Guido d'Altavilla

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Guido d'Altavilla
Duca di Amalfi
titolo non riconosciutogli dagli amalfitani
In carica 1073-1088, 1089-1096 e 1100-1108
Nascita 1061 ca.
Morte Salerno (?), 5 o 8 luglio 1108
Dinastia Altavilla
Padre Roberto il Guiscardo
Madre Sichelgaita di Salerno

Guido d'Altavilla[1] (1061 circa – 5 o 8 luglio 1108) è stato un cavaliere normanno, secondo figlio maschio di Roberto il Guiscardo e della sua seconda moglie, Sichelgaita.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Guido fu creato dal padre duca di Amalfi qualche tempo dopo la conquista della città, nel 1073, ma non fu accettato dagli amalfitani, che per due volte elessero un altro duca.

Ducato di Puglia
Altavilla
Coat of Arms of Robert Guiscard.svg

Roberto il Guiscardo
Ruggero
Guglielmo II di Puglia
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Secondo Anna Comnena, Guido prese parte alla spedizione di suo padre contro l'Impero bizantino (10841085), distinguendosi al servizio del suo fratellastro maggiore, Boemondo. Dopo la morte del padre (1085), Guido compare regolarmente alla corte imperiale: nell'Alessiade, la cronista bizantina afferma che l'imperatore Alessio I Comneno offrì a Guido un matrimonio vantaggioso, un alto ufficio e una grossa somma di denaro. Guido era certo presso la corte di Costantinopoli nel 1096 quando arrivarono i cavalieri crociati (tra cui lo stesso fratellastro Boemondo) per concordare con il basileus le condizioni dell'attraversamento delle truppe nei territori dell'Impero.

Due anni dopo Guido e l'imperatore Alessio si mossero verso Antiochia a soccorrere i crociati, non sapendo che essi avevano già espugnato la città e incontrarono Stefano II di Blois, che ritornava in patria. Stefano, che aveva visto il grande esercito turco di Kerbogha accorrere in aiuto di Antiochia, riteneva che non ci fossero state speranze per i crociati, e convinse l'imperatore a tornare indietro sostenendo che i Franchi erano stati certamente già annientati; Alessio, che aveva saputo di un altro esercito turco alle sue porte, fu felice di ascoltarlo e ordinò di tornare a Costantinopoli. Guido fu l'unica voce dissenziente, anche perché il fratellastro Boemondo partecipava all'assedio e probabilmente si diresse verso Antiochia con un piccolo contingente personale.

Ritroviamo ancora Guido quando il fratellastro Boemondo, nel 1108, attaccò Durazzo, dando inizio per la seconda volta alle operazioni militari contro l'impero bizantino. Quando fu inevitabile la resa del principe normanno, nel corso delle trattative resesi necessarie per un accordo tra Boemondo e Alessio, Guido fu scelto da entrambi, come persona di loro fiducia, di tenere gli ostaggi consegnati da Alessio a Boemondo. Fu tra i firmatari del trattato di Devol.

Guido ritornato nell'Italia meridionale, forse a Salerno, e vi morì il 5 luglio 1108, come risulta dal Necrologio della cattedrale di San Matteo di Salerno.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • La Chanson d'Antioche, a cura di P. Paris, I, Paris 1848, p. 79 e n. 2;
  • Necrologio del Liber Confratrum di S. Matteo di Salerno, a cura di C. A. Garufi, (= Fonti per la Storia d'Italia, LVI), Roma 1922, p. 92;
  • Histoire anonyme de la premiare Croisade, a cura di L. Bréhier, Paris 1924, pp. 142-146;
  • Anne Comnène, Alexiade, a cura di B. Leib, II, Paris 1941, pp. 51, 54; III, ibid. 1945, pp. 102, 104, 105, 107, 120, 122;

Letteratura critica[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Chalandon, Essai sur le règne d'Alexis ler Comnène, Paris 1900, p. 92, 182, 203;
  • F. Chalandon, Histoire de la domination normande en Italie et en Sicile, I, Paris 1907, pp. 282 s.;
  • F. Chalandon, Histoire de la première Croisade jusqu'a l'élection de Godefroi de Bouillon, Paris 1925, p. 208;
  • S. Runciman, The first Crusade: Antioche to Ascalon, in A history of the Crusades, I, ed. by M. W. Baldwin, Philadelphia 1955, p. 320.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Gui de Hauteville, Guy, Wido, Vito, Wito, (LA) Gidus

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]