Gli extraterrestri torneranno (film)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Gli extraterrestri torneranno
Titolo originaleErinnerungen an die Zukunft
Paese di produzioneGermania Ovest
Anno1970
Durata92 min
Rapporto1,66 : 1
Generedocumentario
RegiaHarald Reinl
SoggettoErich von Däniken (studi)
ProduttoreJohn C. Mahon
Produttore esecutivoManfred Barthel, Günther Eulau
MontaggioHarald Reinl
MusichePeter Thomas
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Gli extraterrestri torneranno è un film del 1970 diretto da Harald Reinl.

Il film è basato sugli studi del saggista svizzero Erich von Däniken che nel 1969 aveva pubblicato il libro Gli extraterrestri torneranno, un libro teorizzante il fatto che realmente la terra sarebbe stata visitata in passato da extraterrestri, riportando una serie di casistiche, racconti, oggetti e manufatti quantomai strani che ancora oggi si possono trovare sulla terra.

Il film fu oggetto di molte critiche provenienti soprattutto dagli ambienti scientifici, ma riscosse anche un grande successo da parte del pubblico e venne nominato agli Academy Award come il miglior documentario. Il film nel 1971 è stato anche candidato all'Oscar nella categoria miglior documentario, senza però vincere il premio.[1]

Notevole fortuna ebbe anche la colonna sonora, scritta dal musicista Peter Thomas.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel documentario, che pretende di essere scientificamente esigente, Erik von Däniken esplora la questione dell'esistenza di forme di vita extraterrestre con le quali in passato il nostro mondo abbia avuto dei contatti, lasciando qualche segno per i posteri. Il film trasporta lo spettatore in un viaggio verso vari edifici ed opere d'arte antiche in tutto il mondo (tra le più note le piramidi d'Egitto, le pitture su pietra del Sahara, le sculture in pietra dell'Isola di Pasqua, le piramidi azteche dell'America centrale e meridionale, la piana di Nazca).

Secondo le osservazioni di von Däniken nessun uomo del passato, con le tecnologie della propria epoca, avrebbe potuto realizzare in autonomia i vari oggetti, manufatti o monumenti proposti nel documentario, e quindi tali realizzazioni sono state possibili unicamente grazie ad aiuti "esterni" che disponevano evidentemente di tecnologie più avanzate.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

«L'illustrazione cinematografica è stata fatta senza alcuna interpretazione particolare, lasciando l'opinione finale allo spettatore. Un diario di viaggio che stimolerà la discussione sull'argomento, una gioia soprattutto per i fan della fantascienza.»

(Evangelischer Film-Beobachter, n. 184/1970)

«Discutibile non solo dal ragionamento pseudo-scientifico, ma anche dal tentativo di manipolazione dello spettatore.»

(Lexikon des internationalen Films)

Il film, come era presumibile dagli autori già prima della sua uscita nelle sale, divise il pubblico degli spettatori come quello degli studiosi dei vari settori presi in considerazione (dalla scienza all'archeologia e persino nel campo religioso). Il film ebbe notevole fortuna nel campo cinematografico americano e anglofono in generale (dove uscì col titolo di Chariot of the Gods) e nell'ambito russo per la partecipazione dello scrittore Aleksandr Kazancev, particolarmente popolare nell'ex URSS.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Cinema