Forțele Terestre Române

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Forțele Terestre Române
Esercito romeno
Stemma della Forțele Terestre Române
Stemma della Forțele Terestre Române
Descrizione generale
Attivo 24 novembre 1859 - oggi
Nazione Romania Romania
Alleanza NATO
Servizio Fanteria, Truppe di Montagna, Artiglieria, Corazzati, Paracadutisti, CBRN
Dimensione 73.350
QG Comando Statul Major al Forțelor Terestre - Bucarest
Anniversari 23 aprile
Parte di
Comandanti
Comandante in Capo dello Stato Maggiore Forze Terrestri Maggiore generale Scarlat Dumitru
Comandanti degni di nota Constantin Prezan, Alexandru Averescu, Ion Antonescu
Simboli
Coccarda Roundel of the Romanian Air Force.svg
Colori militari Battle flag of Romania (Land Forces model).png

Fonti citate nel corpo del testo

Voci su unità militari presenti su Wikipedia
Bandiera dell'esercito romeno (fronte e retro)

L'Esercito romeno (Forțele Terestre Române in romeno) è la componente terrestre nonché la principale branca delle forze armate romene.[1][2] Negli ultimi anni, la piena professionalizzazione e l'importante revisione dell'equipaggiamento hanno trasformato la natura della forza.[senza fonte]

Fondato il 24 novembre 1859, ha partecipato alla prima guerra mondiale combattendo gli Imperi centrali assieme all'Esercito Imperiale russo vincendo, dopo alcuni insuccessi, le decisive battaglie di Mărăști e Mărășești. Durante gran parte del secondo conflitto mondiale, supportò le forze dell'Asse combattendo contro l'Unione Sovietica nel fronte orientale fino a quando, nell'agosto 1944, l'occupazione della Romania da parte dell'Armata Rossa comportò un cambio di fronte che lo portò a combattere l'ex alleato tedesco. Nel dopoguerra l'avvento del comunismo comportò una sovietizzazione dell'esercito romeno.

In seguito alla rivoluzione del 1989 l'esercito romeno perse numerosi reparti a causa della scarsità di risorse economiche che significarono anche deficit in materia di addestramento ed equipaggiamento. La situazione è cambiata dagli inizi degli anni novanta con l'aumento dei fondi riservati alle forze armate e l'abolizione della coscrizione obbligatoria.[3]

Missione[modifica | modifica wikitesto]

  • Le Forze Terrestri rappresentano la componente più importante delle forze armate rumene e sono destinate all'esecuzione di varie azioni militari, con carattere terrestre o aeromobile, in qualsiasi zona o direzione.[4]
  • Le Forze Terrestri devono, singolarmente o insieme con altre armi delle forze armate romene, svolgere operazioni e battaglie difensive o offensive, per la cattura o distruzione dell'invasione nemica, facendo parte delle strutture militari nazionali o multinazionali.[4]
  • Una parte delle unità che compongono l'attuale struttura operativa delle Forze Terrestri deve essere in grado di condurre operazioni militari al di fuori del territorio nazionale, insieme alle forze militari internazionali.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo tentativo di creare un esercito romeno indipendente venne fatto da Gheorghe Magheru durante la Rivoluzione valacca del 1848, e aveva sede a Râureni (ora parte di Ramnicu Valcea). Tuttavia, Magheru ordinò rapidamente alle sue truppe di sciogliersi quando le forze ottomane dilagarono a Bucarest per fermare la rivoluzione.[5]

Guerra d'indipendenza rumena[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra d'indipendenza rumena.
Truppe romene prendono il caposaldo di Grivica

Le attuali Forze Terrestri rumene si formarono nel 1859, subito dopo l'unificazione della Valacchia con la Moldavia, ed erano comandati da Alexandru Ioan Cuza, Domnitor di Romania fino alla sua abdicazione nel 1866. Nel 1877, su richiesta del Granduca di Russia Nikolai Konstantinovich[6] l'esercito romeno si fuse con le forze russe, e guidato da re Carlo I, combatté in quella che sarebbe diventata la guerra di indipendenza rumena. Partecipò all'Assedio di Pleven e a diverse altre battaglie. I rumeni vinsero la guerra, ma subirono circa 27.000 vittime. Fino alla prima guerra mondiale, l'esercito romeno non fece altre azioni gravi.

