Fondazione Banco Alimentare

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Fondazione Banco Alimentare
Tipo ONLUS
Fondazione 1989
Sede centrale Italia Milano
Presidente Andrea Giussani
Sito web

La Fondazione Banco Alimentare è una Onlus italiana che si occupa della raccolta di generi alimentari e del recupero delle eccedenze alimentari della produzione agricola e industriale e della loro ridistribuzione a strutture caritative sparse sul territorio che svolgono un'attività assistenziale verso le persone più indigenti.[1]

La Fondazione Banco Alimentare Onlus è membro[2] della Federazione Europea dei Banchi Alimentari (FEBA, Fédération Européenne des Banques Alimentaires) ed affiliata alla CDO Opere sociali (della Compagnia delle Opere).

La sede della Fondazione è in Lombardia, a Milano e ci sono 21 organizzazioni Banco Alimentare presenti a livello regionale.[3]

Da oltre venti anni, aderisce al PEAD, Programma per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti, istituito nell'inverno eccezionalmente rigido del 1986/1987, quando le eccedenze alimentari dell'Unione Europea furono affidate agli enti di beneficenza e caritatevoli degli Stati membri per essere donate gratuitamente ai poveri più bisognosi. Nel 2009, a causa dello scarso raccolto agricolo e della mancanza di scorte alimentari da distribuire, il Presidente della Commissione UE, Barroso, mise a disposizione 500 milioni di euro, per l'acquisto di nuovo prodotti sul mercato.

Tale istituto resta da oltre venti anni il principale strumento di politica sociale comunitaria ed è nato sotto la guida della Direzione Agricoltura e, di riflesso, dell'Agea, settore del Ministero dell'Agricoltura competente, a garanzia che il sostegno agli indigenti permanesse di tipo alimentare. Alcuni Paesi chiedono che la competenza gestionale passi alla Direzione Servizi Sociali dell'Unione.
Il PEAD ha terminato di esistere nel 2013, sostituito dal FEAD- European Fund for Aid to Most Deprived (nato dal Regolamento "base" n. 223/2014 del Parlamento e Consiglio di Europa), per l'erogazione di assistenza non economica, quali alimenti e beni primari (vestiario, prodotti di igiene e pulizia, ecc.): valido fino al 2020 e nell'ambito della Strategia Europa 2020, che ha l'obiettivo dichiarato di ridurre di circa 20 milioni di unità il numero del poveri del continente, cui deve fare seguito un programma operativo di attuazione da parte di ogni Stato nembro.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nata[5] in Italia nel 1989 per iniziativa di Danilo Fossati, all'epoca patron dell'azienda alimentare Star, e di monsignor Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione.

Dal 1997 al 2012 è stato presidente del Banco Alimentare Don Mauro Inzoli.[6]

Attuale presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus è Andrea Giussani,[7] eletto la prima volta nel 2012 e rieletto nel 2016 per altri 3 anni.

Finalità e dati in dettaglio[modifica | modifica wikitesto]

Basata sul concetto di dono e condivisione, l'attività del Banco Alimentare - di cui esistono esperienze analoghe in tutta Europaed anche negli Stati Uniti - si estrinseca nella raccolta - che avviene anche attraverso l'AGEA, la speciale Agenzia per le erogazioni in agricoltura - delle eccedenze di produzione alimentare agricola e industriale (specificatamente riso, pasta, olio d'oliva, latte).

Tali eccedenze vengono poi redistribuite agli enti caritativi (prevalentemente centri d'ascolto parrocchiali, mense per i poveri, associazioni di recupero dalle tossicodipendenze, emanazioni dei comuni operanti nell'ambito dello stato sociale) nelle quantità rapportate alle persone assistite.[8]

Il Banco Alimentare opera attraverso quattro canali principali di raccolta:

  • il recupero delle eccedenze presso l'industria alimentare e la grande distribuzione, raccogliendo generi alimentari invenduti o non più commercializzabili.
  • il recupero dalla ristorazione organizzata e dalla grande distribuzione organizzata grazie al programma Siticibo.[9]
  • la distribuzione degli aiuti alimentari dell'Unione Europea di cui la Fondazione è uno dei chapter italiani.
  • la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare che si svolge ogni anno nell'ultimo sabato di novembre, con una raccolta di generi alimentari non deperibili presso i supermercati italiani e durante la quale si chiede ai clienti di donare una parte della loro spesa ai bisogni dei più poveri.

Ad affiancare l'intero progetto - di tradizione cattolica ma al quale danno il loro supporto anche esponenti della società civile laica - sono poi una serie di manifestazioni - concerti, mostre, ecc. - a supporto dell'attività di volontariato e raccolta fondi per sostenere lo svolgimento dell'attività. La consegna diretta dei "sub-sidi" ai bisognosi consente di instaurare un "rapporto personale" di collaborazione, supporto e inclusione sociale[10]

Sottoposta a rigorosi controlli in termini di sicurezza alimentare[senza fonte] (legge sull'HACCP), l'opera del Banco Alimentare si avvale prettamente dell'attività di volontariato[11] (il personale che, a tempo pieno, opera dietro compenso è una minima parte) atta a mettere a punto ogni fase post-produttiva della filiera alimentare: dalla raccolta, alla conservazione e sicurezza, fino alla movimentazione e trasporto degli alimenti da e verso i magazzini decentrati.

