determina una grave infiammazione cerebrale che generalmente porta al decesso del soggetto. La trasmissione di solito avviene tramite morso e contatto tra il soggetto sano e la saliva contenente il virus di quello infetto. La malattia è diffusa in varie aree del mondo ed è endemica nella fauna selvatica di alcune zone: il serbatoio preferito del virus è rappresentato da canidi (volpi, lupi, coyote), pipistrelli, manguste ecc. La rabbia circola anche tra alcuni animali domestici, come cani, gatti e bestiame, che nella maggior parte dei casi sono stati infettati da un morso da parte di un animale selvatico malato: a loro volta, gli animali domestici possono mordere e infettare l'uomo.

In Germania, tra il 1981 e il 2005 sono stati registrati nove decessi di persone causati dalla rabbia, due dei quali a seguito di morso da parte di animali infetti[8]. Un'analisi della prevalenza della malattia tra animali selvatici e domestici rilevò l'esistenza di 10634 individui infetti nel 1977 e 10484 nel 1981[9].

Il governo federale tedesco decise di intervenire alla radice con una vaccinazione di massa della popolazione di volpi presenti in Germania, dato che la semplice vaccinazione di uomini e animali domestici avrebbe impedito la diffuzione del virus in queste due popolazioni ma non quella tra animali selvatici, che a loro volta avrebbero potuto mordere soggetti che per vari motivi non si fossero vaccinati.

I programmi di vaccinazione iniziarono nel 1983 nella Repubblica Federale Tedesca, mentre nella Germania Est nel 1989[9], per un costo stimato di circa 100 milioni di euro[10]. Per la somministrazione del vaccino agli esemplari selvatici vennero utilizzati dei bocconi opportunamente trattati, che vennero dispersi nelle aree boschive affinché gli animali se ne cibassero.

Nel giro di qualche anno il numero di animali infetti crollò, dimezzandosi nel giro di 7 anni e pressocché azzerandosi nei primi anni 2000 (3 casi segnalati nel 2006)[10]. Nel 2008 l'Organizzazione mondiale della sanità animale dichiarò la rabbia eradicata in Germania[10].

Non essendovi altre cause che possano spiegare la riduzione della prevalenza della rabbia nella popolazione di animali selvatici, come ad esempio migliori condizioni igieniche all'interno della popolazione animale, l'unica spiegazione plausibile resta l'uso in massa del vaccino e l'effetto gregge venutosi a creare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ herd, thefreedictionary.com.
  2. ^ G. J. Tortora, Berdell R. Funke e Christine L. Case, Elementi di microbiologia, Pearson, 2008, p. 479, ISBN 978-88-7192-433-5.
  3. ^ Ulrike Schmidleithne, L'immunità di gregge esiste? (parte I°), Vaccinar...SÌ!, 24 dicembre 2014.
  4. ^ L'espressione è letteralmente tradotta dall'inglese herd immunity, sebbene il termine herd significa gruppo generico, anche di persone senza particolari distinzioni fra loro, ovvero senza gerarchie (un branco è un gruppo dotato di gerarchia, per esempio). Infatti, il significato principale del termine inglese herd indica una mandria e andrebbe declinato con il tipo di animali (ad esempio a herd of elephants). Quando non è declinato espressamente s'intende definito dal contesto
  5. ^ John TJ, Samuel R, Herd immunity and herd effect: new insights and definitions, in Eur. J. Epidemiol., vol. 16, nº 7, 2000, pp. 601–6, DOI:10.1023/A:1007626510002, PMID 11078115.
  6. ^ History and Epidemiology of Global Smallpox Eradication [LINK MANCANTE], tratto dal corso: Smallpox: Disease, Prevention, and Intervention, The CDC and the World Health Organization, Slide 16-17.
  7. ^ Maria Paulke-Korinek, Michael Kundi e Pamela Rendi-Wagner, Herd immunity after two years of the universal mass vaccination program against rotavirus gastroenteritis in Austria, in Vaccine, vol. 29, nº 15, 24 marzo 2011, pp. 2791–2796, DOI:10.1016/j.vaccine.2011.01.104. URL consultato il 09 giugno 2017.
  8. ^ (EN) Nicholas Johnson, Sharon M. Brookes e Anthony R. Fooks, Review of human rabies cases in the UK and in Germany, in Veterinary Record, vol. 157, nº 22, 26 novembre 2005, pp. 715–715, DOI:10.1136/vr.157.22.715. URL consultato l'08 giugno 2017.
  9. ^ a b (EN) European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC)-Health Comunication Unit- Eurosurveillance editorial team, Fox rabies in Germany – an update, eurosurveillance.org, 11 gennaio 2005. URL consultato l'08 giugno 2017.
  10. ^ a b c Thomas Müller, Hans-Joachim Bätza e Conrad Freuling, Elimination of terrestrial rabies in Germany using oral vaccination of foxes, in Berliner Und Munchener Tierarztliche Wochenschrift, vol. 125, 5-6, May 2012, pp. 178–190. URL consultato l'08 giugno 2017.

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