Giovane malato

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Giovane malato
Accademia - Ritratto di giovane gentiluomo nel suo studio - Lorenzo Lotto cat.912.jpg
Autore Lorenzo Lotto
Data 1530 circa
Tecnica olio su tela
Dimensioni 98×111 cm
Ubicazione Gallerie dell'Accademia, Venezia

Il Giovane malato è un dipinto a olio su tela (98x111 cm) di Lorenzo Lotto, databile al 1530 circa e conservato nelle Gallerie dell'Accademia di Venezia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'opera è nota appena dal 1930, anno in cui entrò nel museo veneziano proveniente da una collezione privata. Viene riferita all'inizio del periodo veneziano dell'artista, quando Lotto lavorava per diversi committenti privati.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

L'identità dell'effigiato è ignota e, nonostante le varie ipotesi non si è giunti ad alcuna soluzione condivisa. L'uomo è ritratto in piedi, appoggiato a un tavolo col gomito sinistro, con una veste nera da aristocratico, con una camicia bianca sottostante dalle ampie maniche con polsini ricamati. Si trova in una stanza poco illuminata, nonostante la finestra a sinistra, e vi si vedono alcuni oggetti il cui valore simbolico doveva richiamare la personalità dell'effigiato, i suoi interessi e, molto probabilmente, anche il suo nome.

Appesi si vedono un corno da caccia, un liuto e un uccello morto, forse simboli dei piaceri mondani (la caccia e la musica), ai quali l'uomo volta le spalle. Sul tavolo in particolare si trovano un grosso libro che l'uomo sfoglia, una lettera semiaperta e altre due chiuse, un telo azzurro bordato di frange, un bacile, una lucertola, i petali di una rosa ecc. La lucertola, posta nel vivo della luce che proviene da davanti, era un simbolo della vita virtuosa di chi ricerca la luce, quindi Dio, ma anche di sangue freddo (cioè distacco dalla passioni), e del cambiamento spirituale. Il fiore sfogliato è forse simbolo di una delusione d'amore o, secondo l'interpretazione più corrente, di una malattia che avrebbe turbato la giovinezza dell'uomo, magari la melanconia, come farebbe pensare anche il viso emaciato.

Rispetto ad altre opere dell'epoca, come il Ritratto di Andrea Odoni, il dipinto mostra un maggiore affrancamento dai modi di Tiziano, attraverso una più curata definizione di contorni e dettagli.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Pirovano, Lotto, Electa, Milano 2002. ISBN 88-435-7550-3
  • Roberta D'Adda, Lotto, Skira, Milano 2004.
  • Mauro Zanchi, Lotto. I simboli, Giunti, Firenze 2011. ISBN 88-09-76478-1

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