Giovanni Eudes

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San Giovanni Eudes
JeanEudes.png
Ritratto del santo

Sacerdote

Nascita Ri, 14 novembre 1601
Morte Caen, 19 agosto 1680
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 25 aprile 1909
Canonizzazione 31 maggio 1925
Ricorrenza 19 agosto

Giovanni Eudes, in francese Jean Eudes (Ri, 14 novembre 1601Caen, 19 agosto 1680), è stato un religioso francese, propagatore della devozione ai Sacri Cuori, fondatore della Congregazione di Gesù e Maria (Eudisti), dell'Ordine di Nostra Signora della Carità del Rifugio e della Società del Cuore della Madre Ammirabile. Nel 1925 è stato proclamato santo da papa Pio XI.

Compose due Messali per la devozione ai due Sacri Cuori, diffusi già quando era ancora in vita. Divenne un celebre evangelizzatore in tutta la Francia, comprese Parigi e Versailles alla corte del Re Sole, ricercato predicatore e confessore[1].

Autore prolifico, avversò l'eresia giansenista con pieno sostegno al papato, contrapponendo alla centralità del reverenziale timore di Dio, il calore dell'amore divino dei Sacri Cuori.[2][3]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di origine contadina, studiò presso il collegio gesuita di Caen e, il 25 marzo 1623, entrò a far parte della Congregazione dell'Oratorio: venne ordinato sacerdote il 20 dicembre 1625; discepolo del cardinale Pierre de Bérulle, iniziò la sua attività pastorale dedicandosi alla cura degli appestati e alle missioni popolari, guadagnandosi la fama di grande predicatore.

Fondò nel 1641 la Congregazione di Nostra Signora della Carità del Rifugio, un istituto religioso femminile destinato al recupero delle prostitute in cerca di redenzione: l'Ordine ottenne l'approvazione di papa Alessandro VII il 2 gennaio 1666.

Con l'approvazione del cardinale Richelieu, nel 1643 Giovanni Eudes abbandonò l'Oratorio e decise di dedicarsi alla formazione del clero secondo i dettami del Concilio di Trento: a tale scopo, il 25 marzo 1643 fondò a Caen la Congregazione di Gesù e Maria, una società di vita apostolica destinata particolarmente alla direzione dei seminari e alle missioni parrocchiali; nel 1674, la congregazione ottenne la particolare protezione di papa Clemente X.

Si fece promotore e diffusore della devozione ai Sacri cuori (in onore dei quali nel 1637 scrisse il libello La vita e il regno di Gesù) e compose l'ufficio liturgico delle messe per le feste del Cuore Immacolato di Maria (celebrata per la prima volta nel 1648) e del Sacro Cuore di Gesù (1672).

Spiritualità[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni Eudes ammaestrava sull'unità mistica dei Sacri Cuori di Gesù Cristo Dio, e di Maria Vergine:

« Non devi mai separare ciò che Dio ha così perfettamente unito. Gesù e Maria sono così intimamente legati l'uno con l'altro che chi vede Gesù guarda Maria; chi ama Gesù, ama Maria; chi ha la devozione per Gesù, ha la devozione per Maria. »

Tuttavia, non c'è nessuna deificazione di Maria. Il più insistente insegnamento è stato quello della centralità di Gesù Cristo Dio nella devozione al Sacro Cuore.

Esiste anche una devozione popolare, forse meno nota e valorizzata, al Sacro Cuore Castissimo di Giuseppe (o anche Sacro Cuore di Giuseppe, Castissimo Sposo), cui sono dedicate anche delle Litanie.
Ciò completa la devozione ai Tre Sacri Cuori che compongono la Sacra Famiglia di Nazareth, e secondo il tradizionale ordine della preghiera: Dio, iperdulia mariana, protodulia a San Giuseppe.

Dottore della Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

L'idea di avere San Giovanni Eudes inserito nel ristretto novero dei Dottori della Chiesa è stata proposta per la prima volta intorno alla seconda guerra mondiale, anche se il conflitto e poi il corso del Concilio Vaticano II causarono la sospensione di questo percorso.

Tuttavia, nel gennaio 2012 l'Assemblea Generale degli Eudisti ammise che era giunto il momento opportuno per riprendere quel cammino di fede, dal punto in cui era rimasto interrotto. Nel corso del 2014-15 le conferenze episcopali di Francia, Messico, Venezuela, Ecuador, Benin, Honduras e Colombia hanno dato il loro pieno appoggio a questa proposta. La sessione plenaria della conferenza episcopale francese dell'8 novembre 2014 ha confermato il sostegno alla causa che vuole Eudes come Dottore della Chiesa. Il 3 dicembre 2016 Camilo Bernal Hadad, allora Superiore Generale degli Eudisti, e Luc Crépy,vescovo di Le Puy-en-Velay, si incontrarono con Papa Francesco per discutere l'idea.

I responsabili di questo procedimento canonico erano impegnati nella raccolta delle prove e ragioni necessarie per sostenere la proposta, stese in un dossier, il Positio (super Virtutibus), che nell'aprile 2017 hanno sottoposto all'esame valutativo della Congregazione delle cause dei Santi.

Durante la catechesi del 19 Agosto 2009, papa Benedetto XVI ha lodato Eudes come un "instancabile apostolo della devozione dei Sacri cuori", soottolineando che Eudes è stato un esempio per i sacerdoti proprio durante l'anno sacerdotale. Il Papa ha continuato a descrivere Eudes per lo "zelo apostolico" speso nella formazione dei seminaristi in sacerdoti, nonché per il fatto che Eudes è stato un modello per l'evangelizzazione e per la testimonianza dell' "amore per il cuore di Cristo e per il cuore di Maria".[4]

Il culto[modifica | modifica wikitesto]

È stato dichiarato beato da papa Pio X il 25 aprile 1909: papa Pio XI lo ha canonizzato il 31 maggio 1925.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Amouriaux Jean-Michel, Milcent Paul, San Giovanni Eudes. Attraverso i suoi scritti, San Paolo Edizioni, 2001.
  • Alberto Macchi, Pompeo Batoni e il Sacro Cuore di Gesù (Prefazione di P. Casimiro Przydatek S.J.), Roma, Colosseo Editore, 2006 (Note).

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN49196870 · ISNI: (EN0000 0001 2101 1778 · LCCN: (ENn79144719 · GND: (DE11868258X · BNF: (FRcb119087074 (data) · CERL: cnp00584822
  1. ^ Jesus Living in Mary: Handbook of the Spirituality of Saint Louis de Montfort, su ewtn.com, 1994.
  2. ^ Our Founder Speaks..., The Eudist Fathers in the Philippines.
  3. ^ Fr. Don Miller, O.F.M., Saint John Eudes, Franciscan Media.
  4. ^ Benedict XVI - General Audience, Holy See, 19 agosto 2009.