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Ghardaïa

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Ghardaïa
comune
ولاية غرداية
Ghardaïa – Veduta
Localizzazione
Stato Algeria Algeria
Provincia Ghardaïa
Distretto Ghardaïa
Territorio
Coordinate 32°29′N 3°40′E / 32.483333°N 3.666667°E32.483333; 3.666667 (Ghardaïa)Coordinate: 32°29′N 3°40′E / 32.483333°N 3.666667°E32.483333; 3.666667 (Ghardaïa)
Altitudine 572 m s.l.m.
Superficie 590 km²
Abitanti 104 645 (2005)
Densità 177,36 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 47000
Fuso orario UTC+1
Cartografia
Mappa di localizzazione: Algeria
Ghardaïa
Ghardaïa

Ghardaïa (in arabo ولاية غرداية, in berbero Taγerdayt) è una città dell'Algeria, capoluogo della provincia omonima.

La città è il principale insediamento della valle dello Mzab, luogo di rifugio degli appartenenti alla setta islamica degli Ibaditi dopo il crollo del regno di Tahert; conserva ancora oggi gran parte della sua architettura medievale, parte della quale è stata dichiarata Patrimonio dell'umanità UNESCO.

Ghardaïa (Arabic: عارداية‎‎, Mzab-Berber: taƔerdayt, Taɣerdayt,) è la capitale della provincia di Ghardaïa, Algeria. Il comune di Ghardaïa ha una popolazione di 93.423 secondo il censimento del 2008, da 87.599 nel 1998, con un tasso di crescita annuo del 0,7%. Si trova nella Algeria centro-settentrionale, nel deserto del Sahara e sorge lungo la riva sinistra del Wadi Mzab. La valle M'zab nella Provincia (Wilaya) Ghardaïa è stata inserita nel Patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 1982, come un bene culturale valutato in base ai criteri II (per il suo insediamento che colpisce urbanistica fino al nostro secolo), III (per i suoi valori culturali ibaditi) e V (una cultura insediamento che si è presrvata dino al secolo attuale).

Ghardaïa fa parte di una Pentapoli ed è una città collinare circondata dalle altre quattro. Venne costruita quasi mille anni fa nella valle di M'Zab dal Mozabiti, facenti parte della setta musulmana ibadita composta da musulmani non arabi, tra cui molti berberi. Si tratta di un importante centro di produzione di datteri e di fabbricazione di tappeti e tessuti. È una città fortificata suddivisa in tre settori circondati da mura. Al centro è la zona storica mazabita, con una moschea dal minareto piramidale ed una piazza con portici. Notevoli le case bianche, rosa e rosso, costruite con sabbia, argilla e gesso, caratterizzate da tetti a terrazza e porticati. Nel suo libro pubblicato nel 1963, “La force des choses“ (la forza delle cose) la filosofa esistenzialista francese Simone de Beauvoir ha descritto Ghardaïa come "un dipinto cubista splendidamente costruito".

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