Forte Sofia

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Forte Sofia
Werk Sofia
Sistema difensivo di Verona
ForteSofia.jpg
Il forte in una foto di fine 800
Ubicazione
StatoAustria Impero austriaco
Stato attualeItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
CittàVerona Verona Verona
Coordinate45°27′11.2″N 10°59′27.1″E / 45.453111°N 10.990861°E45.453111; 10.990861Coordinate: 45°27′11.2″N 10°59′27.1″E / 45.453111°N 10.990861°E45.453111; 10.990861
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Forte Sofia
Informazioni generali
TipoForte
Costruzione1838-1838
Primo proprietarioEsercito imperiale austriaco
Condizione attualeconservato
Informazioni militari
UtilizzatoreImpero austriaco
Regno d'Italia
Armamento14 cannoni
Presidio150 fanti
24 artiglieri
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Forte Sofia, in tedesco Werk Sofia, è un forte austriaco di Verona, costruito nel 1838 su volontà del feldmaresciallo Radetzky su progetto del maggiore generale Franz von Scholl. Il forte era stato intitolato all'arciduchessa Sofia di Baviera, madre del futuro imperatore Francesco Giuseppe. Il forte è noto anche, in maniera imprecisa, come Forte Santa Sofia per similitudine con i circostanti Forte San Leonardo e Forte San Mattia.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Nel sistema collinare, il forte occupa la posizione più a meridione, sull'altura inferiore del colle di San Leonardo, che domina la parte occidentale della cinta magistrale di sinistra d'Adige. Con il sistema dei forti collinari, concorreva a interdire l'aggiramento della piazzaforte a settentrione. Inoltre, copriva il fronte di gola del soprastante Forte San Leonardo; batteva d'infilata la strada del Tirolo e il corso discendente dell'Adige; incrociando i tiri con il Forte San Procolo.

Il forte è composto da una torre casamattata centrale a tracciato circolare circondata da recinto perimetrale di sicurezza, a feritoie, munito di tre organi di fiancheggiamento: una caponiera casamattata sul fronte principale. L'impianto completo, col recinto di sicurezza perimetrale, a tracciato poligonale, era stato previsto da Scholl per tutte le quattro torri collinari, realizzate poi in forma ridotta, per ragioni di economia. Il fronte principale, spezzato e arcuato, è costituito dal terrapieno con le postazioni di artiglieria a cielo aperto, protetto da possenti merloni di muratura. Il fossato asciutto separa il forte dalla collina antistante, rivestita dal muro di controscarpa, e modellata alla sommità in forma geometrica di spalto, per il tiro radente di artiglieria.

Forte Sofia.jpg

Completano il fronte principale una casamatta sullo spigolo sinistro, e due poterne che conducono alle gallerie per fucilieri, inserite alle opposte estremità del fossato. La torre si eleva su tre piani, oltre alla piattaforma superiore; tuttavia il piano terra, per l'adattamento al profilo collinare, si articola solo su metà dell'impianto circolare: qui è contenuta la polveriera a prova di bomba. La galleria anulare con fuciliere per la difesa ravvicinata, sporgente al piano terra, è anch'essa sfalsata su due livelli, per le medesime ragioni di adattamento al profilo collinare. Al livello inferiore è inserito il maestoso portale, con antistante fossato; all'interno, nella casamatta anulare, un recinto di sicurezza per fucilieri batte l'ingresso della torre. Al secondo piano la casamatta anulare, con 12 cannoniere, era predisposta per le artiglierie. Sulla piattaforma, a cielo aperto, era allestito l'armamento principale dell'opera: speciali affusti consentivano alla batteria di cannoni la rotazione a 360°, in modo da battere l'intero spazio circostante. I piani sono collegati dal corpo scala centrale, a doppia rampa elicoidale.

I paramenti murari del recinto di sicurezza, del muro di controscarpa e della galleria per fucilieri, sono a conci di tufo con apparecchio a opus poligonale. La torre centrale è rivestita con paramento di tufo a conci squadrati, su corsi regolari.

Armamento[modifica | modifica wikitesto]

Riserve di munizioni: 70 barili di polvere da 112 kg

Presidio di guerra[modifica | modifica wikitesto]

Presidio di emergenza: 230 uomini

Stato di conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la sua radiazione da opera di combattimento (fine Ottocento), il forte per molti anni fu adibito a colombaia per l'allevamento e l'addestramento dei colombi viaggiatori del Genio militare italiano. Per sistemare le gabbie esterne dei colombi le aperture delle cannoniere, al secondo piano, furono approfondite demolendo la muratura sino al livello del pavimento.

Il forte è integralmente conservato. La manutenzione, buona fino a qualche anno fa, si sta facendo meno frequente, e perciò si sta avviando il processo di degrado. All'interno, al primo piano, sono stati installati impianti televisivi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Christoph Hacklesberg, Das k.k. österreichische Festungsviereck in Lombardo-Venetien e. Beitr. zur Wiederentdeckung d. Zweckarchitektur d. 19. Jh., Monaco, Deutscher Kunstverlag, 1980, p. 41, ISBN 3-422-00710-5.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA. VV., Il Quadrilatero: nella storia militare, politica, economica e sociale dell'Italia risorgimentale, Verona, Comune di Verona, 1967, ISBN non esistente.
  • Guido Barbetta, Le mura e le fortificazioni di Verona, Verona, Vita veronese, 1970, ISBN non esistente.
  • Gino Beltramini, Le strade di Verona entro la cinta muraria, Verona, Vita veronese, 1983, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, L'architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Edizioni B.P.V., 1988, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Sandrini Arturo, Architettura a Verona dal periodo napoleonico all'età contemporanea, Verona, Edizioni B.P.V., 1994, ISBN non esistente.
  • Margherita Marvulli, Verona. La città e le fortificazioni, Roma, 2005, ISBN 978-8824011112.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]