Gas di petrolio liquefatto

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Il GPL è incolore ed è usato anche nei comuni accendini

Il gas di petrolio liquefatto, comunemente ma erroneamente indicato anche come gas propano liquido (essendo il propano il suo principale, ma non unico, componente), in sigla GPL, è una miscela di idrocarburi alcani a basso peso molecolare[1]. Il GPL è trasportato con autocisterna su strada, ferrocisterna su ferrovia, e gasiera via mare.

La miscela è composta principalmente da propano e butano, con occasionale presenza di piccole quantità di etano o di idrocarburi non saturi, come, ad esempio, etilene e butilene.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il GPL ha questo nome perché i componenti a temperatura ambiente e a pressione atmosferica sono allo stato gassoso: vengono liquefatti mediante compressione a pressioni relativamente modeste, comprese tra 2 e 8 bar, per ridurre l'ingombro e rendere più economico il trasporto. Il vantaggio che si ottiene è rendere la densità della miscela circa 250 volte la sua densità allo stato gassoso, riducendo così il volume a parità di massa (e quindi di energia producibile): questa logica rende possibile l'utilizzo di contenitori a pressione di dimensioni relativamente limitate. Per fare un esempio, una bombola da 40 litri di metano contiene circa 6 kg di gas, compresso a oltre 20 MPa (200 bar); una bombola di pari volume con GPL ne contiene circa 20 kg; di conseguenza l'energia fornibile è circa 3 volte superiore.

Il GPL è un combustibile facilmente reperibile, a basso impatto ambientale e con un'elevata resa energetica e calorifica. Esso è estremamente infiammabile, ma non è tossico.

Il GPL è considerato in genere come una fonte energetica tra le più pulite, poiché non inquina il suolo, l'acqua e le falde acquifere. Grazie a un basso contenuto di zolfo e a una combustione completa, con modeste quantità di residui, contribuisce a ridurre l'impatto ambientale determinato dall'inquinamento derivante dalla sua combustione, favorendo una migliore qualità dell'aria e una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra.

Composizione chimica[modifica | modifica sorgente]

La composizione del GPL non è definita esattamente, infatti le specifiche di fornitura danno delle tolleranze su composizione e densità, per il propano commerciale la densità è compresa tra 505 e 530 kg/m3 con un potere calorifico che non deve essere inferiore a 10.950 kcal/kg (o 45,8 MJ/kg), con un contenuto di zolfo massimo di 50 ppm.
I componenti sono compresi tra C3 e C4, con una limitata presenza di pentano (solo nei GPL provenienti da raffineria). I componenti sono quindi scelti tra butano, propano e pentano, essendo il propano il componente principale.

Data l'elevatissima purezza degli alcani impiegati, che derivano normalmente da processi di cracking catalitico e successive distillazioni, il GPL brucia integralmente producendo (se l'ossigenazione è sufficiente) CO2, H2O e NOx, lasciando pochissime scorie, analogamente agli alcani più leggeri, come il metano.

Usi[modifica | modifica sorgente]

Le familiari bombole di gas, in questo caso in un campeggio

Il GPL, per tutte le sue caratteristiche descritte, si presta molto bene a utilizzi di piccola e media combustione, come l'uso di cucina o del riscaldamento, in cui rappresenta l'unica alternativa valida al metano; infatti lo si riesce a distribuire con reti canalizzate in cui società fornitrici dello stesso riempiono i serbatoi installati a monte dell'impianto (detti comunemente satelliti) con autobotti e gestiscono i consumi pro-capite con l'applicazione di misuratori volumetrici (contatori).

Altro uso è nell'autotrazione individuale come l'automobile (in rari casi anche su scooter, fino alla cilindrata di 155 cc[2]) in cui, nei motori a ciclo Otto è l'alternativa più valida alla benzina, avendo potere calorifico maggiore del metano a parità di peso immesso (anche se però il metano inquina meno), senza i problemi di corrosione che sono dati da metanolo ed etanolo.

Per queste sue proprietà, il GPL ha assunto una rilevante valenza economica con moltissimi addetti impiegati nelle fasi a valle della raffinazione - imbottigliamento, distribuzione, produzione di serbatoi e valvole.

