Herpestes javanicus

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Mangusta di Giava
Small asian mongoose.jpg
Stato di conservazione
Status iucn3.1 LC it.svg
Rischio minimo[1]
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Carnivora
Sottordine Feliformia
Famiglia Herpestidae
Genere Herpestes
Specie H. javanicus
Nomenclatura binomiale
Herpestes javanicus
(É. Geoffroy Saint-Hilaire, 1818)
Sinonimi

Urva javanica
(É. Geoffroy Saint-Hilaire, 1818)

Areale
Small Asian Mongoose area.png
Sono comprese anche le aree abitate dalla mangusta minore indiana

La mangusta di Giava (Herpestes javanicus É. Geoffroy Saint-Hilaire, 1818) è un carnivoro della famiglia degli Erpestidi originario del Sud-est asiatico. Fino a non molto tempo fa era raggruppata con la mangusta minore indiana in un'unica specie, ma gli studi molecolari hanno dimostrato che i due taxa costituiscono in effetti due specie separate. È da aggiungere che la maggior parte delle informazioni in nostro possesso su questa specie, in particolare quelle ricavate da studi sulle popolazioni introdotte, sono da attribuire proprio alla mangusta minore indiana[1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

I maschi di mangusta di Giava presentano una lunghezza testa-corpo di 36-42 cm e hanno una coda lunga 27,5-31,5 cm (valore pari al 70-75% della lunghezza testa-corpo); pesano 875-1800 g. Le femmine presentano una lunghezza testa-corpo di 32-36 cm e hanno una coda lunga 25-26,5 cm (valore pari al 70-75% della lunghezza testa-corpo); pesano 530-840 g. I singoli peli, che se esaminati presentano anulature di colore marrone scuro e camoscio chiaro, conferiscono al mantello una colorazione generale variabile tra il giallastro brizzolato e il bruno-oliva; la specie presenta una tinta arancio-rossastra, particolarmente evidente attorno alla testa. La coda è moderatamente lunga[2].

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

La mangusta di Giava è diffusa in tutta la regione continentale del Sud-est asiatico, nel sud della Cina, nella parte settentrionale dell'isola di Sumatra e a Giava[1].

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

La mangusta di Giava è attiva sia di giorno che di notte. Vive prevalentemente nelle zone erbose e nelle aree ricoperte da boscaglia; evita le fitte foreste sempreverdi. Si nutre di roditori e di molti altri piccoli vertebrati, compresi uccelli, rettili e rane, nonché granchi e grossi insetti[2].

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Ne vengono riconosciute nove sottospecie[3]:

  • H. j. javanicus É. Geoffroy Saint-Hilaire, 1818, diffusa nella regione occidentale dell'isola di Giava.
  • H. j. exilis Gervais, 1841, diffusa nella regione indocinese (Vietnam, Laos, Thailandia e Cambogia).
  • H. j. orientalis Sody, 1936, diffusa nella regione orientale dell'isola di Giava.
  • H. j. peninsulae Schwarz, 1910, diffusa nella penisola malese.
  • H. j. perakensis Kloss, 1917, anch'essa originaria della penisola malese, più precisamente della regione di Perak.
  • H. j. rafflesii Anderson, 1875, diffusa nell'isola di Sumatra.
  • H. j. rubrifrons J. A. Allen, 1909, diffusa nel sud della Cina e sull'isola di Hainan.
  • H. j. siamensis Kloss, 1917, rinvenuta nel nord della Thailandia, a Muang Prae.
  • H. j. tjerapai Sody, 1949, diffusa a Sumatra, nella regione di Perlak (Aceh).

Stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

La mangusta di Giava è considerata come specie «a rischio minimo» (Least Concern) dalla IUCN, in quanto è ancora piuttosto comune in tutto il suo areale[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Chutipong, W., Duckworth, J.W., Timmins, R., Willcox, D.H.A. & Ario, A. 2016, Herpestes javanicus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2016.3, IUCN, 2016.
  2. ^ a b Charles M. Francis e Priscilla Barrett, A Field Guide to the Mammals of South-East Asia, New Holland Publishers, 2008, p. 392, ISBN 18-45-37735-4.
  3. ^ (EN) D.E. Wilson e D.M. Reeder, Herpestes javanicus, in Mammal Species of the World. A Taxonomic and Geographic Reference, 3ª ed., Johns Hopkins University Press, 2005, ISBN 0-8018-8221-4.

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