Seconda guerra balcanica[modifica | modifica wikitesto]

L'esercito romeno entrò nella seconda guerra balcanica contro la Bulgaria, consentendo alla Romania di annettere la Dobrugia meridionale (nota anche come Quadrilatero). Anche se vennero mobilitati almeno 330.000 soldati, i romeni incontrato poca resistenza in Bulgaria e in quanto tale, questo non è considerato un grave conflitto nella storia della Romania. Ciò è dovuto alle rivendicazioni tradizionali sulla regione. Questa zona non appartiene più alla Romania.

Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Campagna di Romania.

Il 6 luglio 1916, la Romania dichiarò guerra alla Germania e all'Austria-Ungheria, dopo il successo iniziale dell'Offensiva Brusilov (una grande offensiva russa contro le armate degli Imperi Centrali sul fronte orientale). Gli eserciti rumeni entrarono in Transilvania (allora parte dell'Impero Austro-Ungarico), insieme alle forze russe. Tuttavia, le forze tedesche sotto il comando del generale Erich von Falkenhayn bloccarono l'attacco nel novembre 1916, e respinsero i romeni. Allo stesso tempo, le truppe austriache e turche invasero la Romania meridionale, costringendo il paese in una guerra su due fronti. Gli Imperi Centrali spinsero in profondità nella Romania e conquistarono il sud del paese (Valacchia, tra cui Bucarest) entro la fine del 1916. Le forze romene, guidato dal maresciallo Constantin Prezan, si ritirarono nella parte nord-est della Romania (Moldavia). Nell'estate del 1917 però, Prezan, complice il futuro maresciallo, il generale Ion Antonescu, difese con successo i rimanenti territori occupati contro le forze tedesche e austro-ungariche guidate dal feldmaresciallo August von Mackensen.[7] Il generale Alexandru Averescu guidò la Seconda Armata nelle vittorie della Battaglia di Marasti (dal 22 luglio al 1º agosto 1917) e della Battaglia di Mărășești (6 agosto - 8 settembre, 1917). Come risultato della Rivoluzione russa, la Romania rimase isolata e incapace di continuare la guerra, e fu costretta a firmare il Trattato di Bucarest con gli Imperi centrali.[8] Più tardi, nel 1919, la Germania accettò, nell'Articolo 259 del Trattato di Versailles, a rinunciare a tutti i benefici previsti dal Trattato di Bucarest nel 1918. Dopo la riuscita offensiva sul fronte di Salonicco, che spinse la Bulgaria fuori dalla guerra, la Romania rientrò in guerra il 10 novembre 1918, un giorno prima della sua fine in Occidente.[9]

Guerra romeno-ungherese del 1919[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra romeno-ungherese.

Dopo la prima guerra mondiale, la Transilvania proclamò l'unione con il Regno di Romania. Come risultato, nel mese di aprile 1919, la nuova costituzione della Repubblica Sovietica Ungherese promise di riprendere la regione con la forza, e le truppe ungheresi attaccarono le formazioni rumene in Transilvania. L'esercito romeno sconfisse gli ungheresi e conquistò Budapest nell'agosto 1919.

