Giovanni Muzzioli

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Autoritratto di Giovanni Muzzioli

Giovanni Muzzioli (Modena, 10 febbraio 1854Modena, 5 agosto 1894) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Andrea Muzzioli e Marianna Gilioli, Giovanni nacque a Modena dopo che la famiglia si era recentemente trasferita dalla vicina Castelvetro[1]. Appena terminati gli studi superiori, il quindicenne Muzzioli entrò nell'Accademia Atestina di Belle Arti di Modena, dove ebbe per insegnanti professori come Luigi Asioli, Antonio Simonazzi e Mario Di Scovolo.[2]

La formazione e l'attività artistica[modifica | modifica wikitesto]

Vinto il concorso Luigi Poletti con un quadro storico intitolato Torquato Tasso all'Ospedale di S. Anna[3], nel 1873 Muzzioli ricevette la relativa pensione quadriennale[1] e si recò a Roma nell'Accademia di San Luca, per studiare e perfezionarsi cominciando una vita indipendente fatta di grande operosità e duri sacrifici.

Giovanni Muzzioli, Torquato Tasso nell'ospedale di Sant'Anna, olio su tela, 1872, esposto in Palazzo Comunale (Modena)

Nella capitale ricevette l'insegnamento del Podesti e del Coghetti. È di questo periodo la sua prima opera che egli mandò a Modena come saggio di operatività per la Pensione: l'Abramo e Sara alla corte del Faraone (1875), attualmente visibile nel corridoio d'ingresso di Palazzo Comunale di Modena insieme ad altri Premi Poletti.

Giovanni Muzzioli, Poppea con Nerone che fa portare a se innanzi la testa di Ottavia, olio su tela, 1876, esposto in Palazzo Comunale (Modena)

In generale si può affermare che egli trattò egregiamente la cosiddetta pittura di genere, relativa all'epoca romana e spesso si soffermò nella cura dei dettagli e del paesaggio archeologico.

Nel 1875 il Muzzioli decise di trasferirsi a Firenze, prendendo in affitto un piccolo studio nella periferia della città, lungo il fiume Mugnone. Fu proprio nel capoluogo toscano che, tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, iniziò il periodo di maggiore attività del pittore, caratterizzata fin dal nascere dai più ambiti riconoscimenti ufficiali.

Tra i vari incarichi che egli ricevette fece parte per ben due volte, dietro designazione degli artisti di tutta Italia, della Giunta Superiore di Belle Arti. Nell'esposizione del 1881 conseguì il "Premio Cantù" con l'opera Tempio di Bacco.

Nel 1888 il pittore presentò a Bologna, all'Esposizione Emiliana, I funerali di Britannico, quadro che suscitò le lodi senza riserve della scrittrice Matilde Serao, la quale, in un articolo apparso sul "Corriere di Napoli", sottolineò la capacità dell'autore di creare personaggi di alta concentrazione espressiva, in grado di risvegliare emozioni e viva partecipazione da parte degli spettatori.

Muzzioli fu incaricato dal Ministero dell'Istruzione di far parte della Commissione per gli acquisti della Galleria Nazionale d'arte moderna di Roma all'Esposizione nazionale di Milano nel 1894, quando, fermandosi a Modena, nel viaggio di ritorno, fu colto dalla morte.

Fu commemorato solennemente nella città natale, il 1º novembre dello stesso anno. Il discorso funebre fu tenuto dallo storico e critico d'arte Adolfo Venturi.

Per l'occasione venne allestita anche una mostra retrospettiva, dove figurarono ben 141 delle sue opere tanto famose e celebrate.[4]

Tra le opere di maggiore rilievo troviamo: Poppea con Nerone che fa portare a se innanzi la testa di Ottavia, saggio di terzo anno per il pensionato Poletti esposto a Modena in Palazzo Comunale; Offerta Nuziale, al Museo Revoltella di Trieste; Baccanale, premiato all'Esposizione Universale di Parigi nel 1889; Idillio e Paesaggio, conservato al Museo Civico di Modena.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Alberto Barbieri, A regola d'arte, Modena, Mucchi Editore, 2008, p. 208, ISBN 978-88-7000-469-4.
  2. ^ Un grande pittore modenese del 1800: Giovanni Muzzioli, su cittadini.monet.modena.it (archiviato dall'url originale il 18 giugno 2012).
  3. ^ Il riferimento dell'opera è all'ex Ospedale Sant'anna di Ferrara, demolito nel XX secolo, dove il Tasso fu internato nel 1579.
  4. ^ Graziella Martinelli Braglia, Giovanni Muzzioli (1854-1894): il vero, la storia e la finzione, Allemandi.
  5. ^ Luciana Frigieri Leonelli, Pittori modenesi dell'Ottocento, Cassa di Risparmio di Modena - Poligrafico Artioli.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Graziella Martinelli Braglia, Giovanni Muzzioli, in G. Guandalini (a cura di), La raccolta d'arte della Provincia di Modena, Modena 1990.
  • Luciana Frigieri Leonelli, Pittori modenesi dell'Ottocento, Modena 1986.
  • Enrica Pagella e Luciano Rivi, Modena Ottocento e Novecento. Giovanni Muzzioli, Modena 1991.
  • Corrado Ricci, Catalogo d'opere di Giovanni Muzzioli Modena, 1895.
  • Alberto Barbieri, A regola d'arte, Modena 2008.
  • Francesca Franco, MUZZIOLI, Giovanni, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 77, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2012. URL consultato il 15 dicembre 2015.
  • Tomas Fiorini, Francesca Piccinini, Luciano Rivi (a cura di), Dipinti dell'Ottocento e del Novecento, Modena 2013.

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