Grande carestia cinese

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La grande carestia cinese (三年大饑荒T, 三年大饥荒S, Sānnián dà jīhuāngP; "tre anni di carestia") è stato un periodo nella storia della Repubblica popolare cinese (RPC) caratterizzato da una carestia diffusa tra gli anni 1959 e 1961.[1][2][3][4][5] Alcuni studiosi includevano anche gli anni 1958 o 1962.[4][5][6][7][8] La grande carestia cinese è ampiamente considerata come la carestia più mortale e uno dei più grandi disastri provocati dall'uomo nella storia umana, con un numero stimato di morti che oscilla tra 15 e 55 milioni.[2][3][4][5][9][10][11][12] I principali fattori che contribuirono alla carestia furono le politiche del Grande Balzo in avanti (1958-1962) e le "comune popolare".[2][3][4][5][13][14] Dopo il lancio di "Riforme e apertura (改革開放 / 改革开放)", il Partito Comunista Cinese (PCC) dichiarò ufficialmente nel giugno 1981 che la carestia era principalmente dovuta agli errori del Grande Balzo in avanti e della "Campagna anti-destra", in oltre ad alcuni disastri naturali e alla "crisi sino-sovietica".[1][15]

Terminologia[modifica | modifica wikitesto]

La Grande carestia cinese (三年大饑荒T, 三年大饥荒S, Sānnián dà jīhuāngP), si riferiscono al periodo della storia della Repubblica popolare cinese tra il 1959 e il 1961, nei quali una combinazione di cattive politiche economiche e la coincidenza di disastri naturali causò una diffusa carestia. Il nome ufficiale:[1][15]

  • Prima del giugno 1981, il governo cinese lo chiamava "Tre anni di disastri naturali (三年自然災害T, 三年自然灾害S, Sān nián zì rán zāi hàiP)".
  • Dopo il giugno 1981, il governo cinese l'ha chiamato "Tre anni di difficoltà (三年困難時期T, 三年困难时期S, Sānnián kùnnán shíqīP)".

Gravità della carestia[modifica | modifica wikitesto]

Tasso di natalità e tasso di mortalità in Cina

Oltre ai morti per fame e alluvioni, il peso della carestia interessò senz'altro la ridotta natalità degli anni successivi. Le stime ufficiali della catastrofe indicano 15 milioni di morti per fame su un totale di circa 40 milioni di morti. Molti analisti tendono ad aumentare il numero delle vittime anche oltre i 20 milioni, ma non è possibile esserne certi, sia per l'inaccuratezza dei dati disponibili sia per la mancanza di un accurato censimento delle popolazioni della Cina rurale.

  • Un gruppo di ricerca della "Accademia cinese delle scienze" ha concluso nel 1989 che almeno 15 milioni di persone sono morte di malnutrizione.[16]
  • Li Chengrui (李成瑞), ex ministro del Istituto nazionale di statistica della Cina, ha stimato 22 milioni di morti (1998).[17][18] La sua stima si basava sulla stima (27 milioni di morti[7]) del demografo americano Ansley J. Coale, e sulla stima (17 milioni di morti) di Jiang Zhenghua (蒋正华), che era l'ex vicepresidente del "Comitato permanente del Assemblea nazionale del popolo".[17][19]
  • Judith Banister, direttrice di Global Demographics presso il Conference Board, ha stimato 30 milioni di "morti in eccesso" dal 1958 al 1961.[2][20]
  • Yang Jisheng (杨继绳), giornalista senior dell'Agenzia Nuova Cina, ha concluso che ci sono stati 36 milioni di morti a causa della fame.[4][14]
  • Liao Gailong (廖盖隆), ex vicedirettore dell'Unità di ricerca storica del Partito comunista cinese (PCC), ha riferito di 40 milioni di morti "innaturali" a causa della carestia.[16][21]
  • Chen Yizi (陈一谘), ex alto funzionario cinese e massimo consigliere dell'ex segretario generale del PCC Zhao Ziyang, ha concluso che 43 milioni di persone sono morte a causa della carestia.[10][22]
  • Frank Dikötter, professore all'Università di Hong Kong, ha stimato che almeno 45 milioni di persone sono morte di fame.[8][23] Dikötter ha affermato che almeno 2,5 milioni di vittime sono state picchiate o torturate a morte (pari al 6% -8% dei decessi totali).[24][25]
  • Yu Xiguang (余习广), storico cinese indipendente ed ex istruttore della "Scuola Centrale del Partito Comunista Cinese", ha stimato che 55 milioni di persone siano morte a causa della carestia.[10][12][26] La sua conclusione era basata su una ricerca di archivio di due decenni.[10]

Cause[modifica | modifica wikitesto]

Grande Balzo in avanti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Comune popolare.
Mensa di una "comune popolare". Lo slogan sul muro dice "Mangia gratis, lavora duro".

