Fondazione Banco Alimentare

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Fondazione Banco Alimentare
Tipo ONLUS
Fondazione 1989
Sede centrale Italia Milano
Presidente Andrea Giussani
Sito web 

La Fondazione Banco Alimentare è una Onlus italiana che si occupa della raccolta di generi alimentari e del recupero delle eccedenze alimentari della produzione agricola e industriale e della loro ridistribuzione a strutture caritative sparse sul territorio che svolgono un'attività assistenziale verso le persone più indigenti.[1]

La Fondazione Banco Alimentare Onlus è membro[2] della Federazione Europea dei Banchi Alimentari (FEBA, Fédération Européenne des Banques Alimentaires) ed affiliata alla CDO Opere sociali (della Compagnia delle Opere).

La sede della Fondazione è in Lombardia, a Milano e ci sono 21 organizzazioni Banco Alimentare presenti a livello regionale.[3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nata[4] in Italia nel 1989 per iniziativa di Danilo Fossati, all'epoca patron dell'azienda alimentare Star, e di monsignor Luigi Giussani, fondatore del movimento di Comunione e Liberazione.

Dal 1997 al 2012 è stato presidente del Banco Alimentare Don Mauro Inzoli.[5]

Attuale presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus è Andrea Giussani,[6] eletto la prima volta nel 2012 e rieletto nel 2016 per altri 3 anni.

Finalità e dati in dettaglio[modifica | modifica wikitesto]

Basata sul concetto di dono e condivisione, l'attività del Banco Alimentare - di cui esistono esperienze analoghe in tutta Europa ed anche negli Stati Uniti - si estrinseca nella raccolta - che avviene anche attraverso l'AGEA, la speciale Agenzia per le erogazioni in agricoltura - delle eccedenze di produzione alimentare agricola e industriale (specificatamente riso, pasta, olio d'oliva, latte).

Tali eccedenze vengono poi redistribuite agli enti caritativi (prevalentemente centri d'ascolto parrocchiali, mense per i poveri, associazioni di recupero dalle tossicodipendenze, emanazioni dei comuni operanti nell'ambito dello stato sociale) nelle quantità rapportate alle persone assistite.[7]

Il Banco Alimentare opera attraverso quattro canali principali di raccolta:

  • il recupero delle eccedenze presso l'industria alimentare e la grande distribuzione, raccogliendo generi alimentari invenduti o non più commercializzabili.
  • il recupero dalla ristorazione organizzata e dalla grande distribuzione organizzata grazie al programma Siticibo.[8]
  • la distribuzione degli aiuti alimentari dell'Unione Europea di cui la Fondazione è uno dei chapter italiani.
  • la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare che si svolge ogni anno nell'ultimo sabato di novembre, con una raccolta di generi alimentari non deperibili presso i supermercati italiani e durante la quale si chiede ai clienti di donare una parte della loro spesa ai bisogni dei più poveri.

Ad affiancare l'intero progetto - di tradizione cattolica ma al quale danno il loro supporto anche esponenti della società civile laica - sono poi una serie di manifestazioni - concerti, mostre, ecc. - a supporto dell'attività di volontariato e raccolta fondi per sostenere lo svolgimento dell'attività.[9]

Sottoposta a rigorosi controlli in termini di sicurezza alimentare[senza fonte] (legge sull'HACCP), l'opera del Banco Alimentare si avvale prettamente dell'attività di volontariato[10] (il personale che, a tempo pieno, opera dietro compenso è una minima parte) atta a mettere a punto ogni fase post-produttiva della filiera alimentare: dalla raccolta, alla conservazione e sicurezza, fino alla movimentazione e trasporto degli alimenti da e verso i magazzini decentrati.

Solidarietà in campo alimentare[modifica | modifica wikitesto]

La storia dei banchi alimentari ha iniziato a fine anni sessanta quando a Phoenix, Arizona, nasce la St. Mary's Food Bank. A fondarla è John Van Hengel, filantropo, il quale inizia a distribuire ai bisognosi il cibo non venduto e destinato alla distruzione da parte di negozi e ristoranti. Da allora negli USA sono sorte più di duecento Food Bank.[11]

Il modello statunitense è stato poi adottato anche in Europa, dove i banchi alimentari esistenti sono oltre centocinquanta, suddivisi in dodici paesi (Italia, Grecia, Spagna, Portogallo, Francia, Svizzera, Belgio, Lussemburgo, Irlanda, Polonia, Lettonia, Ucraina) e riuniti nella Fédération Européenne des Banques Alimentaires.[12]

In Italia il primo magazzino del Banco Alimentare, aperto nel 1989, era situato a Meda, in provincia di Monza e della Brianza, e misurava settecento metri quadrati. Ad inizio anni novanta le aziende che collaboravano al Banco ammontavano a dieci; trenta erano le associazioni convenzionate. Negli anni seguenti si è avuta poi la nascita delle altre sedi italiane in quasi tutte le regioni (alcune delle quali gestiscono più magazzini).[13]

Ad oggi si contano 21 organizzazioni distribuite su tutto il territorio che insieme alla Fondazione Banco Alimentare Onlus costituiscono la Rete Banco Alimentare.

La Giornata Nazionale della Colletta Alimentare[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ultimo sabato del mese di novembre si tiene dal 1997 la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare. In questo giorno in molti supermercati di tutta Italia è possibile "fare la spesa" per i poveri acquistando prodotti destinati specialmente all'infanzia, ma non solo, e consegnandoli alle squadre di volontari posti all'esterno del punto vendita con la classica pettorina gialla indossata. Il primo responsabile nazionale della Colletta Alimentare (fino al 2010) è stato Vitaliano Bonacina.

Sorta nel 1987 in Francia, la Colletta Alimentare si è via via espansa in tutti i paesi in cui è presente un Banco Alimentare. Dalle quasi 1.700 tonnellate raccolte nel 1997, anno della prima Colletta Alimentare in Italia,[14] si è passati nel 2016 a quota 8.500 tonnellate grazie alla collaborazione di oltre 12.000 supermercati e 145.000 volontari.[15]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Chi siamo, Fondazione Banco Alimentare Onlus. URL consultato il 26 novembre 2012.
  2. ^ Fédération des Banques Alimentaires, eurofoodbank.org.
  3. ^ Dove siamo | Fondazione banco alimentare
  4. ^ I fondatori, bancoalimentare.it.
  5. ^ Luigi Corvi, Il "prete in Mercedes" punito da Papa Francesco per gli abusi, su milano.corriere.it, RCS Mediagroup S.p.a.. URL consultato il 6 dicembre 2016.
  6. ^ Curriculum vitae della Fondazione Banco Alimentare Onlus, Fondazione Banco Alimentare Onlus, p. 1.
  7. ^ http://www.bancoalimentare.it/it/node/3730
  8. ^ Siticibo, Fondazione Banco Alimentare Onlus. URL consultato il 22 luglio 2014.
  9. ^ Banco Alimentare, su Banco Alimentare. URL consultato il 25 agosto 2016.
  10. ^ http://www.bancoalimentare.it/it/diventa-volontario
  11. ^ St. Mary's Food Bank Alliance
  12. ^ Federation Europeenne des Banques Alimentaires
  13. ^ bancoalimentare.it, http://www.bancoalimentare.it/it/node/3726 .
  14. ^ La storia, Fondazione Banco Alimentare Onlus. URL consultato il 22 luglio 2014.
  15. ^ collettaalimentare.it, http://www.collettaalimentare.it/ .

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sito ufficiale, bancoalimentare.it. URL consultato il 26 novembre 2010.
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