Fontana delle Cariatidi

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Coordinate: 41°54′33.73″N 12°27′52.09″E / 41.90937°N 12.46447°E41.90937; 12.46447

Fontana delle Cariatidi

La fontana delle Cariatidi si trova a Roma, al centro della rotonda piazza dei Quiriti, nel rione Prati.

Questa zona di Roma, alla spalle di Castel Sant'Angelo e nelle vicinanze del Vaticano, era sempre rimasta prevalentemente rurale (il nome stesso è una contrazione di “Prati di Castello”), e fu edificata solo a partire dal 1872, anche per far fronte all'ondata di immigrazione che, soprattutto dalle regioni già appartenute allo Stato Pontificio, si riversava nella nuova capitale d'Italia.

La fontana delle Cariatidi fu il primo monumento di questo genere che il Comune, nel 1924, decise di erigere nel rione. Il progetto fu affidato allo scultore Attilio Selva, vincitore dell'apposito concorso pubblico, che collocò la fontana in un giardinetto al centro della piazza.

L'opera, di vaga ispirazione rinascimentale e baroccheggiante, si compone di una vasca circolare leggermente sollevata rispetto al piano stradale, dal bordo sporgente, al cui centro è sistemata una larga base, anch'essa circolare, dal bordo convesso, su cui dunque l'acqua scivola piuttosto che precipitare in basso. La base sostiene un tozzo e corto balaustro, ornato nella parte superiore con foglie o petali a rilievo da cui sgorga l'acqua e, nella metà inferiore, con una serie di piccole vasche poste tutt'intorno alla circonferenza del balaustro. Quest'ultimo sostiene un'ampia vasca centrale dal profilo convesso molto svasato, al cui centro è posta, nuovamente, una base circolare appena poco più elevata rispetto al bordo della vasca stessa. Sulla base si trovano quattro grosse figure femminili nude sedute, le cariatidi appunto, che sorreggono sulle braccia sollevate il catino sommitale quadrilobato al cui centro l'acqua zampilla da una grossa pigna.

Come già era avvenuto nel 1901 per le Naiadi della fontana dell'allora piazza Esedra, anche le cariatidi di piazza dei Quiriti suscitarono un certo scalpore negli ambienti più puritani, non solo per la nudità in sé, ma anche per la posizione in cui sono rappresentate le statue, ritenuta da alcuni oscena. Inizialmente si trattò di polemiche epistolari tra lo scultore, il Governatorato della città e le Associazioni Cattoliche, ma poi intervenne anche la stampa, e il risultato fu che l'inaugurazione, prevista per il 21 aprile del 1928, dovette essere rinviata al successivo 9 maggio. Le polemiche furono comunque ben presto sopite, anche perché l'arte del recente governo fascista prediligeva l'ostentazione di corpi nudi di cui presto furono ornati vari edifici.

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