Fino ai primi anni ottanta il governo cinese affermava, cosa evidenziata dal nome "Tre anni di disastri naturali", che la carestia fosse stata in massima parte dovuta a una serie di sfortunate cause naturali alle quali si erano aggiunti alcuni errori di pianificazione. Al di fuori del paese, tuttavia, i ricercatori hanno sempre additato le fondamentali riforme istituzionali e politiche della visione di Mao Zedong come il fattore che ha ingigantito l'effetto di avverse condizioni climatiche. Già nel primo piano quinquennale, di ispirazione sovietica, si vedeva la volontà di privilegiare l'industria pesante a scapito dell'agricoltura, tradizionale punto di forza dell'economia cinese.

Pur essendo stato predisposto un secondo piano quinquennale, esso perse importanza di fronte alla visione politica del grande balzo in avanti (1958-1960), nel quale venne avviata la collettivizzazione delle terre ed incoraggiato ogni sforzo per la produzione di materiali industriali come l'acciaio. Vennero realizzati altiforni nei villaggi gestiti da personale assolutamente incompetente nella materia, la sottrazione di manodopera per la loro realizzazione e gestione comportò un numero notevolmente basso di persone che lavorava la terra, la conseguenza furono dei raccolti molto inferiori alla media[27]. Il Grande balzo in avanti è oggi visto in Cina e all'estero come un grande disastro economico.

Pianificazione e tecniche agricole[modifica | modifica wikitesto]

Una serie di errori, come lo sforzo profuso in progetti di irrigazione grandiosi quanto non supportati da tecnici competenti[28][29]; il credito dato a teorie agricole, oggi screditate, dei biologi sovietici Trofim Lysenko e Teventy Maltsev, che portò a piantare le sementi troppo vicine o troppo in profondità[30]; la propaganda ad ogni costo favorevole alla collettivizzazione e la scarsità di informazioni sulla crisi in atto[31].

Campagna di eliminazione dei quattro flagelli[modifica | modifica wikitesto]

Inoltre, nella "Campagna di eliminazione dei quattro flagelli", i cittadini erano chiamati a distruggere i passeri e altri uccelli selvatici che mangiavano i semi del raccolto, al fine di proteggere i raccolti. Questa campagna è fallita e ha provocato un aumento della popolazione di insetti mangiatori di raccolti, che ha avuto un impatto negativo sui raccolti di produzione.[32]

Disastri naturali[modifica | modifica wikitesto]

Il premier Zhou Enlai (al centro davanti) ha visitato il "Ponte Luokou" durante l'alluvione del fiume Giallo del 1958.

Nel 1958 ci fu una notevole inondazione del fiume Giallo che colpì parte della provincia di Henan e della provincia di Shandong.[33][34][35][36] Nel luglio 1958, l'inondazione del fiume Giallo colpì 741.000 persone in 1708 villaggi e inondò oltre 3,04 milioni di "mu" (oltre mezzo milione di acri) di campi coltivati.[35] Il governo ha successivamente dichiarato una "vittoria sull'alluvione" dopo aver inviato una squadra di soccorso di oltre 2 milioni di persone.[33][35] Nel 1959 e nel 1960, almeno un certo grado di siccità e altre condizioni meteorologiche avverse hanno colpito il 55% della terra coltivata in Cina, mentre si stima che il 60% dei terreni agricoli nel nord della Cina non abbia ricevuto alcuna pioggia.[37]

Tuttavia, ci sono stati disaccordi sul significato della siccità e delle inondazioni nel causare la Grande Carestia.[7][9][14] Secondo i dati pubblicati dalla "Accademia cinese di scienze meteorologiche (中国气象科学研究院)", la siccità nel 1960 non era rara e la sua gravità era considerata solo "lieve" rispetto a quella degli altri anni: era meno grave di quelle in 1955, 1963, 1965-1967 e così via.[38] Inoltre, Xue Muqiao (薛暮桥), che era il capo del Istituto nazionale di statistica della Cina, disse nel 1958 che "diamo qualunque cifra il livello superiore vuole" per sopravvalutare i disastri naturali e alleviare la responsabilità ufficiale per i decessi dovuti alla fame.[39] Yang Jisheng (杨继绳) ha affermato di aver indagato su altre fonti, tra cui un archivio non governativo di dati meteorologici da 350 stazioni meteorologiche in tutta la Cina, e la siccità, le inondazioni e le temperature durante il 1958-1961 rientravano nei modelli tipici della Cina.[39] Lo storico Frank Dikötter ha affermato che la maggior parte delle inondazioni durante la carestia non erano dovute a condizioni meteorologiche insolite, ma a lavori di irrigazione massicci e mal pianificati che facevano parte del Grande Balzo in avanti.[8]

