Fonderia Ferdinandea

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Coordinate: 38°30′32.59″N 16°22′45.57″E / 38.509053°N 16.379326°E38.509053; 16.379326

Fonderia Ferdinandea (da restaurare)
Ingresso fonderia Ferdinandea (2013)
Dentro la fonderia di ferdinandea

La fonderia Ferdinandea, è stata una fonderia operante in Calabria nella zona delle Serre, e precisamente nel territorio di Ferdinandea. Avviata per iniziativa di Ferdinando I delle Due Sicilie, al fine di sostituire la ormai obsoleta Regia Fonderia di Stilo, fu completata sotto il regno di Ferdinando II, e ne prese il nome.

Il progetto[modifica | modifica wikitesto]

Fonderia di Ferdinandea, con vista sull'altoforno (agosto 2019)

I lavori per la sua costruzione iniziarono nel 1789 e vennero conclusi solo nel 1841 nel regno di Ferdinando II e costò ben 400.000 ducati, questo dovuto alle continue sospensioni di costruzione dell'opera. Si riuscì a risparmiare, nelle spese il 30% nei confronti della fonderia di Mongiana, dovuto soprattutto alla vicinanza con la materia prima. Il ferro veniva estratto dalle miniere di Pazzano, molto più vicine alla località Ferdinandea che a Mongiana.

Il progetto si rifaceva a uno già esistente del 1736 e fu guidato dall'ingegnere Teodoro Paolotti. Il luogo della costruzione fu scelto nell'area Piani della Chiesa Vecchia (attuale Ferdinandea).

I lavori furono velocizzati durante il periodo di governo francese nel 1814 stanziando ben 14.000 ducati e dal re Ferdinando II nel 1833, quando visitò il complesso siderurgico il 23 aprile dello stesso anno. Nel 1852 ne finanziò anche il restauro con 5.000 ducati.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso occupava 15.000 metri quadrati. Oltre alla fonderia, composta da 4 fabbricati, e l'altoforno vi era anche la residenza amministrativa, carceri, alloggio per i soldati e una chiesa. Dall'altoforno venivano prodotti 6.860 quintali di ghisa all'anno.

Oggi[modifica | modifica wikitesto]

La ferriera ripresa di fianco

Attualmente è un luogo facente parte dell'Ecomuseo delle ferriere e fonderie di Calabria, della fonderia sono rimasti solo due edifici, e la residenza amministrativa, con un'edicola in ghisa e un busto in granito di Ferdinando II. Gli edifici della fonderia sono ancora in attesa di restauro.

L'altoforno fu demolito intorno al 1950 per motivi fiscali dai proprietari.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il ferro in Calabria. Vicende storico-economiche del trascorso industriale calabrese - Franco Danilo, Kaleidon editrice, agosto 2003

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ecomuseo, su web.tiscali.it. URL consultato il 26 novembre 2007 (archiviato dall'url originale il 20 maggio 2008).