Francesco Cucchi

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Francesco Cucchi
Francesco Cucchi statua a Bergamo.jpg

Senatore del Regno d'Italia
Legislature XVIII
Sito istituzionale

Deputato del Regno d'Italia
Legislature IX, X, XI, XII, XIII, XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
Sinistra costituzionale
Collegio Zogno (IX, X e XI), Sondrio (XII, XIII, XIV, XV, XVI e XVII)
Sito istituzionale

Dati generali
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione avvocato, imprenditore
Francesco Cucchi
17 dicembre 1834 – 2 ottobre 1913
Nato a Bergamo
Morto a Roma
Dati militari
Paese servito Flag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Regno di Sardegna
Italia Regno d'Italia
Forza armata Flag of the Kingdom of Sardinia (1848-1851).svg Esercito piemontese
Italia Regio esercito
Arma Esercito
Corpo Cacciatori delle Alpi
Anni di servizio 1859 - 1870
Grado Maggiore
Comandanti Nino Bixio
Guerre Seconda guerra d'indipendenza italiana
Terza guerra d'indipendenza italiana
Battaglie Battaglia di Varese
Battaglia di San Fermo
Battaglia della Bazzecca
Presa di Roma
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Francesco Cucchi (Bergamo, 17 dicembre 1834Roma, 2 ottobre 1913) è stato un patriota e politico italiano.

Fu senatore del Regno d'Italia nella XVIII legislatura, fratello di Luigi Cucchi, già sindaco di Bergamo e deputato del Regno.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Cucchi si distinse fin da giovane per il suo fervido patriottismo, tanto da arruolarsi nel 1859 nei cacciatori delle Alpi, al seguito di Giuseppe Garibaldi.

Partecipò con entusiasmo alla Spedizione dei Mille durante la quale, con i concittadini Francesco Nullo e Gabriele Camozzi, si distinse per le gesta eroiche.

Quattro anni più tardi venne inviato nei territori irredenti dell'impero austriaco per fomentarvi rivolte. Nel 1866 partecipò alla terza guerra di indipendenza come ufficiale di stato maggiore nel Corpo Volontari Italiani di Giuseppe Garibaldi. Nel 1867 fu inviato in segreto da Garibaldi a Roma ma non riuscì a promuovere la sollevazione della città.

Una volta ottenuta l'unità d'Italia, partecipò attivamente alla vita politica del Regno d'Italia, tanto da essere eletto deputato al Parlamento italiano, con il partito radicale, per 27 anni; fu nominato senatore del Regno d'Italia il 10 ottobre 1892.

"Notissimo come Massone" secondo Giordano Gamberini[1].

Dopo la sua morte, avvenuta nella capitale nel 1913, la sua città natale gli dedicò un busto marmoreo, opera dello scultore milanese Attilio Prandoni, collocato nella parte principale della città bassa, nell'attuale piazza Matteotti, che fu inaugurato il 30 maggio 1920.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giordano Gamberini, Mille volti di massoni, Roma, Ed. Erasmo, 1975, p. 156.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare d'Italia
Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Per il valore dimostrato nella battaglia della Bazzecca»
Medaglia commemorativa delle campagne delle guerre d'indipendenza (5 barrette) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle campagne delle guerre d'indipendenza (5 barrette)
Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia a ricordo dell'Unità d'Italia

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