Il potere e la gloria

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Il potere e la gloria
Titolo originaleThe Power and the Glory
Altri titoliThe Labyrinthine Ways
AutoreGraham Greene
1ª ed. originale1940
Genereromanzo
Lingua originaleinglese
AmbientazioneMessico

Il potere e la gloria (The Power and the Glory o The Labyrinthine Ways, 1940) è un romanzo dello scrittore inglese Graham Greene. Scritto a seguito del suo viaggio in Messico, è un libro che ha destato scandalo e che è stato causa di un vivace dibattito all'interno della Chiesa Cattolica. Il libro, pur fatto oggetto di indagine da parte del Sant'Uffizio, non fu mai messo all'Indice, anche grazie all'intervento dell'allora monsignor Montini (futuro papa Paolo VI), che manifestò apertamente la sua stima nei confronti dell'autore.

Alla fine, Greene sintetizzò così la vicenda: «il prezzo della libertà, anche nella Chiesa, è l'eterna vigilanza, ma io mi domando se uno qualsiasi degli Stati totalitari, sia di destra o di sinistra, mi avrebbe trattato con la stessa gentilezza»[1].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il romanzo racconta la vicenda di un sacerdote cattolico nel Messico del 1940, quando è in corso nel paese una feroce persecuzione anticattolica: il prete, già parroco di un villaggio di campagna, è costretto alla clandestinità e a una continua fuga da un tenente dell'esercito il quale, alla testa dei suoi uomini, gli dà la caccia. È una ricerca senza sosta che porta a prendere ostaggi nei villaggi in cui si crede che il prete sia passato, all'uccisione di innocenti, a una forte taglia che qualifica il prete alla stregua del famigerato "gringo", un americano che attraversò lo stato uccidendo anche donne e bambini.

Il prete insegue la propria sopravvivenza come un atto umano ineluttabile. Nonostante sia oppresso dal peso dei propri peccati per cui riterrebbe in fondo giusto di essere punito. È infatti un "prete dell'acquavite", un prete ubriacone, che in un momento di abbandono all'alcol ha avuto un rapporto sessuale con una donna da cui è poi nata una figlia. Tutti questi sono ricordi degli anni passati, degli anni dell'abbondanza, quando aveva orgoglio e avidità di potere. A quei tempi non sospettava certo che sarebbe diventato un martire. E in fondo nel corso del libro altri lo vedono così, ma da sé stesso non si dà mai questa definizione.

Infine, viene catturato con l'inganno: un cristiano rinnegato lo raggiunge e gli chiede di recarsi a confessare un moribondo. E non un moribondo qualsiasi, ma proprio il "gringo". Pur sospettando che si tratti di una trappola, il prete acconsente per non tradire ancora una volta la propria vocazione, e si reca nel luogo in cui lo attendono i soldati. Dopo aver provato in ogni modo a far pentire l'assassino americano segue i soldati nel luogo dove sarà fucilato pochi giorni dopo, tremante di paura sia nella prospettiva del dolore dell'ultimo istante di vita, sia della collera di Dio per non essere riuscito a confessarsi, non essendoci altri preti.

Memorabili i personaggi che il sacerdote incontra nel corso della sua fuga, come padre José, ex-prete che gli fa da contro-bilancia e che è stato mantenuto in vita solo perché ha deciso di diventare laico e di sposarsi, ma che vivrà per sempre nel senso di colpa, circondato da beffe e in stato di codardo servilismo. Oppure il tenente che poi lo troverà e lo farà fucilare, che in realtà scopriamo avere una certa ingenua bontà. Egli è estremamente convinto che il male del paese sia stata la religione e, scoprendo i suoi pensieri, troviamo un amore immenso e universale verso il suo popolo, che egli crede di star salvando dalla povertà e dall'ignoranza.

Adattamenti[modifica | modifica wikitesto]

Liberamente ispirato al romanzo, tra l'altro senza citare il paese dell'ambientazione della vicenda, fu il film La croce di fuoco (The Fugitive) del 1947, con Henry Fonda nella parte del sacerdote e Pedro Armendáriz nella parte del persecutore.

De Il potere e la gloria ci fu una versione teatrale di Denis Cannan e Pierre Bost, adattata in italiano da Luigi Squarzina, presentata al Festival di San Miniato il 24 agosto 1955 e trasmessa in diretta dalla Rai[2]. In data 2 aprile 1965 fu trasmesso lo stesso adattamento con la regia di Mario Ferrero[3]. In entrambe le versioni il protagonista era Aroldo Tieri ma con cast variati.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 30giorni.it, Il potere, la gloria e il realismo di Montini, 1, 2002
  2. ^ Radiocorriere TV, 1955, n. 34, pp. 12-13
  3. ^ Radiocorriere TV, 1965, n. 13, p. 13

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