Dal 1921 al 1939, in Transilvania, l'Ispettorato Generale dell'Esercito n. 3 ebbe subordinato il 6° e il 7° Corpo d'Armata. Entro il 1º aprile 1921, quando si sciolse il Comando occidentale, all'ordine del 6° corpo d'armata (e delle strutture precedenti) vi furono i generali Prezan Constantin, Constantin Christescu Traian Mosoiu, Mardarescu George, Nicola e Arthur Văitoianu ed altri. Dopo il 1º aprile 1921 al 23 marzo 1939, Il 6 °C. A. venne commissionato dai generali Nicholas Petalo, Danila Pop Hanzu Alexander, John Prodan, Motas Dumitru Gheorghe Florescu e Christie Doe, capi militari di primo piano, dei quali Octavian Goga scrisse che "nel periodo interbellico, a Cluj, in Transilvania, i comandanti fecero un'opera di grandi dimensioni e di lode unanime." Tre divisioni facevano parte del VI Corpo d'Armata: 16a (Dej), 17a (Oradea) e 20a Divisione di Fanteria (Targu-Mures). Con il rapido e marcato peggioramento della situazione internazionale, in particolare nella vicina Romania, il 22 settembre 1939, la 4a Armata, di recente fondazione, divenne Comando Gruppo d'Armate no. 1 della Transilvania.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia militare della Romania nella seconda guerra mondiale.
Fanteria rumenta nel 1943

Dopo che il generale (in seguito Maresciallo) Ion Antonescu prese il potere nel settembre 1940, la Romania firmò il Patto tripartito con le Potenze dell'Asse e successivamente partecipò all'operazione Barbarossa nel 1941. Un corpo di spedizione invase l'Unione Sovietica nella Bessarabia e nell'Ucraina meridionale, a fianco della Wehrmacht. Il corpo di spedizione, 'Gruppo d'Armate Antonescu,' era composto al 22 giugno 1941 dalla 3a Armata, dalla 4a Armata, dal II Corpo d'Armata, e dall'11a Divisione di Fanteria.[10] La 3a Armata comprendeva il IV Corpo d'Armata (6a e 7a Divisione di Fanteria), il Corpo di Cavalleria, il Corpo di Montagna, due battaglioni separati d'artiglieria, una unità TA, e il 3° Comando di Cooperazione dell'Aviazione dell'Esercito. La 4a Armata consisteva nel III Corpo d'Armata, nel V Corpo d'Armata, nell'XI Corpo d'Armata (due brigate da fortezza), e il 4° Comando di Cooperazione dell'Esercito. L'armata a livello di gruppo II Corpo d'Armata, sotto il maggiore generale N. Macici, controllava la 9a e la 10a Divisione di Fanteria e la 7a Brigata di Cavalleria. Inoltre, venne formata la 1ª divisione corazzata per il servizio sul fronte orientale. La prima offensiva del Gruppo d'Armate, in collaborazione con l'Undicesima Armata, Operazione Munchen, consentì alla Romania di riprendere il territorio immediatamente ad est del Dnister, ex parte della Moldavia. Le armate rumene videro le loro prime grandi battaglie a Odessa e a Sevastopol', e nel 1942 avanzarono profondamente con altre forze dell'Asse nel territorio sovietico durante l'Operazione Blu.

Il più grande disastro per il corpo di spedizione rumeno sul fronte orientale arrivò a Stalingrado, dove, durante la controffensiva sovietica del novembre 1942, le forze più frammentate della Terza Armata (schierate a nord di Stalingrado) e della Quarta Armata (schierate a sud di Stalingrado) vennero attaccate dalle di gran lunga superiori forze sovietiche e subirono perdite combinate di almeno 158.000 soldati.

Nel mese di aprile-maggio 1944 le forze romene, guidate dal generale Mihai Racovițǎ, insieme con elementi dell'Ottava Armata tedesca, furono responsabili della difesa della Romania settentrionale durante la Prima offensiva Iasi-Chishinau sovietica, e presero parte alle battaglie di Târgu Frumos. Alla fine di agosto del 1944, l'Armata Rossa entrò nella Romania orientale. Il 23 agosto 1944, un colpo di stato, guidato dal re Michele I di Romania, depose il maresciallo Antonescu ed istituì un governo filo-sovietico. Venne stimato che il colpo reale accorciò la guerra per la Romania di sei mesi.[11] La Romania presto dichiarò guerra alla Germania nazista, e la Prima e la Quarta Armata vennero spinte in azione. Dopo l'espulsione degli ultimi resti della Wehrmacht da Romania, le armate rumene presero parte all'assedio di Budapest e all'Offensiva di Praga del maggio 1945.