Rapporti con gli Stati Uniti[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni ritengono anche che, se le relazioni tra Cina e USA fossero state migliori, il numero di vittime sarebbe stato minore. L'America all'epoca aveva posto un embargo commerciale ed esercitava pressioni in tal senso sugli alleati; di contro il governo cinese, per non mostrare debolezze, tendeva a fornire informazioni meno drammatiche sul reale peso della carestia sulla popolazione.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c 关于建国以来党的若干历史问题的决议, su The Central People's Government of the People's Republic of China.. URL consultato il 13 agosto 2020.
  2. ^ a b c d XIN MENG, NANCY QIAN e PIERRE YARED, The Institutional Causes of China's Great Famine, 1959–1961 (PDF), in Review of Economic Studies, vol. 82, n. 4, 2015, pp. 1568–1611, DOI:10.1093/restud/rdv016. URL consultato il 22 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 5 marzo 2020).
  3. ^ a b c Vaclav Smil, China's great famine: 40 years later, in BMJ : British Medical Journal, vol. 319, n. 7225, 18 dicembre 1999, pp. 1619–1621, DOI:10.1136/bmj.319.7225.1619, ISSN 0959-8138 (WC · ACNP), PMC 1127087, PMID 10600969.
  4. ^ a b c d e La Grande carestia cinese (1958-1962). Cronaca di un’economia pianificata, su Istituto Bruno Leoni. URL consultato il 13 agosto 2020.
  5. ^ a b c d Kai‐sing Kung e Yifu Lin, The Causes of China's Great Leap Famine, 1959–1961, in Economic Development and Cultural Change, vol. 52, n. 1, 2003, pp. 51–73, DOI:10.1086/380584, ISSN 0013-0079 (WC · ACNP), JSTOR 10.1086/380584.
  6. ^ Yang Jisheng, Tombstone: The Great Chinese Famine, 1958-1962, Farrar, Straus and Giroux, 30 ottobre 2012, p. 126, ISBN 978-0-374-27793-2.
  7. ^ a b c Basil Ashton, Kenneth Hill e Alan Piazza, Famine in China, 1958-61, in Population and Development Review, vol. 10, n. 4, 1984, pp. 613–645, DOI:10.2307/1973284. URL consultato il 13 agosto 2020.
  8. ^ a b c (EN) Frank Dikötter, Mao's Great Famine: The History of China's Most Devastating Catastrophe, 1958-1962, Bloomsbury Publishing USA, 1º ottobre 2010, ISBN 978-0-8027-7928-1. URL consultato il 13 agosto 2020.
  9. ^ a b China's Great Famine: A mission to expose the truth, su www.aljazeera.com. URL consultato il 13 agosto 2020.
  10. ^ a b c d Felix Wemheuer, SITES OF HORROR: MAO'S GREAT FAMINE [with Response], in The China Journal, n. 66, 2011, pp. 155–164. URL consultato il 13 agosto 2020.
  11. ^ Joe Hasell e Max Roser, Famines, in Our World in Data, 10 ottobre 2013. URL consultato il 13 agosto 2020.
  12. ^ a b 余习广 (Yu Xiguang), 大跃进 (Grande Balzo in avanti), su boxun.com.
  13. ^ Dalla pseudoscienza alla carestia: il Grande balzo in avanti di Mao Tse tung, su Wired, 29 agosto 2014. URL consultato il 13 agosto 2020.
  14. ^ a b c (EN) Jonathan Mirsky, Unnatural Disaster, in The New York Times, 7 dicembre 2012, ISSN 0362-4331 (WC · ACNP). URL consultato il 22 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 24 gennaio 2017).
  15. ^ a b 关于建国以来党的若干历史问题的决议, su www.icnao.cn. URL consultato il 13 agosto 2020.
  16. ^ a b Hong Zhenkuai (洪振快), 有关大饥荒的新谬说(二), su Yanhuang Chunqiu (炎黄春秋). URL consultato il 13 agosto 2020.
  17. ^ a b Yang Jishen (杨继绳), 关于大饥荒年代人口损失的讨论, su Yanhuang Chunqiu (炎黄春秋). URL consultato il 13 agosto 2020.
  18. ^ (EN) Sarah C. M. Paine, Nation Building, State Building, and Economic Development: Case Studies and Comparisons: Case Studies and Comparisons, Routledge, 28 gennaio 2015, ISBN 978-1-317-46409-9. URL consultato il 13 agosto 2020.
  19. ^ Cormac Ó Gráda, Great Leap, Great Famine: A Review Essay, in Population and Development Review, vol. 39, n. 2, 2013, pp. 333–346. URL consultato il 13 agosto 2020.
  20. ^ (EN) Judith Banister, China's Changing Population, Stanford University Press, 1987, ISBN 978-0-8047-1887-5. URL consultato il 13 agosto 2020.