Trova utilizzo in svariati ambiti, tra cui quello domestico, per cucinare e riscaldare, industriale e agricolo, dove viene utilizzato principalmente per l'essiccazione delle coltivazioni e il riscaldamento delle serre e degli allevamenti. In ambito industriale trova largo impiego nel settore della climatizzazione, del condizionamento e nella produzione di energia.

Il GPL è il combustibile che, attraverso reti canalizzate, serbatoi e bombole a differente capacità, sostituisce il gas naturale nelle zone rurali e nei piccoli centri urbani non raggiunti dai gasdotti. Inoltre rappresenta la soluzione ideale per cucinare e riscaldare nelle case di villeggiatura e in campeggio.

Odore caratteristico[modifica | modifica sorgente]

Il GPL è di per sé inodore e viene odorizzato con etantiolo, che gli conferisce un odore forte e acre, in modo che possano essere avvertite eventuali perdite anche senza l'apposita strumentazione (Standard internazionale EN 589; Legge 6 dicembre 1971 n. 1083 - D.M. 7 giugno 1973 - Norma UNI-CIG 7133 edizione dicembre 1994). Oltre a essere inodore, il GPL è anche incolore: per questo la legge obbliga le raffinerie o similari all'aggiunta di un colorante giallo, oltre all'odorizzante.

Sicurezza[modifica | modifica sorgente]

Il GPL allo stato gassoso ha una densità superiore a quella dell'aria e ciò gli impedisce di diffondersi nell'atmosfera; in caso di fuoriuscite accidentali tende a concentrarsi ristagnando al suolo e nelle cavità, causando situazioni di accumulo molto pericolose, a rischio di incendio. Per questo, in passato, agli autoveicoli con bombole di GPL era vietato (in Italia) il parcheggio sotterraneo o al chiuso (nelle navi, per esempio), e tuttora è in genere vietato il parcheggio su piani inferiori al primo interrato.

Incidente ferroviario di Viareggio (2009)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Incidente ferroviario di Viareggio.

Il 29 giugno 2009 un treno merci che trasportava GPL è deragliato presso la stazione di Viareggio[3]; il fasciame di una ferrocisterna si è rotto a seguito del suo ribaltamento e il GPL è fuoriuscito, concentrandosi in forma di gas prima intorno al punto di uscita, poi, sospinto dal vento, per le strade della città causando quindi un'esplosione. 32 persone sono morte e circa 50 hanno riportato ferite estremamente gravi.

Normativa italiana[modifica | modifica sorgente]

A seconda del tipo d'impianto utilizzato per auto-trazione e della normativa a cui risponde il veicolo ha determinati vincoli d'utilizzo:

Parcheggio[modifica | modifica sorgente]

Gli impianti GPL di costruzione successiva al 2002, che rispondono alla Regolamento ECE/ONU 67/01, possono parcheggiare fino al primo piano interrato delle autorimesse, anche se comunicante con altro piano sottostante, mentre gli impianti GPL non dotati di sistema di sicurezza conforme al R. 67/01 (riconoscibili perché non hanno sulla carta di circolazione la dicitura "IMPIANTO DOTATO DI SISTEMI DI SICUREZZA ECE/ONU 67.01"), possono sostare nelle autorimesse soltanto nei piani fuori terra non comunicanti con piani interrati.

Autorimesse condominiali[modifica | modifica sorgente]

Secondo il Decreto 22 novembre 2002 del Ministro dell'interno: Disposizioni in materia di parcamento di autoveicoli alimentati a gas di petrolio liquefatto all'interno di autorimesse in relazione al sistema di sicurezza dell'impianto. (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 283 del 3 dicembre 2002) si decreta quanto segue:

