Forte Gazometro

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Forte Gazometro
Werk Scholl
Sistema difensivo di Verona
ForteGazometro.jpg
Le casematte e le postazioni di artiglieria sulla copertura terrapienata del forte
Ubicazione
StatoAustria Impero austriaco
Stato attualeItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
CittàVerona Verona Verona
Coordinate45°25′59.49″N 11°00′19.41″E / 45.433192°N 11.005392°E45.433192; 11.005392Coordinate: 45°25′59.49″N 11°00′19.41″E / 45.433192°N 11.005392°E45.433192; 11.005392
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Forte Gazometro
Informazioni generali
TipoForte
Costruzione1838-1839
Primo proprietarioEsercito imperiale austriaco
Demolizioneanni 1940
Proprietario attualedemolito
Informazioni militari
UtilizzatoreImpero austriaco
Regno d'Italia
Armamento7 cannoni
Presidio332 fanti
19 artiglieri
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Forte Gazometro o Forte Gasometro, originariamente chiamato Werk Scholl, è un forte austriaco di Verona, costruito tra il 1838 ed il 1839. Commissionato dal feldmaresciallo Radetzky, venne progettato dal maggiore generale Franz von Scholl: è stato demolito negli anni quaranta.

L'intitolazione a Franz von Scholl attesta la speciale importanza dell'opera, tuttavia, la sua funzione venne a cadere quando il profilo della campagna antistante venne turbato dalla costruzione dell'alto rilevato della strada ferrata Ferdinandea. Franz von Scholl è sepolto in un'urna marmorea all'interno del cimitero monumentale (tra l'altro la demolizione del forte è stata dovuta all'ingrandimento del cimitero).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La disposizione di un forte in questo settore non derivava dalla necessità di eliminare svantaggi tattici causati da posizioni dominanti, come per gli altri forti avanzati, ma dalla costruzione del nuovo cimitero davanti al Bastione di Campo Marzo, già iniziata all'avvio dei lavori di ripristino della cinta magistrale: poiché il nuovo edificio monumentale costituiva un ostacolo per le artiglierie dei difensori, si adottò la soluzione dell'opera distaccata, che proiettava l'azione difensiva nella campagna, immediatamente a sud del cimitero. Il forte agiva sulla bassura del Campo Marzo, delimitata dall'ansa dell'Adige. Le sue artiglierie battevano, dal fianco sinistro, verso est, la campagna fino al borgo di San Pancrazio. Il fianco destro batteva, sulla riva opposta del fiume, le bassure di Campo Matto (Basso Acquar), antistanti al Bastione di San Francesco.

Il Forte Gazometro è una variante della torre casamattata per artiglieria; è infatti una porzione di torre. In pianta segue il tracciato di un mezzo poligono irregolare. L'opera si elevava su due piani casamattati: il piano terra era destinato all'azione delle armi portatili, il piano superiore all'artiglieria. La copertura, protetta dal terrapieno, era dotata di un parapetto per la postazione dell'artiglieria a cielo aperto. Il fronte di gola, ad angolo saliente, era chiuso da un muro distaccato nel mezzo del quale era collocata la ridotta, a tracciato circolare composito. Verso l'esterno svolgeva l'azione di una caponiera, verso l'interno era provvisto di un duplice ordine di feritoie per fucilieri. Il fronte principale era avvolto dal fossato asciutto, ampliato sul fianco sinistro per dare spazio alla preparazione delle sortite, e dallo spalto, dotato di strada coperta per la difesa di fanteria. La denominazione italiana del forte deriva dal vicino impianto per la produzione del gas destinato all'illuminazione pubblica, costruito nel 1846.

Armamento[modifica | modifica wikitesto]

Riserve di munizioni: polveriera per 11.650 kg

Presidio di guerra[modifica | modifica wikitesto]

Presidio di emergenza: 600 uomini

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Il Quadrilatero: nella storia militare, politica, economica e sociale dell'Italia risorgimentale, Verona, Comune di Verona, 1967, ISBN non esistente.
  • Guido Barbetta, Le mura e le fortificazioni di Verona, Verona, Vita veronese, 1970, ISBN non esistente.
  • Gino Beltramini, Le strade di Verona entro la cinta muraria, Verona, Vita veronese, 1983, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, L'architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Edizioni B.P.V., 1988, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, Architettura a Verona dal periodo napoleonico all'età contemporanea, Verona, Edizioni B.P.V., 1994, ISBN non esistente.
  • Margherita Marvulli, Verona. La città e le fortificazioni, Roma, 2005, ISBN 978-8824011112.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]