Franco Ionta

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Franco Ionta (Casale Monferrato, 9 novembre 1950) è un magistrato italiano esperto di terrorismo, dal 2008 al 2012 è stato direttore del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.

Entrato in magistratura nel 1976, dal 1977 è stato sostituto procuratore a Nuoro e dal 1983 a Roma, dove indaga su casi giudiziari con riflessi internazionali (organizzazione Gladio, apparato paramilitare del PCI[1], Crisi di Sigonella[2], omicidi di Ilaria Alpi[3] e di Nicola Calipari[4]).

Nel 1998 sostiene l'accusa contro Hashi Omar Hassan chiedendone la condanna all'ergastolo per l'omicidio di Ilaria Alpi. Il cittadino somalo, ingiustamente accusato da un teste inattendibile [5], viene condannato in Appello a 26 anni, dopo essere stato assolto in primo grado. Hassan sarà definitivamente scagionato in seguito alla revisione del processo, dovuta a un'inchiesta della giornalista di Rai 3 Chiara Cazzaniga, che riesce a contattare in breve tempo un teste giudicato per anni come irreperibile dalla Procura; rilasciato dopo 17 anni di ingiusta detenzione, Hashi Omar Hassan è risarcito con oltre 3 milioni di Euro dallo Stato Italiano.

Diviene magistrato di Cassazione e dal 27 luglio 2007 è stato Procuratore aggiunto a Roma, dove ha coordinato indagini di terrorismo[6] (omicidi di Aldo Moro[2] e Massimo D'Antona[7]).

Dal 2008 al 2012 è stato Capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.

Dal 2012 il nuovo Capo della Procura di Roma Giuseppe Pignatone lo incarica delle indagini su immigrazione clandestina e prostituzione, nonché di guidare l'Ufficio esecuzione delle pene.[8]

Intervistato nel 2019, dichiara che “i giudici non debbano esprimersi pubblicamente sulle inchieste di cui sono titolari”.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Capo del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria Successore
Ettore Ferrara 2008 - 2012 Giovanni Tamburino