Henri de Régnier

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Henri de Régnier, 1917

Henri de Régnier (Honfleur, 28 dicembre 1864Parigi, 23 maggio 1936) è stato uno scrittore e poeta francese, tra i fondatori del simbolismo e del verso libero.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in un'antica famiglia aristocratica di Honfleur [1] (in Normandia), Henri de Régnier, dopo aver frequentato il collège Stanislas (dove era suo compagno di classe Viélé-Griffin, in seguito suo prezioso amico), studiò legge con la prospettiva di entrare nella diplomazia. Preferì però dedicarsi alle lettere: nel 1885 inizia a pubblicare versi, in Francia e Belgio, su alcune riviste simboliste, in particolare su Lutèce.

Ammiratore di Mallarmé, era uno degli abituali frequentatori dei suoi martedì, dove conobbe altri scrittori. Lettore accanito, fu influenzato, più che dai suoi contemporanei (anche se l'importanza di Leconte de Lisle e di José Maria de Hérédia è considerevole) dai saggisti e dai memorialisti dei secoli passati, soprattutto di quelli che vissero nel XVII e nel XVIII secolo. Si sposò nel 1895 con la seconda figlia di Heredia[1], Marie, anch'essa scrittrice, sotto lo pseudonimo di Gérard d'Houville. Tuttavia pare che non si sia trattato di un matrimonio molto felice: i tradimenti della moglie furono frequenti e fu famosa la sua relazione con Pierre Louÿs, uno dei migliori amici del marito, nonché probabile padre di suo figlio, Pierre[2].

Acquistò fama fin dal 1889, anno di pubblicazione della sua prima raccolta, Poèmes anciens et romanesques. I suoi numerosi volumi di poesia – Tel qu'en songe (1892), Aréthuse (1895), Les Jeux rustiques et divins (1897), Les Médailles d'argile (1900), La Cité des eaux (1902), La Sandale ailée (1905), Le Miroir des heures (1910) – restano fedeli all'ideale classico, ma presentano una più grande libertà formale.

Scrisse anche dei racconti (Contes à soi même, del 1893) e dei romanzi, tra cui spicca La Double maîtresse (1900), romanzo freudiano ante litteram. Bisogna anche citare Le Bon plaisir (1902), Le Mariage de minuit (1903), Les Vacances d'un jeune homme sage (1903), Les Rencontres de M. de Bréot (1904), Le Passé vivant (1905), La Peur de l'amour (1907), La Flambée (1909), La Pécheresse (1920), L'Escapade (1925), ecc. Henri de Régnier aveva una predilezione per il XVIII secolo, da cui attingeva per i suoi soggetti, a volte scabrosi, e di cui pasticciava sovente lo stile.

Fu anche critico letterario e artistico, collaborò a lungo con diverse riviste e giornali dell'epoca, tra cui Le Figaro.

Innamorato di Venezia, vi si recò a diverse riprese a partire dal 1899, quando fu invitato dalla contessa Marie Isabelle Victoire Ghislaine Baume-Pluvinel a Palazzo Dario. Dopo la morte di costei (1911), Régnier abitò in casa Zuliani, dove aveva già soggiornato nel 1904, quando negli altri palazzi erano in corso lavori di restauro. Venezia compare in numerose sue opere, tra cui ricordiamo La Canne de jaspe (1897), Les Esquisses vénitiennes (1906), L'altana ou la vie vénitienne (1928), Le Voyage d'amour ou l'initiation vénitienne (1930).[3] Nel 1948 la città gli dedicò una lapide commemorativa su un muro di Palazzo Dario.[4]

Nel 1911, è eletto all'Accademia francese[1].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Di Henri de Régnier sono stati tradotti in italiano i seguenti libri:

  • I singolari amanti, trad. di Ernesto Daquanno, Milano, Facchi, coll. I Libri dell'amore, 13, 1920
  • Il passato vivente, trad. di Matilde Sironi, Milano, Facchi, coll. I libri dell'amore, 32, 1920
  • La paura di amare, trad. di A. Procida, Milano, Facchi, coll. I libri dell'amore, 29, 1921
  • L'illusione di Tito Bassi: romanzo. La donna di marmo, racconto. Segue Catissou, racconto di Jules Claretie, trad. di Aldo Serafini, Milano, Sonzogno, coll. Romantica economica, 1932
  • Racconti a se stesso, trad. di Luigi Fallacara, pref. di Marco Slonin, Firenze, A Quattrini, 1914
  • Amori e glorie di Tito Bassi, trad. Bianca e Cesare Giardini, Milano, ed. Maia, coll. Romanzieri di ogni paese, 12, 1929
  • Il viaggio d'amore, trad. di Liana Castoldi, Roma, Milano, Napoli, Ist. ed. di cultura moderna, 1943
  • L'acacia, trad. di Emanuela Fubini, Milano, Tranchida, 1994

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • http://www.academie-francaise.fr/les-immortels/henri-de-regnier
  • Edmond Jaloux, Souvenirs sur Henri de Régnier, Lausanne, Librairie F. Rouge et Cie, 1941
  • Vittorio Lugli, Jules Renard ed altri amici: Renard, De Regnier..., Messina, G. D'Anna, 1948
  • Diego Valeri, Il simbolismo francese da Nerval à de Régnier, Padova, Liviana editrice, 1954
  • Emmanuel Buenzod, Henri de Régnier, Avignon, Aubanel, 1966

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Una massima di Henri de Régnier, " Le plaisir délicieux et toujours nouveau d'une occupation inutile" (in Italiano " Il piacere delizioso e sempre nuovo di un'occupazione inutile" ) introduce il videogioco Dragon's Dogma a seguito del prologo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c ENCYCLOPÆDIA UNIVERSALIS, THESAURUS INDEX***, PHILIPPE DE SOUABE - ZYRIANE, pagina 2512, Paris,1985
  2. ^ Questa paternità è sostenuta dal biografo di Louÿs, Jean-Paul Goujon. Cfr. Jean-Paul GOUJON, Dossier secret Pierre Louÿs & Marie de Régnier, Christian Bourgeois, 2002, 196 p. ISBN : 2-267-01631-1
  3. ^ Per un commento più approfondito vedere: "F. Vergne, "Un Vénitien au Mercure", Digraphe, n° 73, Parigi, marzo 1995, pp. 201- 207
  4. ^ http://www.albumdivenezia.it/sicap/opac.aspx?WEB=Venezia&OPAC=Ecografico&TBL=OAC&ID=10253

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