Graecia capta ferum victorem cepit

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Ritratto immaginario di Orazio eseguito da Anton von Werner.

La locuzione latina Graecia capta ferum victorem cepit è una frase d'autore oraziana, che, in una traduzione letterale, significa: «la Grecia, conquistata [dai Romani], conquistò il selvaggio vincitore» (Orazio, Epistole, Il, 1, 156).

L'epistola prosegue con et artes intulit agresti Latio: «e le arti portò nel Lazio agreste».

Roma conquistò la Grecia con le armi, ma questa, con le sue lettere e arti, riuscì ad incivilire il feroce conquistatore, rozzo e incolto.

La locuzione si cita per esaltare la potenza ed efficacia delle belle lettere, dell'arte, degli studi, nella civiltà dei popoli.

Rinascimento[modifica | modifica wikitesto]

Amedeo Quondam ritiene che il topos si possa applicare anche all'Italia rinascimentale che, al pari dell'antica Grecia a cui si rifaceva, ha potuto assumere un "primato culturale proprio nella fase più acuta della sua crisi militare e politica" durante le guerre Franco-Asburgiche del XVI secolo.[1] Parallelo anche colto da Gottfried Wilhelm Leibniz:

«Come la Grecia conquistata, conquistò il selvaggio vincitore e le arti portò nel Lazio agreste, così l'Italia, conquistata da Francesi e Tedeschi, conquistò a sua volta Francia e Germania e portò la dolcezza di una vita migliore.»

(Gottfried Wilhelm Leibniz in Die Werke von Leibniz ; gemäß seinem handschriftlichen Nachlasse in der Königlichen Bibliothek zu Hannover, vol.4, pg. 16)

Altri studiosi del Rinascimento e delle epoche successive alle Guerre d'Italia, tra cui Giulio Natali, Piers Baker-Bates, e Natale Addamiano, hanno coniato il concetto di Italia capta ferum victorem coepit, in cui il ferum victorem rappresenta i vari conquistatori di parti d'Italia: la Francia, la Spagna e l'Austria.

«L'Italia vinta, doma, lacera, sparsa, percorsa d'ogni banda da eserciti regolari e da masnade di banditi, in preda al ferro ed alle fiamme compì il miracolo, con la sua civiltà, di soggiogare gli invasori. Italia capta ferum victorem coepit

(Natale Addamiano in Delle opere poetiche Francesi)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rinascimento e classicismi. Forme e metamorfosi della modernità, Bologna, Il Mulino, 2013, pp. 199-200

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]