HMS Glowworm (H92)

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HMS Glowworm
HMS Glowworm (H92).jpg
L'unità nel 1937 circa
Descrizione generale
Naval Ensign of the United Kingdom.svg
TipoCacciatorpediniere
ClasseG
In servizio conNaval Ensign of the United Kingdom.svg Royal Navy
IdentificazioneH92
CostruttoriJohn I. Thornycroft & Company
Impostazione15 agosto 1934
Varo22 luglio 1935
Entrata in servizio22 gennaio 1936
Destino finaleAffondata l'8 aprile 1940 dall'incrociatore Admiral Hipper
Caratteristiche generali
Lunghezza98,5 m
Larghezza10,1 m
Pescaggio3,8 m
PropulsioneTre caldaie Admiralty a tubi d'acqua a tre cilindri
Turbine con riduttori Parsons
Due assi
Velocità36 nodi (67 km/h)
Equipaggio137 (pace)
146 (guerra)
Armamento
Artiglieria
  • 4 cannoni da 120 mm singoli
  • 2 mitragliere da 12,7 mm
Siluri
  • 10 tubi lanciasiluri da 533 mm in due installazioni quintuple[1]
  • Altro
  • 20 cariche di profondità, 1 lanciatore
  • Note
    MottoEx tenebris lux

    dati tratti da [2]

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    La HMS Glowworm (Pennant number H92), terza nave da guerra della Royal Navy britannica a portare questo nome, è stata un cacciatorpediniere classe G. Costruita nei cantieri John I. Thornycroft & Company, venne impostata il 15 agosto 1934, varata il 22 luglio 1935 ed entrò in servizio il 22 gennaio 1936.

    Servizio[modifica | modifica wikitesto]

    Tra l'ingresso in servizio e lo scoppio della seconda guerra mondiale la Glowworm servì nella 1ª Flottiglia Cacciatorpediniere della Mediterranean Fleet. Durante la guerra civile spagnola pattugliò le coste spagnole in attuazione delle decisioni del Comitato di non intervento. Tra il 27 maggio e '8 giugno 1937 tornò brevemente a Portsmouth per lavori, tornando quindi nel Mediterraneo. L'anno successivo venne sottoposta ad un più lungo ciclo di lavori, scortando quindi il transatlantico SS Strathnaver a Malta durante la crisi di Monaco, nel settembre 1938. In seguito scortò l'incrociatore Arethusa ad Aden. Il 16 maggio 1939, durante delle esercitazioni notturne, entrò in collisione con il cacciatorpediniere Grenade, venendo costretta quindi a tornare ad Alessandria per riparazioni temporanee. I lavori definitivi vennero eseguiti a Malta tra il 23 maggio e il 24 giugno successivi.

    Allo scoppio della guerra si trovava ancora ad Alessandria, venendo trasferita in patria poco dopo agli inizi di ottobre 1939 insieme ad altri tre cacciatorpediniere della classe: la Gallant, la Grafton e la Greyhound per proteggere le coste sud-occidentali dell'Inghilterra, operando dalla base di Plymouth. Il 12 novembre venne trasferita a Harwich per operare con compiti di scorta e pattugliamento nel Mare del Nord. Il 22 febbraio 1940, venne urtata violentemente dalla nave svedese Rex mentre si trovava all'ancora. L'unità riportò seri danni allo scafo e dovette entrare in cantiere a Kingston upon Hull per riparazioni, dove rimase fino al 20 marzo. Trasferita nella 1ª Flottiglia Cacciatorpediniere con base a Scapa Flow, partecipò dall'inizio di aprile all'Operazione Wilfred, nome in codice degli sbarchi britannici in Norvegia, di scorta all'incrociatore da battaglia HMS Renown ed insieme alle unità gemelle Greyhound, Hero ed Hyperion. Dopo una missione di scorta a una forza di posamine, il 6 aprile si allontanò dalla forza principale per ricercare un uomo caduto in mare.

    Una immagine del Glowworm presa dalla Admiral Hipper, 8 Aprile 1940. Glowworm sta emettendo una cortina fumogena.

    Queste navi vennero avvistate il 7 aprile da aerei britannici. La sera stessa unità della Home Fleet salparono per intercettarle. Il cacciatorpediniere Glowworm, allontanatosi per cercare un uomo gettato in mare da un'ondata, intercettò per caso la formazione dell'incrociatore pesante Hipper, inizialmente i suoi caccia di scorta Z11 Bernd von Arnim e Z18 Hans Lüdemann: il suo comandante Gerard Broadmead Roope dapprima attaccò con i cannoni i cacciatorpediniere ma finì sotto il tiro dello Hipper alla quarta salva il cacciatorpediniere venne centrato. Cercando di proteggersi dietro una cortina fumogena il Glowworm si avvicinò all'incrociatore ma il tiro dei tedeschi era radar-diretto e quindi non venne influenzato dal fumo; alle 10,10 all'uscita dal fumo il caccia finì sotto il tiro dei cannoni da 105mm che ne devastarono la sovrastruttura, ma ad 800m lanciò una salva di siluri da uno dei suoi impianti. I siluri andarono a vuoto perché il comandante dello Hipper, capitano Hellmuth Haye, tenne sempre la prua verso il caccia inglese per minimizzare il bersaglio offerto. Il comandante Roope tentando di silurare dal secondo impianto lanciasiluri l'incrociatore fece virare il caccia, ma lo Hipper lo seguì nel fumo e con la nave semidistrutta dal fuoco dei cannoni da 203mm dell'avversario, Roope non esitò a speronare la grande nave tedesca, danneggiandola lungo la fiancata vicino a prua; il Glowworm affondò per l'esplosione delle caldaie alle 10,24; lo Hipper imbarcò quasi 500 t d'acqua e proseguì verso Trondheim, ed al rientro finì in bacino per due settimane di riparazioni.

    Prima della fine dello scontro l'unità riuscì anche ad avvisare il resto della flotta delle presenza di navi di superficie tedesche nella zona. Undici uomini dell'equipaggio rimasero uccisi nell'azione, mentre altri 39 vennero presi prigionieri. Il comandante Roope, deceduto nel combattimento, venne in seguito insignito della Victoria Cross, su segnalazione dello stesso Capitano della Hipper e testimonianza di vari sopravvissuti dell'equipaggio[3].

    Note[modifica | modifica wikitesto]

    1. ^ La Glowworm fu l'unica della sua classe ad avere lanciasiluri quintupli. Lenton, p. 106.
    2. ^ HMS Glowworm (H92) su uboat.net.
    3. ^ Himmat Singh Gill, Of blood red in olive green, India Sunday Tribune. URL consultato il 21 gennaio 2013.

    Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

    • (EN) H. T. Lenton, J. J. Colledge, Warships of War War II, Londra, Ian Allan, 1964, ISBN 0-7110-0202-9.

    Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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