Guerra Fredda[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Occupazione sovietica della Romania.
Grafica strutturale di una divisione rumena motorizzata durante la Guerra Fredda.
Soldato dell'artiglieria rumena con giacca e berretto mod. 1952, spalline e fucile mod. 1948

L'occupazione sovietica della Romania portò ad una completa riorganizzazione delle Forze Terrestri rumene sotto il controllo dell'Armata Rossa.[12] All'inizio, gli elementi filo-tedeschi vennero eliminati dalle forze armate rumene. Nel 1944-45, due divisioni vennero formate da volontari rumeni-ex prigionieri di guerra, addestrati e indottrinati nell'Unione Sovietica durante la guerra, ma anche di molti attivisti comunisti. Una era la Prima Divisione Volontaria "Tudor Vladimirescu", sotto il comando del colonnello Nicolae Cambrea, e l'altra la Divisione Horia, Closca și Crișan, sotto il comando del generale Mihail Lascar (che in seguito servì come Ministro della Difesa (1946-1947)). Queste due unità formarono il nucleo delle nuove Forze terrestri rumene sotto il controllo sovietico. La riorganizzazione del dopoguerra delle Forze Terrestri incluse la cavalleria ma l'arma scomparve dalla forza con lo scioglimento nel novembre 1954 della 59a Divisione di Cavalleria a Oradea.[13]

Dopo che il Partito Comunista romeno prese il potere politico, iniziò la sovietizzazione dell'esercito, sotto la supervisione del nuovo ministro della Difesa, Emil Bodnaras. Il trenta per cento degli ufficiali e dei sottufficiali (soldati per lo più esperti, e una potenziale fonte di opposizione) vennero eliminati dalle forze armate.[14] Questi fatti portarono a copiare il modello sovietico di organizzazione militare e politica, e la modifica della dottrina militare di combattimento e difesa, anche nel contesto d'integrazione della Romania nel sistema strategico dei sovietici, all'inizio della Guerra Fredda.[15]

Nei primi anni '50 le FTR raggiunsero un livello di 12 divisioni di fucilieri, una meccanizzata, e una corazzata. Tra il 1960 e il 1964 le divisioni di fucilieri e meccanizzata vennero convertite in divisioni motorizzate, e cominciò la riduzione della forza; la forza scese a sei divisioni motorizzate e due corazzate nel 1970. Dal 1970 al 1976 si formarono altre tre divisioni motorizzate, ma una venne disattivata nel 1977, e rimasero così otto divisioni motorizzate e tre corazzate per il resto della guerra fredda.[16]

Dal 1947 al 1960, il paese sembra essere stato diviso in tre grandi regioni militari: Cluj, Bacau, Bucarest ad ovest, est, e a sud, rispettivamente.[17] In tempo di guerra le forze terrestri di ogni regione militare sarebbero diventate un corpo d'armata con sede a Cluj-Napoca, Iași, e a Bucarest. Le armate sembrano essere riuscite regioni militari nel 1960, e tre armate sembrano essere diventate quattro nel 1980. Quello che si sa è che il 1º luglio 1947 la Quarta Armata divenne 3a Regione Militare, con sede a Cluj. La 3a Regione Militare divenne 3a Armata il 30 aprile 1960 e 4a Armata il 5 aprile del 1980.[18]