La raccolta e distribuzione di generi primari non alimentari e' anch'essa parte integrante degli obbiettivi per gli aderenti al Nuovo PEAD europeo fino al 2020.
In Italia, tuttavia, la raccolta di prodotti per l'igiene personale e di vestiario, nuovo o in buono stato di usura, è in prevalenza gestita da associazioni comunali tramite la donazione di singole famiglie.

Il processo si svolge in assenza di accordi diretti con alcune catene della Grande Distribuzione Organizzata per il ritiro di rimanenze invendute degli stessi prodotti. Queste sono soggette a un costo logistico e di stoccaggio, a scadenza o obsolescenza, e quindi a rapida perdita di valore economico dopo pochi mesi.

Solidarietà in campo alimentare[modifica | modifica wikitesto]

La storia dei banchi alimentari ha iniziato a fine anni sessanta quando a Phoenix, Arizona, nasce la St. Mary's Food Bank. A fondarla è John Van Hengel, filantropo, il quale inizia a distribuire ai bisognosi il cibo non venduto e destinato alla distruzione da parte di negozi e ristoranti. Da allora negli USA sono sorte più di duecento Food Bank.[12]

Il modello statunitense è stato poi adottato anche in Europa, dove i banchi alimentari esistenti sono oltre centocinquanta, suddivisi in dodici paesi (Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, Francia, Svizzera, Belgio, Lussemburgo, Irlanda, Polonia, Lettonia, Ucraina) e riuniti nella Fédération Européenne des Banques Alimentaires.[13] In Germania esiste una rete di mense per indigenti, nota come Tafel e.V..
Nel Regno Unito, nel 2013, la Croce Rossa per la prima volta dalla seconda guerra mondiale ha avviato la raccolta di donazioni alimentari volontarie da parte dei cittadini all'uscita dei supermercati, senza contributi statali del Governo conservatore di David Cameron, poi consegnati alle mense dell'organizzazione FareShare per la distribuzione ai poveri.
Negli Stato Uniti, oltre al regime fiscale agevolato per le donazioni e i bilanci delle varie Charity Organization, i Servizi Sociali federali prevedono dal dopoguerra (insieme a qualche servizio sanitario di base-Medicaid, sussidio di disoccupazione di alcuni mesi) un sussidio alimentare governativo di circa 8 dollari/giorno/persona, che è una voce indispensabile del sostentamento di alcuni milioni di famiglie in povertà estrema.

In Italia il primo magazzino del Banco Alimentare, aperto nel 1989, era situato a Meda, in provincia di Monza e della Brianza, e misurava settecento metri quadrati. Ad inizio anni novanta le aziende che collaboravano al Banco ammontavano a dieci; trenta erano le associazioni convenzionate. Negli anni seguenti si è avuta poi la nascita delle altre sedi italiane in quasi tutte le regioni (alcune delle quali gestiscono più magazzini).[14]

Ad oggi si contano 21 organizzazioni distribuite su tutto il territorio che insieme alla Fondazione Banco Alimentare Onlus costituiscono la Rete Banco Alimentare.

La Giornata Nazionale della Colletta Alimentare[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ultimo sabato del mese di novembre si tiene dal 1997 la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare. In questo giorno in molti supermercati di tutta Italia è possibile "fare la spesa" per i poveri acquistando prodotti destinati specialmente all'infanzia, ma non solo, e consegnandoli alle squadre di volontari posti all'esterno del punto vendita con la classica pettorina gialla indossata. Il primo responsabile nazionale della Colletta Alimentare (fino al 2010) è stato Vitaliano Bonacina.

Sorta nel 1987 in Francia, la Colletta Alimentare si è via via espansa in tutti i paesi in cui è presente un Banco Alimentare. Dalle quasi 1.700 tonnellate raccolte nel 1997, anno della prima Colletta Alimentare in Italia,[15] si è passati nel 2016 a quota 8.500 tonnellate grazie alla collaborazione di oltre 12.000 supermercati e 145.000 volontari.[16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chi siamo, Fondazione Banco Alimentare Onlus. URL consultato il 26 novembre 2012.
  2. ^ Fédération des Banques Alimentaires, eurofoodbank.org.
  3. ^ Dove siamo | Fondazione banco alimentare
  4. ^ http://www.bancoalimentare.it/it/node/3317
  5. ^ I fondatori, bancoalimentare.it.
  6. ^ Luigi Corvi, Il "prete in Mercedes" punito da Papa Francesco per gli abusi, su milano.corriere.it, RCS Mediagroup S.p.a.. URL consultato il 6 dicembre 2016.
  7. ^ Curriculum vitae della Fondazione Banco Alimentare Onlus, Fondazione Banco Alimentare Onlus, p. 1.
  8. ^ http://www.bancoalimentare.it/it/node/3730
  9. ^ Siticibo, Fondazione Banco Alimentare Onlus. URL consultato il 22 luglio 2014.
  10. ^ Banco Alimentare, su Banco Alimentare. URL consultato il 25 agosto 2016.
  11. ^ http://www.bancoalimentare.it/it/diventa-volontario
  12. ^ St. Mary's Food Bank Alliance Archiviato il 4 febbraio 2010 in Internet Archive.
  13. ^ Federation Europeenne des Banques Alimentaires
  14. ^ bancoalimentare.it, http://www.bancoalimentare.it/it/node/3726 .
  15. ^ La storia, Fondazione Banco Alimentare Onlus. URL consultato il 22 luglio 2014.
  16. ^ collettaalimentare.it, http://www.collettaalimentare.it/ .

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito ufficiale, bancoalimentare.it. URL consultato il 26 novembre 2010.
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