Fort Vaux

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Forte di Vaux
Fort Vaux
Piazzaforte di Verdun
Sistema Séré de Rivières
Verdun Festung Vaux.jpg
Il Forte di Vaux come si presenta oggi
Ubicazione
StatoFrancia Francia
Stato attualeFrancia Francia
RegioneBlason département fr Meuse.svg Mosa
CittàVaux-devant-Damloup
Coordinate49°11′59.78″N 5°28′11.91″E / 49.199939°N 5.469975°E49.199939; 5.469975Coordinate: 49°11′59.78″N 5°28′11.91″E / 49.199939°N 5.469975°E49.199939; 5.469975
Informazioni generali
TipoForte
Materialepietra, cemento e acciaio
Condizione attualeIn parte abbandonato, in parte reso visitabile in seguito ad opere di restauro
Proprietario attualecomune di Verdun
Visitabilesi
Informazioni militari
UtilizzatoreFrancia Francia
Funzione strategicaSistema integrato nella linea difensiva de Rivières, a difesa della città di Verdun.
Termine funzione strategica1918
Comandanti storiciSylvain-Eugene Raynal
OccupantiEsercito francese
Azioni di guerraBattaglia di Verdun
[senza fonte]
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Il Forte di Vaux, collocato presso Vaux-devant-Damloup sulla riva sinistra della Mosa a sud-est di Verdun, fu il secondo forte a cadere durante la battaglia di Verdun, dopo la cattura da parte dei tedeschi di Fort Douaumont.

La battaglia per il suo possesso ebbe luogo tra il 1° e il 7 giugno 1916. Il 1º giugno, sotto la copertura di un intenso tiro di artiglieria, quattro compagnie tedesche del 29º reggimento avanzano verso la fortificazione. I francesi si trincerano nei corridoi così si ha un'aspra lotta nei fossati del forte. Il 2 giugno i tedeschi, con l'utilizzo di lanciafiamme costringono i francesi a ritirarsi dalle casematte a nord mentre a nord-est riescono a penetrare nei corridoi che portano alle caserme inferiori. Subito si scatena una violenta lotta corpo a corpo con i francesi che costruiscono barricate con tutto ciò che capita sotto mano. Il caos regna nelle gallerie a causa delle loro limitate dimensioni (1,70 m. di altezza per 1,20 m. di larghezza), che impediscono di muoversi agevolmente, ma anche a causa del buio e del rimbombo delle esplosioni in superficie. Si lotta con le granate, con i lanciafiamme, con le baionette o anche a colpi di pala da trincea. Più di 600 soldati francesi sono stipati nella fortezza sotterranea. Il caldo è soffocante, la situazione già molto preoccupante, diventa catastrofica quando i serbatoi di acqua sono perforati a causa delle esplosioni sotterranee. A causa di ciò la sete attanaglia i difensori del forte. Tra il 4 e il 6 giugno, i tedeschi attaccarono le gallerie occidentali e riescono a spingere i difensori nelle profondità dei sotterranei, ma non riescono a prendere i bastioni. Alcuni soldati francesi riescono a fuggire attraverso un'apertura nel cemento, ma la maggior parte degli assediati continua la resistenza. Il 6 giugno viene tentata da parte francese una spedizione di soccorso che viene rapidamente fermata così i soldati assediati capiscono che possono contare solo su se stessi. Infine, il 7 giugno alle 06:00 il Maggiore Raynal con un gruppo di 250 sopravvissuti esausti, lividi ed affamati offre la resa ai tedeschi, dopo sei giorni di combattimenti terribili. I nemici rendono ai sopravvissuti gli onori militari per la loro eroica resistenza.[1]

La difesa del Forte di Vaux fu caratterizzata dall'eroismo e dallo spirito delle guarnigioni in esso presenti, comandate dal Maggiore Sylvain-Eugene Raynal. Sotto il suo comando, i francesi riuscirono a sopravvivere a numerosi assalti nemici, includendo attacchi in campo aperto e scontri in barricate tra i corridoi del forte (che fu il primo forte ad ospitare un combattimento all'interno del forte stesso). Il 7 giugno 1916 i difensori furono infine costretti alla resa che venne ottenuta dai tedeschi anche a causa della sopravvenuta scarsità di acqua potabile nel forte la quale era inquinata dalla presenza di molti cadaveri di soldati insepolti, i tal modo i francesi si trovarono a corto di risorse oltre che di munizioni, cure mediche e cibo. Raynal incoraggiò i suoi uomini con la nota frase «On ne vas pas se rendre si facilement!» («Non ci arrenderemo così facilmente!»); più volte egli cercò di inviare messaggi d'aiuto al comando principale attraverso i piccioni viaggiatori. Durante l'ultima comunicazione il maggiore Raynal scrisse «Questo è il mio ultimo piccione».

Al momento della cattura del Forte di Vaux, il principe ereditario tedesco presentò al maggiore Raynal la sua spada in segno di rispetto ed ai soldati venne concesso di tornare tra le proprie file. Il Forte di Vaux aveva molti tunnel collegati con altri forti nella regione e come tale i tedeschi dovettero battere profondamente l'area prima di farlo collassare. Il forte venne ricatturato dalle truppe francesi nel novembre del 1916, ma dopo questa riconquista non venne sottoposto a riparazioni se non per alcune parti minori. Così facendo ancora oggi i visitatori possono vedere i danni provocati dalla guerra sul forte anche se alcune fortificazioni interne sono state ricostruite per i turisti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ A.Horne, pag.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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