Giovanni Ciriote Geometra

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Giovanni Geometra)
Jump to navigation Jump to search

Giovanni Ciriote Geometra (‛Ιωάννης Κυριώτης Γεωμέτρης) (Costantinopoli (?), 935 circa – Costantinopoli (?), 1000 circa) è stato un poeta, retore e teologo bizantino, vissuto nella seconda metà del X secolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di nobile famiglia costantinopolitana, fu discepolo del matematico Niceforo. Tradizionalmente fu identificato con Giovanni, metropolita di Melitene, che fu pure poeta, ma la critica più recente rigetta questa identificazione e lo ritiene invece un soldato. In un suo scritto si attribuisce il titolo di protospatario. In ogni caso, dopo la sua carriera, si ritirò a vita monastica nel monastero di Τὰ Κύρου, fatto da cui proviene il soprannome di Ciriote. Più dibattuta è l'origine dell'altro soprannome, Geometra: visto che nelle sue opere non si manifesta nessun interesse per la geometria, si pensa che il soprannome si riferisca alla sua formazione sotto la guida di Niceforo.[1]

Poiché una delle sue poesie risale al 996997, si pensa che Giovanni Geometra sia morto attorno all'anno 1000.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Come poeta ebbe una produzione abbastanza varia, prevalentemente di soggetto sacro.

Si ricordano gli Inni alla Vergine, in distici elegiaci; una parafrasi giambica dei Cantici della Sacra Scrittura; un encomio di San Pantaleone, in 1042 trimetri giambici; il poemetto ascetico "Il Paradiso" (᾿Ο Παράδεισος), edito a Venezia nel 1563, in 99 tetrastici di metro eroico-elegiaco; poesie varie ed epigrammi; orazioni sacre, fra cui il panegirico di san Gregorio Nazianzeno; opuscoli retorici, fra cui un elogio della quercia e descrizioni naturalistiche;[2] commenti a orazioni di San Gregorio Nazianzeno, ad Aftonio e ad Ernogene. Notevoli, fra le poesie sui fatti e sui protagonisti della sua epoca, quelle sulla morte di Niceforo Foca, l'eroe preferito dall'autore, e di Giovanni Zimisce, sulle rivolte di Barda Sclero e Barda Foca, sulle guerre con i Bulgari e con i Saraceni. Imitò Gregorio Nazianzeno: in poesie indirizzate "a sé stesso" espresse i suoi sentimenti religiosi e gli affanni della vita. Negli epigrammi, accanto a santi e padri della chiesa, celebra anche autori pagani.

Oltre a queste opere, contenute in un manoscritto parigino del XIII secolo,[3] nei manoscritti bizantini si trovano numerose altre opere che possono essere attribuite a Giovanni Geometra.

Le sue poesie furono edite da John Antony Cramer,[4] e raccolte, con altre opere, dal Migne.[5] Leon Sternbach ha pubblicato l'edizione critica dell'encomio di San Pantaleone.[6] Un'edizione completa delle sue opere fu iniziata da Jan Sajdak con gli Hymni in SS. Deiparam.[7] Un'edizione rivista con traduzione in francese si deve a Émilie Marlène van Opstall.[8]

Nel 2019, Anazula Benia ha prodotto l'edizione critica dell'omelia sulla Dormizione[9] della Vergine.[10]

Studioso di Giovanni Geometra fu Pietro Tacchi Venturi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ GIOVANNI Ciriote Geometra in "Enciclopedia Italiana", su treccani.it. URL consultato il 15 febbraio 2022.
  2. ^ Tra gli opuscoli retorici si ricorda la 'Descrizione di un giardino di Costantinopoli' (De horto encomium o anche Declamatio de horto), tramandata dal ms. Paris, BNF, Suppl. gr. 352 (XIII sec.), ff. 152v-153v [P], e dall'importante miscellanea bizantina Oxford, Bodleian Library, Barocci 25 (XIV sec.), 289r-291r [B]. Il testo si trova in A. R. Littlewood, The Progymnasmata of John Geometres, Amsterdam, 1972, pp. 7ss.; una riedizione del testo con traduzione italiana e osservazioni critiche è proposta in C. M. Mazzucchi, Giovanni Geometra. La descrizione di un giardino di Costantinopoli, in Miscellanea Graecolatina, IV, a cura di S. Costa e F. Gallo, Milano-Roma, 2017, pp. 115-128.
  3. ^ Par. suppl. gr. 352.
  4. ^ J. A. Cramer, Anecdota Parisiensia, IV, Oxford, 1841, pp. 218-303
  5. ^ Migne, Patrologia Graeca, CVI, coll. 805-1002.
  6. ^ L. Sternbach, in Dissertationes philologicae academiae Cracoviensis, XVI (1892), pp. 218-303
  7. ^ Analecta Byzantina Societatis litterariae Posnaniensis, I, Poznań, 1931.
  8. ^ (FR) Émilie Marlène van Opstall, Jean Géomètre: Poèmes en Hexamètres et en Distiques Elégiaques, BRILL, 2008 DOI10.1163/ej.9789004164444.I-606, ISBN 9789047432586
  9. ^ Con "Dormizione" (κοίμησις) la Chiesa ortodossa indica l'assunzione di Maria.
  10. ^ (EL) Ανεζούλα του Βασίλειος Μπένια, Ιωάννη Γεωμέτρη εξόδιος ή προπεμπτήριος εις την Κοίμησιν της υπερενδόξου Δεσποίνης ημών Θεοτόκου: πρώτη έκδοση και μελέτη του κειμένου, Atene, Εθνικό και Καποδιστριακό Πανεπιστήμιο Αθηνών (ΕΚΠΑ), 2019, DOI:10.12681/eadd/46340.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN92289824 · ISNI (EN0000 0000 9831 7735 · BAV 495/2687 · LCCN (ENnr98012577 · BNF (FRcb12807512w (data) · J9U (ENHE987007320352305171 (topic) · WorldCat Identities (ENlccn-nr98012577