Durante gli anni '80, le forze terrestri contavano 140.000 soldati, di cui due terzi erano coscritti.[19] Nel 1989 sembravano esistere quattro armate: la Prima Armata a Bucarest, la Seconda Armata a Buzau, la Terza Armata a Craiova, e la Quarta Armata a Napoca.[20] Nel 1989 le forze terrestri consistevano di otto divisioni (fanteria) meccanizzate (1a, Bucarest, 2a, Craiova, 9a, Costanza, 10a, Iași, 11a, Oradea, 18a, Timișoara, 67a, e 81a, Tirgu Mures) due divisioni corazzate (la 57a Divisione Corazzaa a Bucarest e la 6a Divisione Corazzata a Tirgu Mures), quattro brigate di fanteria di montagna, e tre brigate aviotrasportate.[21] Secondo la 165enaria 'History of Modern Romanian Artillery', nel 1989 la 1a Armata consisteva nella 1a Div. Mecc., nella 57a Div. Corazzata, e nella 2a Brigata da Montagna; la 2a Armata nella 9a Div. Mecc., 10a Div. Mecc., 67a Div. Mecc., e 32a Bta Missili Tattici; la 3a Armata nella 2a Div. Mecc., 18 Div. Mecc., e la 4a Bta da Montagna; e la 4a Armata nell'11a Div. Mecc., 81a Div. Mecc., 6a Div. Corazzata, 1a Bta da Montagna, 5a Bta da Montagna, e 37a Brigata Missili Tattici.[22]

Le divisioni motorizzate vennero organizzate lungo il modello sovietico con tre reggimenti motorizzati, un reggimento corazzato, e un pieno complemento di 12.000 soldati di fanteria. I reggimenti d'artiglieria, anticarro, e di difesa aerea delle divisioni prevedevano il fuoco di supporto specializzato che permetteva la manovra dei reggimenti motorizzati e corazzati. I reggimenti di difesa aerea consistevano in due battaglioni di artiglieria antiaerea e un battaglione missili terra-aria (SAM), ciascuno composto di diverse batterie. Alla fine degli anni '80 i reggimenti di artiglieria delle divisioni motorizzate e corazzate includevano due battaglioni di artiglieria, un battaglione lanciarazzi multipl, e un battaglione missili terra-terra.

I battaglioni missili terra-terra vennero divisi in tre o quattro batterie, tutte dotate di un lanciatore di missili. Operavano trenta lanciamissili FROG-3 e diciotto SCUD. Il FROG-3, un missile tattico introdotto la prima volta nel 1960, venne sostituito in altre armate non sovietiche del Patto di Varsavia. Dimostrando di essere abbastanza imprecisi in combattimento, i missili FROG e SCUD sarebbero stati armi inefficaci che trasportavano testate ad alto esplosivo convenzionale. Capovolti con testate nucleari o chimiche, tuttavia, avrebbero potuto essere devastanti. Secondo un ex ufficiale romeno che scrisse nel 1988, la Romania produceva gli agenti chimici che potevano essere consegnati ai missili di battaglia.

Era post-comunista[modifica | modifica wikitesto]

Durante i primi anni '90, alcune unità principali vennero sciolte e un sacco di attrezzature vennero gradualmente eliminate o rottamate a causa di una grave carenza di fondi. L'intera struttura delle forze terrestri venne riorganizzata dalle armate in corpi territoriali, e da reggimenti in battaglioni. A metà degli anni '90, la situazione delle forze terrestri era critica: il bilancio militare era tre volte inferiore a quello del 1989 (636 milioni di dollari), il 50% delle attrezzature era più vecchio di 30 anni, e il 60% dei veicoli corazzati e l'85% delle unità balistiche erano non operativi. A causa della mancanza di carburante e di addestramento, il livello di prontezza al combattimento e capacità militare era estremamente bassa (solo il 30% delle intere forze terrestri era operativo). Tuttavia, dopo il 1996 il governo prese seri provvedimenti; il bilancio militare venne aumentato notevolmente, ed iniziò la modernizzazione delle attrezzature.[23] Ufficialmente il programma di modernizzazione e ristrutturazione delle forze armate ha avuto inizio dalla data dell'11 Aprile 2000.[24]

Organizzazione attuale[modifica | modifica wikitesto]

Soldati nella parata del Giorno Nazionale rumeno il 1º dicembre, presso l'Arco di Trionfo di Bucarest.
Struttura delle forze di terra - 2013

Manodopera[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005, l'esercito comprendeva otto brigate da combattimento, quattro di supporto al combattimento e due logistiche, mentre dieci brigate da combattimento, cinque di supporto al combattimento e due logistiche potrebbero essere ulteriormente mobilitate in caso di crisi. Molte di queste unità vennero ristrutturate, tuttavia, come parte del 2007 Force Plan.[4]

Attualmente, circa 75.000 militari e 15.000 civili comprendono le forze armate, per un totale di 90.000 uomini e donne. Di questi 75.000, ca. 43.000 sono nelle Forze Terrestri.[25]

I soldati sparano un mortaio 120 mm (prodotto a livello locale, mod. 1982) durante l'esercitazione militare Getica 2008.