  21. ^ (EN) Sebastian Veg, Popular Memories of the Mao Era: From Critical Debate to Reassessing History, Hong Kong University Press, 10 gennaio 2019, ISBN 978-988-8390-76-2. URL consultato il 13 agosto 2020.
  22. ^ (EN) Valerie Strauss e Daniel Southerl, HOW MANY DIED? NEW EVIDENCE SUGGESTS FAR HIGHER NUMBERS FOR THE VICTIMS OF MAO ZEDONG'S ERA, in Washington Post, 17 luglio 1994. URL consultato il 13 agosto 2020.
  23. ^ (EN) Ilya Somin, Remembering the biggest mass murder in the history of the world, su Washington Post. URL consultato il 13 agosto 2020.
  24. ^ May-Lee Chai, A Review of “Mao's Great Famine: The History of China's Most Devastating Catastrophe, 1958–1962”, in Asian Affairs: An American Review, vol. 39, n. 2, 1º aprile 2012, pp. 127–128, DOI:10.1080/00927678.2012.681276. URL consultato il 13 agosto 2020.
  25. ^ (EN) Lucien Bianco, Frank Dikötter, Mao’s Great Famine, The History of China’s most devastating catastrophe, 1958-62. Londres, Berlin, New York, Bloomsbury, 2010., in China Perspectives, vol. 2011, n. 2011/2, 30 luglio 2011, pp. 74–75. URL consultato il 13 agosto 2020.
  26. ^ (ZH) Yu Xiguang (余習廣), 大躍進・苦日子上書集, 時代潮流出版社, 2005, ISBN 978-988-98549-9-7. URL consultato il 13 agosto 2020.
  27. ^ John K. Fairbank, Storia della Cina contemporanea, Rizzoli, 1986.
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  29. ^ 230,000 Died in a Dam Collapse That China Kept Secret for Years, su OZY, 17 febbraio 2019. URL consultato il 23 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 2 maggio 2020).
  30. ^ Michael Lynch, The People's Republic of China, 1949–76, second, London, Hodder Education, 2008, p. 57.
  31. ^ Yang Jisheng, Tombstone: The Great Chinese Famine, 1958–1962, Farrar, Straus and Giroux, 30 ottobre 2012, p. 240, ISBN 978-0-374-27793-2.
  32. ^ Matteo Rubboli, La Campagna di sterminio del Passero in Cina fu tra le cause del peggior disastro ambientale della Storia, su Vanilla Magazine, 24 novembre 2016. URL consultato il 13 agosto 2020.
  33. ^ a b 关于黄河、长江、淮河、永定河防御特大洪水方案的报告(摘要), su Assemblea nazionale del popolo. URL consultato il 13 agosto 2020.
  34. ^ (ZH) 中国历史上的水灾有哪些?_中国网 [collegamento interrotto], su China Internet Information Center. URL consultato il 22 aprile 2020.
  35. ^ a b c (ZH) 1958年黄河大水灾纪实 [collegamento interrotto], su newpaper.dahe.cn. URL consultato il 22 aprile 2020.
  36. ^ (ZH) 历史上的五次黄河水灾, su newpaper.dahe.cn. URL consultato il 22 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 22 novembre 2019).
  37. ^ Henry C K Liu, Part 2: The Great Leap Forward not all bad, in Asia Times online, 1º aprile 2004 (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2005).
  38. ^ (ZH) 高素华: 1951~1990年全国降水量距平变化图, su 炎黄春秋. URL consultato il 22 aprile 2020 (archiviato dall'url originale il 9 agosto 2019).
  39. ^ a b (EN) Zheping Huang, Charted: China’s Great Famine, according to Yang Jisheng, a journalist who lived through it, su Quartz. URL consultato il 13 agosto 2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • (EN) J. Banister Analysis of recent data on the population of China, Population and Development, Vol.10, No.2, 1984
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  • (EN) Jiang Zhenghua (蒋正华) Method and Result of China Population Dynamic Estimation, Academic Report of Xi'an University, 1986(3). pp46,84
  • (EN) Ansley J. Coale Rapid population change in China, 1952-1982, National Academy Press, Washington, D.C., 1984.
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  • (EN) Un grafico delle statistiche ufficiali cinesi
  • (ZH) Cao Shuji I morti della popolazione cinese e i fattori che contribuirono durante il periodo 1959-1961, Scienze Demografiche Cinesi (gennaio 2005)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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