Art. 1 - Parcamento di autoveicoli alimentati a gas di petrolio liquefatto all'interno di autorimesse in relazione
al sistema di sicurezza dell'impianto
1. Il parcamento degli autoveicoli alimentati a gas di petrolio liquefatto con impianto dotato di sistema di
sicurezza conforme al regolamento ECE/ONU 67-01 è consentito nei piani fuori terra ed al primo piano
interrato delle autorimesse, anche se organizzate su più piani interrati.
2. Le definizioni di piano interrato e di piano fuori terra sono riportate nel punto 1.1.1 dell'allegato al decreto
ministeriale 1º febbraio 1986, rispettivamente alla lettera a) ed al primo periodo della lettera b).
Art. 2 - Condizioni di sicurezza delle autorimesse
1. Le autorimesse di cui al precedente art. 1 sono conformi al decreto ministeriale 1º febbraio 1986. Nel caso
di autorimesse soggette ai controlli di prevenzione incendi è richiesto il rispetto delle procedure di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 12 gennaio 1998, n. 37.
2. All'ingresso dell'autorimessa è installata cartellonistica idonea a segnalare gli eventuali divieti derivanti
dalle limitazioni al parcamento di autoveicoli alimentati a gas di petrolio liquefatto di cui al precedente art. 1.
Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

È quindi possibile parcheggiare al primo piano interrato, anche se comunicante con i piani inferiori. I gestori delle rimesse devono però predisporre la segnaletica che indichi i vincoli cui sono soggette le auto a GPL. Contravvenire alle norme può costare molto caro: nella improbabile ipotesi di un incendio, i danni resterebbero a carico dell'automobilista, perché a fronte di una violazione di legge sia l'assicurazione dell'auto sia quella della rimessa si rifiuterebbero di pagare. Le suddette autorimesse devono naturalmente essere conformi alle normative antincendio e vi deve essere installata una cartellonistica che segnali che il permesso di parcheggio per i veicoli alimentati a GPL è consentito solo al primo piano interrato mentre è vietato negli eventuali piani interrati successivi al primo. Alcuni parcheggi hanno riservato appositi spazi per i suddetti veicoli a evitare che tutti i posti al primo piano interrato siano occupati da vetture con altri sistemi di alimentazione.

In condominio[modifica | modifica sorgente]

Le norme sul parcheggio nelle rimesse si applicano anche ai box condominiali. Però, il regolamento di condominio può prevalere e vietare il parcheggio delle auto a gas (anche a metano). È sempre comunque possibile chiedere la modifica del regolamento, ma si deve raccogliere il consenso della maggioranza dei condomini.
Da notare che un condominio può anche fare un accordo in senso contrario, per vietare il parcheggio delle auto a metano, o anche altro, che limiti i diritti garantiti dalla legge (e non li espanda naturalmente), ma sempre con esplicita accettazione di tutte le parti.

Tunnel, gallerie, trafori[modifica | modifica sorgente]

Il transito di veicoli alimentati a GPL è consentito. In alcuni casi, come ad esempio nel Traforo del Monte Bianco, è necessario dichiararlo al momento del pagamento del pedaggio. In questo caso viene consegnata al conducente un'etichetta, che deve essere esposta sul parabrezza durante il transito, senza costi aggiuntivi[4]. Il transito di veicoli alimentati a GPL non è ammesso nel Tunnel della Manica (Eurotunnel)[5].

Trasporto di veicoli alimentati a GPL[modifica | modifica sorgente]

I veicoli con impianto a GPL, nel caso di trasporto via mare con traghetti, vanno dichiarati al momento della prenotazione del viaggio; è inoltre importante informare gli ufficiali addetti all'imbarco dei mezzi, che provvederanno a collocare il veicolo in un luogo riservato alle autovetture con impianti a GPL.

Durata delle bombole[modifica | modifica sorgente]

Il serbatoio contenente GPL per auto-trazione deve essere sostituito dopo 10 anni dalla data di collaudo e le operazioni di smontaggio, rimontaggio e collaudo devono essere eseguite da un'officina autorizzata, dove verrà installato (secondo richiesta delle norme vigenti) un serbatoio con apparati di sicurezza rispondenti al Regolamento ECE/ONU 67-01 e di conseguenza la vettura sarà abilitata a parcheggiare anche al primo piano interrato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ GPL (Gas di petrolio liquefatto)
  2. ^ Lovato: scooter a GPL
  3. ^ News da sito RFI
  4. ^ Tmb - Faq
  5. ^ LPG and gas transport

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]