Modernizzazione[modifica | modifica wikitesto]

L'esercito romeno sta subendo una ristrutturazione in tre fasi. A partire dal 2007, la prima fase di breve termine è stata completata (riorganizzazione del sistema di comando, attuazione del servizio militare volontario). L'anno 2015 segna la fine della seconda fase (integrazione operativa nella NATO e nell'UE), mentre il 2025 è la data in cui la fase a lungo termine deve essere completata (integrazione tecnica completa nella NATO e nell'UE). Le tappe mirano a modernizzare la struttura delle forze armate, riducendo il personale, nonché di acquisire nuova e migliorata tecnologia che è compatibile con gli standard NATO.[26]

La Romania ha abolito il servizio militare obbligatorio il 23 ottobre 2006.[27] Ciò è avvenuto a causa di un emendamento costituzionale del 2003 che permise al parlamento di fare il servizio militare opzionale. Il Parlamento rumeno votò per abolire la coscrizione nell'ottobre 2005, formalizzando con il voto uno dei tanti programmi di modernizzazione militare e di riforma che la Romania ha accettato da quando si è unita alla NATO nel marzo 2004.[28]

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Lanciarazzi multipli LAROM durante un'esercitazione di fuoco
Membri del 202° Battaglione Chimica, Biologica, Radiologica e Nucleare durante un'esercitazione militare.
Uno SPAAG Gepard nella parata del Giorno Nazionale rumeno il 1º dicembre, 2009, all'Arco di Trionfo a Bucarest.

Le attuali Forze Terrestri rumene sono organizzate in tre divisioni, la Guarnigione di Bucarest, il Reggimento d'Onore, e alcuni battaglioni di supporto indipendenti così come una serie di centri d'istruzione. In tempo di pace, il comandante delle forze terrestri è il Ministro della Difesa, mentre in tempo di guerra, il Presidente della Romania diventa il comandante supremo delle forze armate.[4]

Le principali tre formazioni rumene sono la 1a Divisione di Fanteria Dacica , la 2a Divisione di Fanteria Getica , e la 4a Divisione di Fanteria Gemina . Prima di giugno 2008, queste unità erano conosciute come il 1° Corpo d'Armata Territoriale e il 4° Corpo d'Armata Territoriale e, a sua volta, usarono essere chiamate 1a Armata e 4a Armata prima dell'anno 2000. Tuttavia, a causa della ristrutturazione, il loro personale venne notevolmente ridotto al fine di raggiungere la compatibilità con gli standard della NATO. Tra i cambiamenti strutturali vi fu lo scioglimento nel 2005 della 2a Brigata Paracadutisti (QG Clinceni). A partire dal 2010, il QG del Comando Congiunto è stato ribattezzato 2a divisione di fanteria. La nuova divisione è stata formata da unità precedentemente appartenenti alla 1a ed alla 4a Divisione di Fanteria. Attualmente, le Forze Terrestri comprendono un totale di 3 divisioni di fanteria.[29]

L'attuale Capo di Stato Maggiore delle Forze Terrestri rumene è il maggiore generale Nicolae Ciucă, successore del maggiore Mircea Savu il 7 gennaio 2014.[30] Il giorno ufficiale delle Forze Terrestri si celebra ogni anno, il 23 aprile.[31]

La struttura a partire dal 2012 è la seguente:[32][33][34]

Equipaggiamento[modifica | modifica wikitesto]

Un carro armato TR-85M1 durante un'esercitazione militare.

