Ritratto di gentiluomo con zampino di leone

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Ritratto di Leonino Brembati
Lorenzo Lotto 049.jpg
Autore Lorenzo Lotto
Data 1524-25 circa
Tecnica olio su tela
Dimensioni 95,5×69,5 cm
Ubicazione Kunsthistorisches Museum, Vienna

Il Ritratto di Leonino Brembati è un dipinto a olio su tela (95,5x69,5 cm) di Lorenzo Lotto, databile al 1524-25 circa e conservato nel Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'opera è nota dal 1679 quando si trovava elencata nell'inventario delle collezioni dell'arciduca Leopoldo Guglielmo. La tela venne realizzata intorno al 1524-25.

Descrizione e stile[modifica | modifica wikitesto]

Sullo sfondo di un tendaggio rosso e uno verde, un gentiluomo, vestito di un sontuoso robone nero con guarnizioni di pelliccia, sta in piedi, porta una mano al petto e con l'altra mostra allo spettatore uno zampino leonino dorato. La posa leggermente di tre quarti, l'inquadratura fino al ginocchio, l'abito scuro, rimandano alla ritrattistica di Tiziano, senz'altro l'artista allora più influente a Venezia.

Il significato simbolico dello zampino è un tipico calembour lottesco - si pensi ad esempio ai "tre visi" dell'orefice trevigiano - che identifica il personaggio come Leonino Brembati, marito peraltro di quella Lucina Brembati, il cui ritratto oggi all'Accademia Carrara presenta l'ennesimo gioco di parole visivo del pittore: sulla luna sono inserite le lettere "ci" in una sorta di rebus che va sciolto chiaramente in "lu(ci)na". I due ritratti presentano un'ulteriore prova a conferma dell'identificazione: sulle dita dei due nobili bergamaschi compare l'anello con lo stemma di famiglia, troncato bianco e nero con una banda rossa, ancora ben visibile nell'opera di Bergamo, e ravvisabile ormai solo in antiche foto su quella di Vienna[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ vedi: http://servizi.ct2.it/ssl/wiki/index.php?title=Leonino_Brembati

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Pirovano, Lotto, Electa, Milano 2002. ISBN 88-435-7550-3
  • Roberta D'Adda, Lotto, Skira, Milano 2004.

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