Le Forze Terrestri rumene hanno completamente rinnovato il loro equipaggiamento in questi ultimi anni, sostituendolo con uno più moderno.[49] Il carro armato da combattimento TR-85 M1 "Bizon" e il veicolo da combattimento della fanteria MLI-84 M "Jder" sono gli equipaggiamenti più moderni prodotti localmente delle Forze Terrestri rumene. Inoltre, 43 sistemi antiaerei Gepard ex-tedeschi vennero commissionati alla fine del 2004.[50]

Le Forze Terrestri ordinarono circa 100 US Army Humvee; i primi otto vennero consegnati alla polizia militare nel dicembre 2006. Vennero ordinati anche 31 veicoli corazzati Piranha III (variante LAV III) e 60 veicoli ad alta mobilità URO VAMTAC nel 2007 per la distribuzione in Iraq e in Afghanistan.[51][52]

Sommario d'equipaggiamento:[53]

Equipaggiamento Numeri
Carri armati da combattimento 1098
Veicoli da combattimento della fanteria corazzati 122
Veicoli trasporto truppe 1413
Artiglieria trainata & mortai 1359
Lanciarazzi multipli 188
Semoventi Missili terra-aria 104

Forze Speciali[modifica | modifica wikitesto]

Un team di cecchini del 1° Battaglione Operazioni Speciali (Aquile).

L'evoluzione delle forze speciali all'interno delle Forze Terrestri rumene ha portato alla creazione del 1° Reggimento Operazioni Speciali il 1º agosto 2009, con sede a Târgu Mures. In seguito divenne la 6a Brigata Operazioni Speciali il 25 ottobre 2011,[36] composta da una battaglione operazioni speciali, due battaglioni di paracadutisti e un battaglione logistico.

L'unità più famosa e ben addestrata è il 1° Battaglione Operazioni Speciali " Vulturii ", che venne creato legalmente alla fine del 2005,[54] dopo che erano già stati selezionati diversi lotti di diplomati. I membri del battaglione delle forze speciali beneficiarono di corsi all'estero, come ad esempio il corso US Army Special Forces (Berretti Verdi), il corso United States Marine Corps Force Recon, così come altri corsi.[54] Il battaglione delle forze speciali divenne pienamente operativo nel corso del 2007, dopo che una compagnia era già stata commissionata all'inizio del 2006.[55]

Gli attuali battaglioni di ricognizione rumeni (il 313°, il 317° e il 528°) sono considerati unità delle forze speciali, e si formarono negli anni '60 durante il regime comunista. Dopo la rivoluzione, le unità soffrirono di una mancanza di fondi che provocò lo scioglimento temporaneo del 313° Battaglione. Tuttavia, il loro equipaggiamento è stato completamente rinnovato negli ultimi anni e la prontezza e la capacità di combattimento hanno riacquistato piena forza.[56]

Il DIR, Squadra d'Intervento Rapido del Ministero della Difesa rumeno, è un'unità d'elite operazioni speciali attualmente appartenente alla Polizia Militare rumena. Si tratta di un'unità speciale all'interno delle forze armate, formata da persone altamente qualificate, essendo una grande percentuale dei suoi membri campioni in arti marziali, kickboxing, discipline sportive e così via.[senza fonte] Il DIR fu, fino al dicembre 2003, top secret.

Missioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Missione di pattugliamento in Afghanistan
Lancio di missili SA-8 Gecko al poligono di tiro di Babadag.

Sono schierate all'estero le seguenti truppe:[57]

Addestramento[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la rivoluzione rumena, molti poligoni di tiro e aree di addestramento vennero chiuse ed abbandonate per mancanza di fondi. Attualmente, le scuole militari e le unità d'addestramento delle Forze Terrestri rumene sono direttamente subordinate alla sede centrale. Ci sono 3 scuole superiori militari (Câmpulung Moldovenesc, Alba Iulia e Breaza), un'accademia militare (Sibiu), una scuola ufficiali (Pitești), 3 scuole d'addestramento (Sibiu, Pitești, Buzău) e 9 battaglioni d'addestramento.[59]

Negli ultimi anni, hanno avuto luogo in Romania un sacco di esercitazioni di addestramento con altri paesi balcanici o alleati. La maggior parte di queste esercitazioni ha avuto luogo presso Babadag, che è uno dei più grandi e più moderni poligoni di tiro d'addestramento e strutture militari in Europa, con una superficie totale di 270 chilometri quadrati. Venne annunciato il 6 dicembre 2006 che 1.500 militari statunitensi di stanza a Mihail Kogălniceanu, formando nel tempo la Joint Task Force East, useranno Babadag come una base di addestramento.[60]

Gradi militari ed insegne[modifica | modifica wikitesto]

Le Forze Terrestri rumene distinguono tre percorsi di carriera: gli ufficiali (Ofițeri), i warrant officers (Maiștrii militari), i sottufficiali (Subofițeri) e gli uomini arruolati (Soldati și gradați Voluntari). Il grado di maresciallo può essere dato solo in tempo di guerra da parte del Presidente della Romania;[61] infatti, la Romania ha avuto solo tre marescialli provenienti dal grado di ufficiali nella sua storia: Ion Antonescu, Alexandru Averescu e Constantin Prezan. Anche i re Ferdinando I, Carlo II e Michele I avevano il grado di Maresciallo di Romania. Re Carlo I mantenne gradi simultanei come il russo Maresciallo e il tedesco Feldmaresciallo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Historical overview of the General Staff, su mapn.ro, Ministero della Difesa romeno. URL consultato l'11 maggio 2012.
  2. ^ (EN) Armata Română, su enciclopediaromaniei.ro, Enciclopedia României. URL consultato l'11 maggio 2012.
  3. ^ (EN) Romania: Defense Industry Equipment (PDF), vgtu.lt, marzo 2006. URL consultato l'11 maggio 2012.
  4. ^ a b c d e Romanian Land Forces Military Strategy, on the official MoD site. Retrieved on June 28, 2007.
  5. ^ (RO) Liviu Maior, 1848-1849. Români și unguri în revoluție (Romanians and Hungarians in the revolution), Bucharest, Editura Enciclopedică, 1998.
  6. ^ Il telegramma di Nikolai a Carlo I (in rumeno): "Turcii îngrãmãdind cele mai mari trupe la Plevna ne nimicesc. Rog SÃ FACI fuziune, demonstratiune si Dacă-i posibil sã Treci Dunarea cu Armata Dupa cum doresti. Intre Jiu si Corabia demonstratiunea aceasta este absolut necesarã pentru înlesnirea miscãrilor mele " ("I turchi hanno ammassato insieme la truppa più grande a Pleven per respingerci. Vi chiedo di fare concentrazioni, dimostrazioni e se è possibile attraversare il Danubio con l'esercito come si desidera tra lo Jiu e la Corabia, la dimostrazione è assolutamente necessaria per facilitare i miei movimenti".)
  7. ^ Vincent Esposito, Atlas of American Wars, Vol 2, text for map 40
  8. ^ John Keegan, World War I, pg. 308.
  9. ^ World War I Documents, Articles 248-263. Retrieved on February 28, 2008.
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  21. ^ 'Romanian Army during the Cold War' via http://www.globalsecurity.org/military/world/europe/ro-sr-army.htm sembra essere la fonte più autorevole. Lo U.S. Country Study, insieme a diverse altre fonti, elencò quattro reggimenti aviotrasportati per qualche tempo, ma il IISS Military Balance 1991-1992, p.82, rivelò che questa credenza occidentale di lunga data si sbagliava; nuove informazioni ufficiali rumene, disponibili dopo la fine della Guerra Fredda, apparentemente consentirono di correggere l'errore.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gordon L. Rottman, Warsaw Pact Ground Forces Osprey Elite Series No.10, Osprey, London, 1987
  • Costache Codrescu (curatore), Armata Română în Revoluția din decembrie 1989. Studiu documentar. Ediția a II-a revăzută și completată, Ed. Militară, București, 1998;
  • Constantin Sava e Constantin Monac, Revoluția din decembrie 1989 percepută prin documentele vremii. Ed. Axioma Edit, București, 2000.

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